Claudio Tamburrino

Il fascino del Pirata

Il marchio di The Pirate Bay su un sito per appuntamenti. Con il permesso dei bucanieri svedesi

Roma - Non di solo rum vive il pirata che solca i mari alla ricerca di bottino, così come non di sola condivisione vive quello moderno. Lo sanno bene gli sviluppatori di Pirate Date che sfruttano per una nuova versione di social network per single l'ormai inconfondibile marchio della Baia dei Pirati svedesi.
Sul nuovo sito di incontri campeggia l'inconfondibile galeone e lo stesso font del motore di ricerca per file condivisi a mezzo P2P.

In realtà, associare P2P a rapporti sentimentali crea non pochi problemi: la logica della condivisione rischia di assumere tutto un altro senso nel nuovo ambito. D'altronde anche le statistiche relative agli utenti, vista la popolazione prettamente maschile attirata dalla Baia di smanettoni, rendono l'ironia quasi automatica: "Membri registrati: 12 milioni di uomini, 6 donne - si legge in un commento - meglio di qualsiasi altro sito di appuntamenti". E l'immagine della homepage, con una procace piratessa, certo non ne consolida la credibilità.

Per la verità il progetto è parte di Meezooog, società specializzata in incontri online. Alla base della nuova piattaforma vi è un suo algoritmo che, a suo modo e nel suo ambito, si presenta come innovativo: si chiama Social Proximity e mettendo in relazione rapporti e informazioni sui singoli contatti ne calcola il livello di affidabilità. Informazione che potrà essere utilizzata dall'utente per decidere se fidarsi o meno nel divulgare ulteriori informazioni personali con una persona. Partendo da questa base gli utenti potranno consigliare o essere consigliati ad altri potenziali partner.
Il gruppo di The Pirate Bay, una volta compreso che il loro marchio è, nel 2010, uno dei più riconoscibili in rete, ha deciso di sfruttarlo per ottenere i fondi per mandare avanti la piattaforma: Pirate Date è il loro primo esperimento di licenzia di marchio (insieme al merchandising di PirateShops e a PirateChat). Chissà che non sia proprio la proprietà intellettuale, alla fine, a salvare The Pirate Bay.

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia Il fascino del Pirata
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  • quelli di piratedate dovevano usare font e logo senza il loro permesso come fanno quelli di piratebay con i contenuti che rubano. assurdo che proprio loro vogliano far soldi con un marchio
    non+autenticato
  • mica tanto insensato quello che dici... aldilà degli intenti provocatori, mettendomi dalla parte del diavolo effettivamente è ragionevole questa osservazione.
    A meno che non diventi difendibile ammettendo che l'uso dei media presenti su piratebay è quello casalingo e personale (e cioè si scarica il film e lo si guarda a casa per conto proprio, senza chiedere di pagare il biglietto se inviti qualche amico), mentre uno sfruttamento commerciale esula dall'ideale di "condivisione" della cultura; anzi, credo proprio che sia quello il fattore discriminante.
  • Scusa ma, anche se nell'articolo fanno lo stesso errore, non c'entra niente.

    Qui non si parla di proprietà intellettuale (property right) ma di diritto al marchio (trade mark). Ed è esattamente l'opposto di quanto dice il movimento pirata: il modello di business che si suggerisce è un modello di business in cui le aziende che producono senza costi di produzione (un software) riescano a sopravvivere proprio grazie al trade mark, oltre alle eventuali applicazioni commerciali relative al proprio software. Come fa Google ad esempio, che offre applicativi gratuiti di ottimo livello e ha un ritorno in termini di visibilità del proprio marchio, che gli permettono di offrire i servizi a pagamento a aziende e corporazioni.

