Claudio Tamburrino

Kevin Costner contro la marea nera

Un eroe del cinema per catastrofi reali. La tecnologia sviluppata coi fondi di Waterworld per tentare di fermare il petrolio nel Golfo del Messico

Roma - Kevin Costner avrebbe convinto la British Petroleum (la compagnia petrolifera proprietaria della piattaforma petrolifera vittima di un incidente a largo della Lousiana) a provare il suo sistema di depurazione per l'acqua marina. A detta dell'attore, una panacea per arginare la catastrofe causata dai migliaia di litri di petrolio che si stanno estendendo a macchia d'olio (sic) in mare.

L'attore ha ricordato al mondo l'esistenza di una centrifuga ad alta velocità, chiamata "Ocean Therapy" che funziona succhiando grandi quantità di acqua inquinata e separando il petrolio restituendo acqua al 97 per cento pulita. Solo uno dei prodotti sviluppati dalla Costner Industries Nevada Corp, fondata dal divo di Hollywood e dal fratello Dan per perseguire una serie di progetti di tecnologia ecologica.

L'interesse di Costner per l'argomento non è recente: già all'epoca del controverso Waterworld l'attore si era speso molto sul tema, e proprio allora aveva gettato le basi per la tecnologia e il business che oggi propone a BP.
"╚ come un grande aspirapolvere", spiega il socio di Kevin Costner, l'avvocato John Houghtaling. L'attore avrebbe 300 di questi apparecchi, il più grande dei quali peserebbe oltre 21 tonnellate e sarebbe in grado di pulire 200 galloni di acqua al minuto. Calcolando chela piattaforma perde 210 mila galloni di petrolio al giorno, è tempo di provarle tutte.

Claudio Tamburrino
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