Mauro Vecchio

USA, elezioni social e trasparenti

Nel Maryland vogliono tenere sotto controllo i social network e -Internet. Per impedire che i politici ne abusino. Ai candidati sarà chiesto di fare attenzione a quello che dicono, e dove

Roma - Si tratta di regole che, una volta approvate in via definitiva, potrebbero fare del Maryland il primo stato a stelle e strisce a regolamentare l'uso dei social network in campagna elettorale. Intenzioni in realtà già mostrate in Florida, solo con esiti praticamente opposti a quello generato recentemente dalla Maryland State Board of Elections.

4 voti a favore, 0 contrari. Dunque un plebiscito all'interno della stessa commissione che regola le attività di campagna elettorale, che avevano in precedenza fatto scattare l'allarme, sottolineando come i social media avessero abbassato drasticamente la soglia distintiva tra annunci elettorali autentici e campagne del tutto fasulle.

"Credo che queste regole possano portare grande chiarezza in tutto il processo - ha spiegato Jared DeMarinis, a capo della Board of Elections dello stato statunitense - Il pubblico potrà così comprendere l'esatta provenienza di un messaggio di comunicazione elettorale, senza preoccuparsi che sia fasullo. In questo modo sarà possibile decidere alle urne sulla base di informazioni autentiche".
Secondo i principali dettami delle nuove regole, i vari candidati dovranno indicare la provenienza dei rispettivi finanziamenti oltre che assicurare gli utenti dell'autenticità del proprio messaggio. In questo modo, i vari social network verrebbero equiparati alla carta stampata. Su Twitter, ad esempio, il meccanismo imposto nel Maryland porterebbe ad una serie di account verificati, sulla scia di quelli già esistenti per celebrità e personaggi pubblici.

Ovviamente, si tratta di regole che non avranno valore sia per quanto concerne siti non ufficiali gestiti da privati cittadini, sia per spazi web gestiti dal governo a stelle e strisce. Ma piattaforme come Facebook verranno invece regolamentate, con l'obbligo per i candidati di pubblicare una sorta di disclaimer ad avvertire gli utenti che si tratti di una comunicazione genuina.

E violare queste norme - che verranno ora sottoposte al vaglio dei legislatori - potrebbe costar caro ad organizzatori e candidati. Si parla di mille dollari di multa e un periodo di reclusione fino ad un anno. Una soluzione molto differente da quella in Florida, dove le autorità hanno preferito sollevare la campagna elettorale dall'obbligo di certificare i propri messaggi su bacheche e piattaforme cinguettanti.

Che poi sembrano aver preso sempre più piede all'interno delle strategie politiche dei candidati, quasi a dimostrazione dell'importanza avvertita dai regolatori del Maryland. Facebook ha infatti appena lanciato una speciale pagina dedicata ai politici statunitensi, da Barack Obama a Sarah Palin. Un modo cioè per tenere sotto controllo le varie attività social dei politici a stelle e strisce.

Proprio mentre Google ha svelato nuovi strumenti a disposizione dei candidati per far meglio arrivare i propri messaggi alle audience statunitensi. A partire dal servizio You Choose 2010 Campaign Toolkit, che offre la possibilità di creare un proprio canale con video più lunghi, statistiche e strumenti di moderazione. E, almeno nel Maryland, un certificato di garanzia in bella vista.

Mauro Vecchio
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