Le nebbie dell'EUCD

di Daniele Minotti - Le nuove norme sul diritto d'autore si muovono tra le nebbie sulla copia privata e contraddittorie misure. Nel recepire la direttiva europea in Italia ci si è ben guardati dal tentare di risolvere nodi essenziali

Roma - Con il decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, in vigore dal 29 aprile 2003, il nostro legislatore ha definitivamente recepito le indicazioni contenute nella direttiva 29/2001/CE, detta anche EUCD (European Union Copyright Directive), riguardante l'armonizzazione della disciplina sul diritto d'autore. Nell'ultimo periodo, il legislatore ha messo mano alla materia con cadenza annuale, a conferma della sua criticità e manifestando, al contempo, un certo affanno rispetto alla rapidissima avanzata della tecnologia.

A parte alcuni adattamenti terminologici (ad esempio il riferimento all'onnicomprensivo "supporto"), con il decreto intervento si è intervenuto, con modifiche e aggiunte prevalentemente alla l. 633/41, sui temi della copia privata e delle "misure tecnologiche" poste a difesa dei diritti dei titolari.

Sul tema della copia privata è stato scritto un intreccio di norme decisamente più complesso rispetto al passato. E, infatti, le regole riguardanti la copia privata non sono certo una novità, ma, anzi, risalgono al 1992. Con la riforma, dunque, si è proceduto ad una migliore integrazione delle norme sul diritto d'autore e si è, comunque, espressamente considerato l'aspetto delle misure tecnologiche.
In particolare, il legittimo possessore dell'originale può (come in precedenza, d'altro canto) copiare, ad esempio, il proprio album musicale preferito per averne una copia da ascoltare sull'autoradio pagando, però, un "soprapprezzo" (l'"equo compenso" obbligatorio tanto discusso) per l'acquisto sia del supporto, sia dell'apparecchiatura di registrazione (videoregistratore, registratore a cassette, masterizzatore, ecc.). La copia, per essere legittima, deve, però, essere fatta in proprio (non da terzi), da persona fisica, senza scopo di lucro, senza fini direttamente o indirettamente commerciali e nel rispetto delle misure tecnologiche.
Sospendendo, soltanto per un attimo, il discorso sulle appena menzionate misure tecnologiche (altro nodo critico della riforma), l'equo compenso è stato da più parti censurato per due ordini di ragioni: da un lato, la possibilità di copia "a pagamento" è vista come un'indebita compressione dei diritti di colui che lecitamente acquista il supporto contenente l'opera; dall'altra, non tutti i supporti sono destinati ad incorporare opere tutelate (laddove possono essere paradossalmente destinati addirittura a contenere opere di chi effettua la registrazione).

Alla prima critica si è risposto osservando che i titolari dei diritti sono legittimati a concedere l'uso anche di una sola copia, limitando le riproduzioni e che, tutto sommato, l'esborso per l'equo compenso è sempre sensibilmente inferiore a quello necessario per l'acquisto di una seconda copia.
Quanto al fatto che il compenso è applicato indiscriminatamente a tutti i supporti a prescindere dalla destinazione alla copia di opere protette, la risposta è stata ancora più ferma: il compenso è detto "equo" proprio perché il relativo calcolo tiene conto sia delle copie di opere protette che di quelle di opere non protette; altrimenti, come detto sopra, l'importo sarebbe stato senza dubbio più elevato.

Sta di fatto che, pur non essendo una novità, l'equo compenso (che, comunque, non è un tributo, ma una quota destinata ai titolari dei diritti senza alcun prelievo da parte dello Stato) è aumentato in modo esponenziale (per un CD audio è, ad esempio, fissato a 0.29 Euro, il 50% circa del costo di tanti supporti ante riforma) con spinte inflazionistiche di non poco conto e con il rischio, secondo alcuni, che si alimenti un mercato dei "supporti pirata".

Ma non è tutto. Quanto detto sin qui in tema di copia privata ed equo compenso vale esclusivamente per le opere audio e video. Per il software, altra tipologia di opera dell'ingegno di una certa diffusione, si applicano regole diverse. In particolare, secondo l'art. 68-ter, comma 2, l. 633/41 "non può essere impedito per contratto, a chi ha il diritto di usare una copia del programma per elaboratore di effettuare una copia di riserva del programma, qualora tale copia sia necessaria per l'uso". Ma, ovviamente, i supporti sono sempre gli stessi (ad esempio, i "supporti digitali non dedicati, idonei alla registrazione di fonogrammi, quali CD-R dati e CD-RW dati" di cui all'art. 39 del decreto approvato) con la conseguenza che il compenso si paga anche quando si ha diritto di fare una copia di back-up che la legge vuole affrancata da ogni corrispettivo, anche indiretto, da pagarsi ai titolari.
In merito alle misure tecnologiche, il discorso si fa ancora più critico anche se, come nel caso dell'equo compenso, non si tratta di una novità introdotta con il recepimento della direttiva.

