Dall'Illuminismo al software libero

Modulo didattico interdisciplinare sul software libero e la libertà di pensiero

Roma - Linuxdidattica.org ha pubblicato un modulo didattico interdisciplinare destinato alle classi quarte degli istituti professionali per il commercio che mette in luce il rapporto fra Illuminismo e software libero.

Redatto dalla prof.ssa Mariacarla Vian dell'Istituto Betsa di Treviso, questo modulo didattico viene descritto dal responsabile di Linuxdidattica.org, Antonio Bernardi, come "un nuovo modo di vedere la trasversalità delle nuove tecnologie nella scuola italiana: una trasversalità che tocca i contenuti più che gli aspetti superficiali ed esteriori".

"Il percorso - scrive la prof.ssa Vian - è stato pensato in maniera duplice: inserito all?interno della programmazione di storia della letteratura, dopo la trattazione del Seicento e del Settecento con lo specifico riferimento alla rivoluzione scientifica galileiana e all?Illuminismo, in special modo all?Encyclopédie; verificato attraverso la trattazione di un articolo informativo e di un saggio breve come preparazione della modalità di scrittura che viene utilizzata per la stesura della prima prova scritta dell?esame di stato, tipologia B".
Il testo integrale del modulo si trova qui.

37 Commenti alla Notizia Dall'Illuminismo al software libero
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  • Da quando ho letto tutti i commenti suscitati in rete dal mio lavoro e da quello dei miei studenti mi sto chiedendo il perché di tanto dibattito e anche scandalo, in un certo senso, per un argomento affrontato peraltro in modo molto elementare e per certi versi scolastico? Lo stupore e lo scandalo mi sembrano avere origine altrove: in parte (in gran parte) nello strumento utilizzato per farli conoscere che amplifica in modo inusitato ogni cosa; in parte nel ?chi? vi ha lavorato. Capisco quindi le reazioni dei miei studenti che nemmeno nei miei migliori deliri di onnipotenza avrei osato sentir difendere così convinti i loro lavori e la loro scuola. Infine nell?argomento stesso che pone collegamenti quasi ?osceni?, che mescola sacro e profano, cultura e Web.
    E? tanto strano un parallelo tra software libero e libertà di pensiero o è strano che in un professionale per il commercio se ne parli? O meglio che i giovani in genere si pongano il problema?
    Noi adulti siamo veramente degli animali strani e gli insegnanti sono i più strani tra gli adulti: vivono l?eterna contraddizione di invecchiare in mezzo ad un?eterna giovinezza che si riproduce ogni anno e nella quale, ogni anno, riconosciamo una parte di noi, inesorabilmente più lontana, ma anche una gran parte di estraneità non tanto alla nostra giovinezza, ai suoi valori come siamo portati a pensare, ma a quella che ricordiamo essere stata la nostra giovinezza e i suoi valori. La memoria seleziona e archivia ciò che preferisce o meglio ciò che corrisponde meglio al suo sopravvivere, all?immagine che il sé vuole darsi.
    Noi eravamo noi. Loro sono loro e il mondo comunque è talmente cambiato che onestamente è assai difficile riconoscersi di anno in anno. Eppure, nelle parole dei miei studenti e in quelle degli anonimi altri interlocutori ho riconosciuto una forza e un orgoglio che ho sentito miei (nella mia memoria selettiva?) di un tempo e di ora. E? l?orgoglio di chi ha faticato per arrivare dov?è. Di chi è partito con una pacca sulle spalle e il viatico delle parole ?Se proprio vuoi andare ancora a scuola, almeno vai in un professionale ??.
    E poi si è accorto che aveva le gambe per camminare e le mani per costruire e la testa per pensare, bastava che qualcuno gli spiegasse come fare. E gli insegnasse a crederci. E gli insegnasse a divertirsi mentre camminava, lavorava, pensava perché sapere e cultura vuol dire anche non annoiarsi, mai, né con gli altri né da soli con se stessi. Vuol dire dare pensieri ai sentimenti e parole ai pensieri e gambe ai sogni.
    Si può capire tutto (anche Diderot ...) basta avere la chiave giusta per aprire le porte chiuse che ci troviamo davanti. E che cos?è il mestiere di un insegnante se non quello di tentare di dare ad ogni studente la capacità di saper scegliere, tra le migliaia di chiavi che possiede, quella giusta per risolvere il problema che si trova ad affrontare? Nella vita, nella sua e nella nostra, ben altre saranno le porte da aprire, ben diversi i mazzi di chiavi da cui selezionare (ma esiste veramente la chiave?) ma nel microcosmo protetto della scuola in cui ci si esercita alle sfide, vincere vuol dire conquistare una piccola parte del nostro sé.
    Alcuni (i miei studenti mai) mi dicono che Dante o Leopardi o Montale non servono al lavoro che andranno a fare, non servirà al loro essere esecutivi (in uno studio di commercialista o in un?azienda) aver discusso sulla libertà di pensiero o sapere che cosa significa ipse dixit o comprendere che l?horror vacui del barocco ha le stesse origini razionali della nuova scienza galileiana.
    Io non ci credo e non ci credono loro o meglio non crediamo entrambi che sia importante sapere ora che cosa servirà oppure no, crediamo che saper scrivere una lettera commerciale o tenere la partita doppia o conoscere la grammatica non escluda di poter conoscere e discutere dei massimi sistemi.
    Noi facciamo bene questo e quello perché ci sentiamo intelligenti e quindi potenti, capaci di fare le cose semplici ma anche quelle complesse perché abbiamo imparato che la complessità è fatta di elementi semplici, basta avere la pazienza e la tenacia di metterli insieme.
    Solo gli sciocchi o i presuntuosi credono che ci sia chi è preposto dal destino o dai geni a lavorare con le mani e chi con la testa. Noi pensiamo che mani e testa stiano benissimo insieme, che la testa senza mani sia degli impotenti e le mani senza testa appartengano agli schiavi.

