Claudio Tamburrino

UE, la banda si allarga

L'Italia sopra la media sia per la penetrazione dei cellulari che per la broadband mobile. Buoni anche gli investimenti. Resta aperto il capitolo tariffe, troppo alte in tutto il continente

Roma - Secondo il rapporto annuale sulle TLC stilato dalla Commissione Europea, la banda larga starebbe continuando ad espandersi in Europa. Anche se una maggiore integrazione tecnica e normativa potrebbe abbattere i costi e velocizzare il processo.

A guidare la classifica di penetrazione della banda larga in UE sono Danimarca e Olanda, con quasi il 40 per cento della popolazione ad usufruirne. L'utilizzo medio pro capite europeo è invece del 24,8 per cento, equivalente a oltre 123 milioni di linee. L'Italia è invece ferma al 20,6 per cento, nonostante una crescita rispetto all'anno precedente. Progressi, inoltre, sono stati fatti nella tempistica relativa al cambio di gestore. Se nel 2008 dovevano passare in media tra i 8,5 giorni per cambiare operatore mobile e 7,5 giorni per quello fisso, nel 2009 servono solo, rispettivamente, 4,1 e 6,5 giorni.

Secondo tale studio, poi, l'Italia investirebbe di più (il 15,3 per cento), in rapporto ai ricavi relativi al settore TLC, di paesi come la Spagna (11,7 per cento), la Francia (13,1) e la Germania (11,6).
L'Italia resta poi leader per quanto riguarda la telefonia mobile, al secondo posto in tutta l'UE con un tasso di penetrazione del 146 per cento, e raggiunge una buona posizione anche per quanto riguarda lo sviluppo del mercato della larga banda mobile grazie ad un tasso di penetrazione pari al 6,8 per cento, superiore alla media UE e davanti a Regno Unito, Germania, Spagna e Francia. L'utilizzo della banda larga mobile nell'UE è quasi raddoppiato da gennaio 2009 a gennaio 2010, passando al 5,2 per cento.

Capitolo costi: nel 2009 i prezzi di connessione sono diminuiti, ma ciò è dovuto soprattutto "alle offerte forfettarie e all'aumento della velocità della banda larga". Per le chiamate vocali su cellulare i consumatori dell'Ue hanno pagato il 7 per cento in meno rispetto al 2008, con un calo del prezzo medio al minuto da 14 a 13 centesimi di euro.

I prezzi nelle telecomunicazione, tuttavia, resterebbero ancora troppo alti e la colpa sarebbe da attribuire alla mancata applicazione dei regolamenti UE in materia di armonizzazione e apertura dei mercati nazionali. E a dimostrazione di ciò proprio le notevoli variazioni di prezzo da uno stato membro e l'altro: per i cellulari si passa dai 4 centesimi di euro al minuto della Lettonia ai 24 di Malta.

Claudio Tamburrino
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