Roma - Kevin Costner avrebbe
convinto la British Petroleum (la compagnia petrolifera proprietaria della piattaforma petrolifera vittima di un incidente a largo della Lousiana) a provare il suo sistema di depurazione per l'acqua marina. A detta dell'attore, una panacea per arginare la catastrofe causata dai migliaia di litri di petrolio che si stanno estendendo a macchia d'olio (sic) in mare.
L'attore ha ricordato al mondo l'esistenza di una centrifuga ad alta velocità, chiamata "Ocean Therapy" che funziona succhiando grandi quantità di acqua inquinata e separando il petrolio restituendo acqua al 97 per cento pulita. Solo uno dei prodotti sviluppati dalla
Costner Industries Nevada Corp, fondata dal divo di Hollywood e dal fratello Dan per perseguire una serie di progetti di tecnologia ecologica.
L'interesse di Costner per l'argomento non è recente: già all'epoca del controverso
Waterworld l'attore si era speso molto sul tema, e proprio allora aveva gettato le basi per la tecnologia e il business che oggi propone a BP.
"È come un grande aspirapolvere",
spiega il socio di Kevin Costner, l'avvocato John Houghtaling. L'attore avrebbe 300 di questi apparecchi, il più grande dei quali peserebbe oltre 21 tonnellate e sarebbe
in grado di pulire 200 galloni di acqua al minuto. Calcolando chela piattaforma perde 210 mila galloni di petrolio al giorno, è tempo di provarle tutte.
Claudio Tamburrino