    Mariacarla Vian
    non+autenticato
  • Bell'intervento, giusto, propositivo e sdrammatizzante.
    Io non ci ho capito niente dei giovani.
    Lo ammetto. Meno male.
    Ero preoccupato.
    Ora sono tranquillo.
    non+autenticato
  • Sono pienamente d'accordo con Lei quando dice che sia Lei che i suoi alunni del professionale vi sentite intelligenti e per questo POTENTI,perchè anch'io sono uno di loro e tutti i miei amici mi denigrano!Percio' appoggio tutto cio' che fate per rendere più interessante l'anno scolastico!!!CONTINUATE COSI' E NON PREOCCUPATIVI DI COLORO CHE VI ACCUSANO!!!!

    STUDENTE
    non+autenticato
  • Gli illuministi erano tutti massoni, per cui anche i linuxiani sarebbero massoni? Nahhhh mi pare strano....
    non+autenticato
  • Grazie per aver letto con attenzione i nostri temi!
    Ci riteniamo ragazzi intelligenti e non ci scoraggiamo di certo
    per le vostre critiche!
    Siamo consapevoli di essere considerati inferiori perchè frequentiamo un istituto professionale, ma siamo certe
    che i nostri coetanei del liceo non sarebbero in grado di
    svolgere un lavoro come il nostro!
    Giulia, Maura, Federica, Silvia
    della 4B besta
    non+autenticato
  • Sono molti, e qui è stato dimostrato, quelli che ritengono inferiori o "voglia di fare niente" gli studenti degli istituti professionali. Io penso che questi molti si sbaglino di grosso. Chi siete voi per giudicare quello che noi facciamo o quello che noi studiamo?Solo i nostri professori credo si possano permettere di dire qualcosa al riguardo!e credetemi che frequentare il corso B dell'istituto Besta non è per niente facile.Questa attività è stata solo un modo per imparare ed esprimere ciò che pensiamo della libertà e in virtù di questa è giusto non criticare in quei modi il nostro lavoro. Silvia
    non+autenticato

  • -
    > Sono molti, e qui è stato dimostrato, quelli
    > che ritengono inferiori o "voglia di fare
    > niente" gli studenti degli istituti
    > professionali.
    Se aveste letto con attenzione il primo intervento avreste potuto rendervi conto che l'intervento non parlava male del professionale in quanto tale, ma voleva essere un intervento critico sui giovani e sulla loro formazione all'interno della scuola italiana. Persino in molti Licei troviamo ragazzi quasi completamente digiuni delle basi culturali essenziali per formulare pensieri scritti e orali con un minimo di coerenza e completezza.
    La colpa non è solo vostra, ma è anche vostra.
    Non chiedete, e non chiedono i vostri genitori, una migliore formazione culturale ma solo un migliore possibilità di essere inseriti in un mondo che all'apparenza è già fatto e potrebbe rifiutarvi. Ciò è comprensibile, ma non è scusabile.

    2. Nessuno, mi pare, abbia voluto mettere in questione la validità del progetto in sé, solo la eventuale fattibilità in un mondo giovanile così pronto a bere qualsiasi verità(bugia) ripetuta dieci volte alla televisione o in una canzonetta di successo, e all'interno di una scuola (in generale) così poco educativa. Ma un si può anche sbagliare: uno potrebbe aver preso lucciole per lanterne (ma anche lanterne per lucciole) e vivere nel migliore dei mondi possibili. Io sono giunto a conclusioni diverse (questa è la mia opinione, non ho mai offeso nessuno di voi personlamente, parlavo per iperboli e, per così dire, ueberhaupt): penso che sia giusto coltivare il proprio giardino.

    P.S. Se non avete capito quest'ultima boutade, provate a farvela spiegare da qualche insegnante che faccia un corso sull'illuminismo.
    non+autenticato
  • Tranquilli tanto la scuola non serve a nulla, qualunque sia. Non dateci troppo peso!! Certo, studiare è importante, ma il vero "studio" non è quello scolastico, è quello che nasce dalla passione. Almeno io la penso così.
    non+autenticato
  • guarda che ho preso 9 sull'ultimo compito di geografia.... quindi ti conviene abbassare la testa, girarti e andare ad un corso accellarato di crescita..... LISA
    non+autenticato
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