Alfonso Maruccia

Google Voice, debutto pubblico negli States

Il sistema di telefonia di Montain View esce dalla fase di test privata e diventa un servizio pubblico a tutti gli effetti, per lo meno negli Stati Uniti. Nel frattempo, Google deve guardarsi da un'accusa per infrazione di brevetto

Roma - Gli utenti lo apprezzano, gli operatori telefonici molto meno: sta di fatto che Google Voice pare essere qui per restare. Soprattutto ora che BigG ha deciso di aprire il servizio a tutto il pubblico statunitense, concludendo la fase di testing a inviti con un numero apparentemente congruo di utenti e piani battaglieri per il futuro. Sempre che le grane legali non portino intoppi nei piani di conquista della colosso di Mountain View.

Nato dall'acquisizione della società Grand Central quasi tre anni fa, Google Voice è rimasto per un anno in stato di beta privata e anche così il servizio ha racimolato oltre un milione di utenti. Google si dice "soddisfatta dei progressi" fatti sin qui e dice che fino ad ora ci si è limitati a "grattare la superficie di quello che è possibile fare combinando il servizio telefonico tradizionale con le ultime tecnologie del web".

Con l'apertura al pubblico, tutti gli utenti statunitensi potranno registrare un account Google Voice, configurare un nuovo numero telefonico fornito da Google e avere accesso alle tante possibilità di utilizzo incluse nel servizio.
Voice permette di selezionare un messaggio di saluto personalizzato per numeri telefonici singoli o gruppi, filtrare le chiamate in relazione alla fonte e direzionarle verso destinazioni differenti, inviare SMS, chiamare gratuitamente negli States e con tariffe agevolate all'estero, leggere, salvare come MP3 o farsi spedire via posta elettronica trascrizioni di messaggi vocali lasciati nella segreteria e molto altro.
L'utilità di Google Voice si fa sentire anche su smartphone dotati di sistema operativo Android o BlackBerry grazie ad appliance dedicate, mentre su iPhone ci si deve accontentare della versione ridotta del servizio accessibile via browser web a causa dell'oramai notorio rifiuto dell'applicazione da parte di Apple.
E in futuro, promette Google, GVoice farà il suo debutto anche al di fuori degli Stati Uniti.

Contemporaneamente al debutto pubblico sul mercato americano, Google Voice è costretta ad affrontare i primi guai legali e le denunce di chi parla di proprietà intellettuali violate e danni incalcolabili da sanare. Frontier Communications Corp. ha accusato Google di infrazione di brevetto in merito ai servizi di telefonia avanzata, un'infrazione "deliberata" che avrebbe danneggiato grandemente la società e per cui, oltre al denaro, si chiede l'immediato stop all'uso della tecnologia alla base di Google Voice.

Alfonso Maruccia
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