    Se pensi che un cracker o un pirata non è interessato al trade mark, prova a fare un crack e firmarlo Razor...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    > Scusa ma, anche se nell'articolo fanno lo stesso
    > errore, non c'entra
    > niente.
    >
    > Qui non si parla di proprietà intellettuale
    > (property right) ma di diritto al marchio (trade
    > mark). Ed è esattamente l'opposto di quanto dice
    > il movimento pirata: il modello di business che
    > si suggerisce è un modello di business in cui le
    > aziende che producono senza costi di produzione
    > (un software) riescano a sopravvivere proprio
    > grazie al trade mark, oltre alle eventuali
    > applicazioni commerciali relative al proprio
    > software. Come fa Google ad esempio, che offre
    > applicativi gratuiti di ottimo livello e ha un
    > ritorno in termini di visibilità del proprio
    > marchio, che gli permettono di offrire i servizi
    > a pagamento a aziende e
    > corporazioni.
    >
    > Se pensi che un cracker o un pirata non è
    > interessato al trade mark, prova a fare un crack
    > e firmarlo
    > Razor...

    Ma sei TH oppure angros?
  • ehm...il marchio è una forma di proprietà intellettuale comunque (brevetto, diritto d'autore,marchio e, almeno per la normativa italiana, in parte il segreto industriale e le indicazioni geografiche). A meno che non distinguamo proprietà industriale e proprietà intellettuale facendo rientrare in quest'ultima solo il diritto d'autore, ma si tende più che altro a considerare la proprietà intellettuale una macrocategoria in cui far rientrare proprietà industriale + diritto d'autore (volendo fare distinzioni che diventano ancora più complicate con la nozione inglese di copyright e non di diritto d'autore).

    Comunque, filosoficamente secondo me, si potrebbe dire che i Pirati facciano una distinzione tra diffusione della cultura - idea progressista del copyright - e utilizzo commerciare di un segno distintivo.
  • Angros, mi dici com'è il sito?
    Tanta gnocca pirata?!Con la lingua fuori
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Angros, mi dici com'è il sito?
    > Tanta gnocca pirata?!Con la lingua fuori
    Si certo mettici sopra il copyright vedrai come incassi e vdrai come tromb... pardon come ti tromban... insomma se aspetti la gnocca col copyright mi sa che ti tocca ammazzarti di pipp....
    Meglio che la "scarichi" gratis è da un pezzo che si fa così e a giudicare da quanti siamo sul pianeta è stato un successone!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Angros, mi dici com'è il sito?
    > Tanta gnocca pirata?!Con la lingua fuori

    Già, per te, che paghi e lo ritieni pure giusto, è inconcepibile che gli altri non abbiano bisogno di pagare per la gnocca, vero?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: ThEnOra
    > > Angros, mi dici com'è il sito?
    > > Tanta gnocca pirata?!Con la lingua fuori
    >
    > Già, per te, che paghi e lo ritieni pure giusto,
    > è inconcepibile che gli altri non abbiano bisogno
    > di pagare per la gnocca,
    > vero?

    Beh, se si è autorizzati ben venga, alttimenti meglio pagare che appropiarsi di una cosa che non ti viene data... o no?
    Questione di rispetto, sempre!

    Ps.
    Meglio che PI chiuda le risposte. Non vorrei che questo thread prendesse una deriva spiacevole.
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: angros
    > > - Scritto da: ThEnOra
    > > > Angros, mi dici com'è il sito?
    > > > Tanta gnocca pirata?!Con la lingua fuori
    > >
    > > Già, per te, che paghi e lo ritieni pure giusto,
    > > è inconcepibile che gli altri non abbiano
    > bisogno
    > > di pagare per la gnocca,
    > > vero?
    >
    > Beh, se si è autorizzati ben venga, alttimenti
    > meglio pagare che appropiarsi di una cosa che non
    > ti viene data... o
    > no?
    > Questione di rispetto, sempre!
    >
    > Ps.
    > Meglio che PI chiuda le risposte. Non vorrei che
    > questo thread prendesse una deriva
    > spiacevole.

    Senza la S al massimo e' una deriva piacevole.

    Comunque mi fa piacere leggere che si parli di rispetto: anche per la musica deve valere lo stesso concetto. Chiedi troppo? Me ne trovo un'altra.

    Baci & Abbacci.
    GT