Sony e EMI contro l'Ecomm?

La vicenda che vede al centro l'italiano CdBox mette in luce un atteggiamento inatteso. E solleva domande concrete su pratiche commerciali e libero commercio

Roma - Sony ed EMI non vogliono che, chi vende prodotti musicali online esponga nella sua vetrina le copertine dei dischi o metta a disposizione demo audio, anche se tutto è perfettamente legale con tanto di diritti pagati alla SIAE. Ecco la vicenda dell'italiano CdBox in una lettera del suo responsabile:

"Il ns. sito esiste dal 1998 ed ha sempre agito nel pieno rispetto delle regole.
Il ns. sito è stato premiato, nel corso dello Smau99, dal Ministero dell'Industria, nella persona del Sig. Ministro Dott. Luigi Bersani,
come migliore sito della categoria nel settore Business to Consumer.
Siamo stati recensiti dalle migliori riviste specializzate e tutt'ora forniamo un servizio completo d'informazione e vendita ai ns. clienti.
Questa premessa per raccontarvi cosa succede in questo momento.

Nel ns. sito siamo soliti recensire alcuni dischi di cui pubblichiamo anche la copertina dell'opera e circa 30 secondi dei primi 3 brani dell'album recensito. Vi faccio notare che tali brani sono in tecnologia Streaming Realaudio registrati a 16 kb (bassa qualità) e non possono essere scaricati da parte di chi richiede lo streaming.
Tutto è stato predisposto per tutelare i diritti altrui (paghiamo regolarmente i diritti Siae) e non pensavamo di recare danno alcuno ai produttori in quanto trattasi di una normale vendita per corrispondenza. Oltreutto, visto che è cosa altamente diffusa quella di recensire gli artisti pubblicando la loro copertina, non pensavamo di commettere questo orrendo delitto, di cui sono partecipi circa 1.000 siti in tutt'Italia.

In 15 giorni ci sono arrivate 2 diffide, una da parte della Sony Music Italia e una da parte della Emi Music Italia, in cui ci diffidavano dall'usare immagini e demo audio tratti da opere da loro distribuite. Sicuramente giusto. Prontamente abbiamo tolto tale materiale dal ns. sito facendo richiesta per l'autorizzazione alla pubblicazione di tale materiale.

Ora ci troviamo a sollevare alcune domande:

a) Essendo il commercio on line nient'altro che un negozio virtuale, si può in una normale attività su strada impedire di esporre la merce per essere venduta? Si può impedire al negoziante di far ascoltare i brani dell'album che il cliente vuole acquistare?

b) L'ascolto di alcuni demo dei brani, in streaming Realaudio, di cui non si può effettuare il download, è pericoloso ai fini della diffusione di tale prodotto?

c) Sono stati usati gli stessi divieti anche per altri siti italiani? Quali?

d) Pensate che tutto ciò aiuti la diffusione legale di prodotti musicali?

Penso soprattutto che sia in atto un'opera persecutoria volta a screditare il ns. operato a favore di qualche altro operatore, magari molto vicino alle alte sfere del mercato musicale.

Mi sorge questo dubbio, poiché portali a livello nazionale pubblicano tranquillamente gli indirizzi dove poter scaricare, abusivamente, brani in Mp3 e nessuno fa nulla (vedi http://mp3.iol.it). Mi sorge questo dubbio poiché stranamente certi "signori" usufruiscono dello stesso servizio di hosting....

Ora mi trovo a chiedere se un'impresa di provata serietà, riconosciuta da un'istituzione quale il Ministero dell'Industria, dopo aver fatto enormi sforzi, cercato di essere nelle regole, si debba trovare a dover combattere contro una concorrenza sleale che cerca con ogni mezzo di togliere dal campo qualsiasi possibile concorrente.

Max Ferrari