Turchia, mano dura con i cracker

Mentre il Congresso americano sembra sul punto di escludere leggi speciali anticracker, la Turchia è pronta a varare norme per punire duramente le aggressioni cyber

Ankara (Turchia) - Fino a sei anni di reclusione e 200mila euro di sanzione pecuniaria: questo il senso delle cosiddette "norme anticracker" che la Turchia si appresterebbe a varare per proteggere le attività internet delle aziende. L'agenzia di Stato "Anadolu" ha specificato che le nuove normative verranno inserite come emendamento alla legge sulla proprietà intellettuale. Va anche detto che fino ad oggi in Turchia non sono state registrate azioni di cracking significative o comunque perseguite dalle autorità.

E se Anadolu sostiene che le normative anticracking pongono la Turchia "più avanti degli Stati Uniti", proprio a Washington in queste ore pare affermarsi la tesi secondo cui "nonostante gli eventi" non siano necessarie specifiche leggi punitive delle attività di cracking.

In particolare il Congresso ha voluto ascoltare sulla materia i leader delle maggiori industrie hi-tech del paese che hanno espresso disinteresse, se non opposizione, alle proposte di nuove leggi "per contenere il fenomeno del cracking".
"La sicurezza delle infrastrutture, ha spiegato il capo della sicurezza Microsoft Howard Schimdt, non si presta facilmente alla gestione da parte delle autorità. Il settore privato ha l'esperienza e la conoscenza per contribuire a contrastare i crimini informatici sulle infrastrutture che gestisce". Il timore di interventi legislativi specifici è stato condiviso anche da altri speaker ascoltati dal Congresso. "Attenzione, ha detto Schmidt, all'applicazione di regolamenti esterni non necessari o all'interferenza in un settore economico estremamente dinamico e produttivo".

"L'industria della tecnologia, ha spiegato ai parlamentari americani il vicepresidente di Cisco Charles Giancarlo, ha dimostrato di essere in grado di rispondere con intelligenza ed efficacia, adottando rapidamente i passi necessari per contrastare gli attacchi e per rendere più difficile in futuro il loro ripetersi". Amazon, tra i siti colpiti nelle ultime settimane, ha affermato che le normative attuali sono efficaci e non ne servono di nuove: "le leggi attuali sembrano fornire strumenti di indagine e repressione e sono state utilizzate con successo in molti recenti casi di hacking".

Secondo James Dempsey, il creativo animatore del Center for Democracy and Technology, "è chiaro che il settore privato sta lavorando a spron battuto sulla sicurezza, con una efficacia che il governo non potrebbe ottenere. L'aiuto possibile da parte delle autorità è limitato mentre è molto alto il rischio che le stesse creino problemi al settore".