Mauro Vecchio

USA, la net neutrality ammazzerà l'economia

Ad annunciarlo, uno studio a stelle e strisce. Che ha sottolineato come le voglie di neutralità della FCC possano avere un impatto negativo sull'occupazione e sugli investimenti nel broadband. Ma i dubbi fermentano

Roma - Si intitola Net Neutrality, Investment & Jobs ed è una recente analisi che ha puntato il dito verso gli obiettivi annunciati dalla Federal Communications Commission (FCC) statunitense. In pericolo sarebbe la stessa economia nazionale, potenzialmente destabilizzata dalle regole sulla cosiddetta neutralità della Rete.

Una profezia catastrofica per l'economia del paese a stelle e strisce, così svelata dallo studio pubblicato dallo New York Law School's Advanced Communications Law & Policy Institute. Le mire di regolamentazione da parte della commissione guidata da Julius Genachowski potrebbero avere un impatto devastante tra il 2010 e il 2015.

In particolare, i due autori dello studio hanno sottolineato come l'intera industria del wireless possa ritrovarsi ad affrontare una generale - e più che significativa - riduzione degli investimenti. Che a sua volta toglierà agli Stati Uniti circa 500mila posti di lavoro. Oltre a provocare un vuoto da 62 miliardi di dollari nel Prodotto Interno Lordo.
Una situazione ancora più grave se il calo negli investimenti passerà da un 10 per cento ad un più robusto 30 per cento. In quel caso sarebbero 600mila i posti di lavoro a rischio, con una perdita di circa 80 miliardi di dollari nel Gross Domestic Product (GDP) statunitense. Tutta colpa delle annunciate intenzioni di FCC, che vorrebbe riclassificare la componente di trasmissione dei servizi d'accesso al broadband come un più tradizionale servizio di telecomunicazione.

Ma quali sarebbero, per gli autori dello studio, i motivi alla base di questa catastrofe economica? In primis, le proposte avanzate da FCC andrebbero a bloccare qualsiasi partnership tra fornitori di contenuti, applicazioni e servizi. E finirebbero inoltre con l'ostacolare la possibilità dei vari provider di immaginarsi nuovi modelli ibridi di business, per far fruttare nello specifico la grande massa dei video su Internet.

C'è tuttavia chi ha osservato come Bret Swanson, uno dei due autori dello studio, sia in realtà un rappresentante degli interessi dei vari provider, in passato vicino alla telco AT&T. Ma soprattutto come le sue profezie risultino molto vicine alla prospettive apocalittiche raffigurate dalle major del disco sulla piaga del copyright. In fondo, FCC di regole concrete non ha ancora parlato.

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