sabato 24 marzo 2001

Il nanofuturo non ci massacrerà

di Alberigo Massucci. Tra 30 anni la miniaturizzazione consentirà di inviare dei nanorobot nel flusso sanguigno. Lo sostiene Kurzweil, che contraddice Bill Joy e Arthur Clarke senza sapere che sta parlando dei Borg di Star Trek

Il nanofuturo non ci massacreràRoma - Quando Bill Joy, cofondatore di Sun Microsystems, annunciò al mondo che il futuro era nero perché la nanotecnologia avrebbe portato nelle mani di pochi tecnologie capaci di fare molto, anzi troppo, lo shock fu profondo. Perché a dirlo non era un luddista di vecchia data ma una delle menti più dinamiche dell'innovazione tecnologica.

La visione di Joy è durissima: la nanotecnologia, così come la biogenetica, consentirà ad un singolo individuo di avere nelle proprie mani un potere devastante e toglierà ai militari l'esclusiva potenzialità delle distruzioni di massa.

L'allarme è chiarissimo: dopo le atomiche, l'incubo dell' umanità saranno i virus artificiali e i frutti della riduzione microscopica delle dimensioni delle macchine, il tutto accompagnato da una loro intelligenza in crescita esponenziale. Un futuro che assomiglia per Joy a scenari da fantascienza e che proprio la fantascienza ha insegnato a considerare come fantasia, come realtà distanti, "quando invece, sosteneva lo scienziato di Sun, queste cose sono qui, nel presente e nel prossimo futuro".
E proprio uno dei massimi scrittori di fantascienza, forse il più grande di tutti, Arthur Clarke, invece di adirarsi per parole che colpevolizzano la fantascienza, nei mesi scorsi è venuto incontro a Joy, spiegando che quando i computer supereranno il livello intellettuale dell'uomo occorrerà solo sperare "che i computer ci trattino con benevolenza. Ma io temo che le macchine si sentiranno in diritto di trattarci come meritiamo".

E se Clarke non vede una via di uscita, Joy s'illude di vederla e la colloca nel blocco alla ricerca nei "campi a rischio". Decisione improponibile, oggi, e dal sapore utopistico.

E proprio perché è utopistica è irrealizzabile, risponde oggi un tecnologo e grande futurologo, Ray Kurzweil, imprenditore dell'alta tecnologia impegnato nello sviluppo dei sistemi avanzati, dall'intelligenza artificiale alla realtà virtuale, alla nanorobotica applicata, appunto. Kurzweil è ottimista "perché - dice - la tecnologia è anche oggi potenzialmente distruttiva e l'uomo ha una duplice natura, cattiva ma anche buona, positiva".
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