Alfonso Maruccia

Yahoo!, update all'insegna del social

A Sunnyvale iniettano pesanti dosi di Facebook nella tentacolare rete di servizi e siti web gestiti dalla societÓ. La parola d'ordine Ŕ condivisione: ma con un occhio alla privacy.

Roma - ╚ ancora tempo di update per Yahoo!, il colosso telematico che ha venduto l'anima (del search) a Microsoft per 10 anni e si è concentrato sulla confezione dell'esperienza offerta dai suoi vari servizi Internet. E questa volta non è un "semplice" cambio all'interfaccia, quanto piuttosto l'implementazione di una profonda integrazione fra la rete di Yahoo! e il social networking onnipresente Facebook.

Le nuove opzioni permetteranno agli utenti di fare un vero e proprio cross-over tra i servizi di Yahoo! e il profilo di Facebook, integrando in maniera trasparente l'uno sugli altri e viceversa. Il risultato di tale integrazione sarà ad esempio riscontrabile nella possibilità di visualizzare gli update di stato di FB sulla homepage personale e la webmail di Yahoo!, mentre su Facebook si potranno condividere facilmente i contenuti postati sul servizio di foto-condivisione Flickr (acquisito da Yahoo! nel 2005).

L'altro importante cambiamento annunciato da Yahoo! è il rebranding di Profiles, il servizio di gestione centralizzata delle identità e delle attività personali sparse per tutta la rete di Sunnyvale che ora si chiamerà Pulse, e prevederà la possibilità di servirsi di ulteriori controlli sulle applicazioni e le identità terze collegate a Yahoo! - a partire naturalmente dall'account registrato su Facebook.
Con Pulse Yahoo! prova a giocare la stessa, azzardata, scommessa lanciata da Google con Buzz, il servizio di social networking originariamente integrato in Gmail che tanto ha fatto discutere per via delle spericolate politiche di gestione delle identità e dei "follower" degli utenti, e che tanto sono costate alla già traballante immagine di Mountain View in fatto di rispetto della privacy e della riservatezza dei netizen.

Se Yahoo! riuscirà a evitare gli errori della concorrenza nell'adozione di un modello più orientato alle reti di relazioni è forse ancora presto per dirlo. A essere certo è il fatto che se la buona volontà non manca lo stesso si può dire dei difetti nel nuovo design, che ad esempio richiede l'espresso divieto da parte dell'utente per impedire che i propri contatti ricevano un fiume in piena di "aggiornamenti di stato" per il semplice fatto di avere la mail dell'utente registrata in rubrica.

Alfonso Maruccia
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