È noto che, già da tempo, ai supporti audio e video sono applicate varie misure protettive, prevalentemente anti-copia. La direttiva ha sostanzialmente preso atto di tale prassi ed ha dettato le sue regole (che non riguardano il software) "girandole" ai singoli Stati dell'Unione, dunque anche all'Italia che, come si vedrà, ha in parte tradito le indicazioni sovranazionali.
68 Commenti alla Notizia Le nebbie dell'EUCD
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  • In Italia, si sa, tra il fare una legge ed il farla rispettare c'è una differenza abissale. Mi riferisco in particolare al P2P. E' davvero pensabile che le autorità abbiano la volontà e, soprattutto, i mezzi per individuare gli utenti che, attraverso programmi di file-sharing, si scambiano MP3? E' difficile crederlo, visto la cronica carenza di mezzi e personale delle nostre forze di polizia. E poi: sarebbe sensato destinare le poche risorse a disposizione per individuare dei semplici utenti che si scambiano musica (che, tra l'altro, sono milioni!) per sottrarle ad attività di indagine più serie e relative, queste si, a dei veri crimini?
    non+autenticato
  • copiare è ora praticamente un reato ma le case editrici speculano in modo esasperato. Io che sono un amante di Musica Dance ho comprato cd in cui si riproponevanopiù volte la stessa canzone (e quindi ho pagato + volte la SIAE) per un diritto gia acquisito.
    Altre volte un CD o una cassetta si rovinava (sole o altro) e nel ricomperarla ricomperavo ancora quel diritto "all'uso"gia pagato....senza contare tutte le volte che un cd veniva perso o smarrito e altro. Io voglio anche pagare il diritto all'uso ( ma deve essere di qualita e ad un costo appropriato e REINTEGRABILE dato che pago il diritto all'uso) ...e non voglio più pagare più volte lo stesso diritto alla Siae.... senza contare le copie di musiche (praticamente simili ma) non originali presenti in CD (le scritte arrivano fino a sotto il millimetro o sono interne!!!)...
    E da tutto questo chi ci difende?? Se le case produttrici non volevano la copia bastava impedire la vendita di masterizzatori e non fornilli a milioni di persone e poi pensare di multare o terrorizzare le persone...Non e questa forse pirateria legalizata da parte delle società d'autore???
    Prima ti permetto di abituarti alla copia e poi ti multo o ti arresto se non paghi...come gli eccessi di velocità ..perche si permette la costruzione di auto veloci olte i limiti????
  • Perdonatemi ma non ho capito...
    E' reato scaricare programmi, mp3, divx da INTERNET e usarli per scopo personale, senza lucro???
    Come possono individuare coloro che scaricano qualcosa di illegale con i programmi di file sharing???
    Secondo me la pirateria non si sconfigge in questo modo, ma bisogna abbassare i prezzi!!!!
    Grazie
    non+autenticato
  • credo di aver superato la contraddizione intrinseca della legge, che da un lato ribadisce il diritto alla propria copia di backup, e da un'altro lato ne vieta i mezzi per superare i sistemi di protezione:


    è semplice: basta non superare i sistemi di protezione

    ovvero utilizzare un programma che copia anche questiSorride

    in modo che un cd masterizzato contenga gli stessi medesimi errori casuali.

    e un dvd di backup contenga le stesse protezioni e impedimenti vari, come l'originale.


    avve che reputa l'eucd "troppo" ingiusta.
  • > in modo che un cd masterizzato contenga gli
    > stessi medesimi errori casuali.

    ROTFL

    giusto! ora passa al Leonka e fai la colla per
    prendere un masterizzatore industriale Occhiolino
    non+autenticato
  • Non rinuncero' mai alla musica (quella vera), visto che
    e' l'unica cosa sana e senza controindicazioni, quindi...

    1) Prima del 29 aprile acquistavo 5 cd originali al mese e
    ne masterizzavo circa 30 scaricati da internet (quei cd che
    per i quali spendere 20? non vale la pena).

    2) Dal 2 maggio acquistero' 0 (zero) cd originali al mese e
    ne masterizzero' 35, cosi' compensero' la "tassina"

    Mi prometto inoltre di:

    1) Non bere piu' superalcolici sui quali gravano tasse di
    stato, anzi, per aperitivo mi faro' un sano succo di
    pomodoro condito e varie spremute (e' tutta salute).

    2) Non fumare mai piu' (ho gia' smesso 1 anno fa).

    3) Comprare una mountain bike (benzina e relative tasse
    risparmiate, salute guadagnata, sceicchi meno ricchi).

    4) Non giocare mai piu' a lotterie, grattaevinci, tris, totocalci,
    binghi, enalotti e altre bische legalizzate (Il vero vincente e'
    chi non gioca!)

    La finiamo di farci prendere per i fondelli da un Sistema che
    ci controlla, ci pilota, ci fa credere che e' buono solo cio' che
    e' conveniente per i Burattinai di Stato? E' possibile che sia
    sempre il popolo bue a prendere vergate sugli scroti, quando
    "fantasisti" come Previti & C sono condannati a 11 anni di
    galera, ma staranno fuori perche' sono "immuni"? Saranno
    immuni anche alla SARS? Speriamo di no!

    Salut

    previti@rebibbia.it

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > La finiamo di farci prendere per i fondelli
    > da un Sistema che
    > ci controlla, ci pilota, ci fa credere che
    > e' buono solo cio' che
    > e' conveniente per i Burattinai di Stato? E'
    > possibile che sia
    > sempre il popolo bue a prendere vergate
    > sugli scroti, quando

    Be', facessero tutti cosi` ci sarebbe un po' piu` di giustizia.
    Ma poi hai una sorella che compra "Cioe`" dove vedi tristemente sopravvivere la pubblicita` dei servizi di scarico di loghi e suonerie a 1.50 euro al minuto... e pensi che forse il mondo e` in effetti maturo per la SARS. Si preoccupano dell'economia canadese? Il virus e` li che se la ride grassamente... be', quel che sara` sara`...
    non+autenticato
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