Roma - Si è parlato di un mercato in continua crescita, che entro l'anno 2013 si ritroverà alla guida del settore legato all'ottimizzazione e al testing dei vari network
mobile. È il mercato delle tecnologie di
Deep Packet Inspection (DPI), che giungerà entro pochi anni a più che significativi ricavi.
A prevederlo, una recente ricerca pubblicata dalla società statunitense
ABI Research, che ha sottolineato come quello delle tecnologie DPI sia appunto un mercato destinato a crescere, per arrivare a generare ricavi
per 1,3 miliardi di dollari entro il 2015. Un'ascesa notevole, soprattutto se rapportata ai 207 milioni di dollari generati appena due anni fa.
E i
dati forniti da ABI Research sono apparsi persino prudenti, dal momento che un'altra ricerca - pubblicata da
Infonetics Research - ha parlato di ricavi per
1,5 milioni di dollari entro l'anno 2013. Cifre alimentate, secondo gli analisti di
ABI Research, dall'urgente bisogno di tenere sotto controllo la spropositata fame di banda dei sempre più ubiqui dispositivi mobile.
"La forza bruta non risolverà il problema - ha spiegato Aditya Kaul di
ABI Research - Se si raddoppia il numero degli utenti smartphone, non si può semplicemente spendere 10 miliardi di dollari per raddoppiare la capacità delle infrastrutture". Allora, cosa bisognerebbe fare? La soluzione degli analisti risiede nel
rendere più efficienti i network mobile esistenti.
Qui, il ruolo di ottimizzazione delle tecnologie DPI, che possono limitare o gestire le priorità di certi tipi di traffico provenienti da affamati
device. "Queste soluzioni - ha continuato Kaul - sono relativamente economiche, sicuramente convenienti". Convenienti ad esempio per la telco di New York AT&T - citata per prima dalla ricerca - alle prese con l'enorme traffico dati proveniente in particolare da iPhone.
"Per soddisfare questo tipo di esigenze, le soluzioni arrivano da una varietà di
vendor tra cui Agilent e Astellia - ha continuato Kaul - che insieme ad un altro gruppo detiene circa il 28 per cento dell'intero mercato". Kaul ha quindi parlato di un mercato molto aperto, che permetterebbe a chiunque di entrarvi, alla ricerca di sempre nuove idee tecnologiche.
Mauro Vecchio