Claudio Tamburrino

Google e Twitter: non ci sono pirati di notizie

Le due aziende contro la sentenza che sostiene la dottrina sulle hot news: una sorta di esclusiva sulle notizie per il primo che le scova. Ma che sarebbe contro l'interesse dei navigatori, e quindi dei cittadini

Roma - Negli Stati Uniti dopo la causa intentata da Dow Jones contro Brief, un processo arrivato in appello vede discutere la dottrina delle hot news, principio secondo il quale le notizie avrebbero una sorta di protezione temporale a favore del primo giornale che le pubblica.

Il caso che vede contrapposti TheFlyOnTheWall.com, una piattaforma specializzata in notizie finanziarie, e un gruppo di operatori finanziarie e bancari tra cui Barclays, Merrill Lynch e Morgan Stanley.

Google e Twitter si sono inaspettatamente presentati in aula e hanno deciso di impersonare il ruolo di amicus brief, probabilmente temendo le conseguenze in giurisprudenza che una conferma di tale protezione potrebbe avere: creare una sorta di monopolio sulle notizie, una cappa di protezione che ne limiterebbe al circolazione.
Con la decisione di primo grado, infatti, a Theflyonthewall era stato proibito di ripubblicare ricerche effettuate da organismi con base a Wall Street. In realtà interesse del giudice era difendere "la diffusione indiscriminata di ricerche di aziende di servizi finanziari". Tuttavia se venisse confermata in appello la testata che rintraccia una notizia avrebbe buone possibilità di limitarne la diffusione.

Google e Twitter hanno definito la decisione "obsoleta" nell'era di Internet, e hanno sottolineato che un'eventuale limitazione della circolazione delle notizie sarebbe a detrimento dell'interesse pubblico.

Claudio Tamburrino
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