Claudio Tamburrino

Editoria, quella registrazione è una ghigliottina

Anche se richiede solo l'iscrizione gratuita, il sito del Times ha già perso metà dei visitatori. Intanto De Benedetti spera in un'azione congiunta di Apple, Google, Microsoft e editori

Roma - Le prime stime relative all'efficacia dei sistemi di accesso controllato ai contenuti non sembrano dare ragione al modello a pagamento: solo il fatto di chiedere una registrazione si traduce per esempio in un minore flusso di traffico per il britannico The Times.

Lo studio, condotto da Hitwise, mostra che solo la barriera della registrazione, anche se tale misura non comporta alcun pagamento, ha dimezzato il traffico del giornale. Pur se i numeri devono essere presi con le molle dal momento che non si conosce l'effettiva trasversalità dei dati raccolti dall'azienda, sono i primi sul sistema implementato dal giornale britannico.

C'è da sottolineare che Rubert Murdoch, tycoon dell'editoria e leader ideale di questa visione del business delle notizie online, ha sempre affermato che si potranno trarre le dovute considerazioni solo nel momento in cui la maggior parte degli operatori si convertiranno al modello a pagamento e che a questo dato andrebbero integrati i numeri relativi alla vendita della versione cartacea. Ma una diminuzione del 50 per cento solo per la barriera di un'iscrizione gratuita dovrebbe far riflettere gli editori che stanno studiando un nuovo modo per trarre profitto dalle loro notizie.
Oltretutto la statistica mostra anche che, una volta bloccati dalla pagina di registrazione, gli utenti deviano verso un diretto concorrente del Times, come il Telegraph o il Guardian.

Nonostante questo, gli editori continuano a cercare un modo per trasformare l'attuale modello free in un business a pagamento: la crisi economica (costata ai giornali l'improvvisa mancanza delle necessarie entrate finanziarie) sembra aver lasciato il segno. In Italia De Benedetti si chiede, a tal proposito, se sarà iPad o saranno le nuove iniziative di Google a rappresentare la necessaria ancora di salvezza per i giornali online. E auspica un'iniziativa sinergica che coinvolga Cupertino, Mountain View e gli editori. In cui, magari, si potrebbe inserire anche Microsoft, per il momento distaccata su questo settore.

Claudio Tamburrino
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26 Commenti alla Notizia Editoria, quella registrazione è una ghigliottina
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  • Se si è dimezzato per la registrazione gratuita, a quale frazione di ridurrà quando verrà chiesta la carta di credito?
    non+autenticato
  • spiattella volentieri i fatti e foto priorie su faccialibro, ma ha una paura folle di dire qualcosa ad un sito di informazioni...
    non+autenticato
  • Capito quanto i lettori sono affezionati a certi giornali? Manco la fatica di registrarsi vogliono fare! E questi sperano di trovare utenti paganti? Sincere condoglianze!

    P.S. Sono proprio curioso di sapere come sta andando l'avventura del corriere con le notizie a pagamento per l'iPhone... quanti abbonamenti avrà venduto? 100? 200? 1000? se hanno obbligato i dipendenti a sottoscriverlo?
  • - Scritto da: Enjoy with Us

    > P.S. Sono proprio curioso di sapere come sta
    > andando l'avventura del corriere con le notizie a
    > pagamento per l'iPhone.

    Stai certo che non saran rose e fiori; altrimenti sarebbe stata una continua ... fioritura di articoli in lode dell'iniziativa commerciale
    non+autenticato
  • Sarebbe interessante sapere i dati del Corriere, dopo che è stato imposto il pagamento di un dazio per accedere al sito via iPhone ...
  • Non solo la gente non e' disposta a pagare per leggere le notizie, ma non ha ne' avra' bisogno di pagare per leggerle. Per almeno quattro motivi.
    Intanto molte delle notizie che compaiono sulla stampa provengono da agenzie di stampa come ANSA e sono pressoche' uguali per tutti, quasi nessun quotidiano paga corrispondenti in zone di guerra che facciano degli scoop, per cui nessun quotidiano e' sensibilmente migliore o diverso dagli altri.
    Le pubbliche amministrazioni devono far conoscere quali sono le leggi, le scadenze dell'ICI e dell'IRPEF, e tante altre informazioni utili.
    Ci sono privati e associazioni che devono e vogliono far conoscere il proprio punto di vista. Certi partiti, o Grrenpeace o altri saranno disposti a pagare pur di farsi sentire, altro che scoraggiare i lettori imponendo un prezzo da pagare per leggere, e andra' a finire che anche gli altri dovranno seguirli su questa strada, altrimenti le uniche notizie ad avere una circolazione di massa saranno quelle date da Greenpeace, Bin Laden o altri.
    Alcuni periodici gia' adesso hanno oltre a una versione online gratuita anche una versione cartacea ancora piu' gratuita (basta avere gli occhi, non occorre un terminale), evidentemente a loro la pubblicita' basta per sopravvivere. E se la gente non e' disposta a pagare, potrebbero restare gli unici sul mercato, con ancora piu' pubblicita' e influenza politica.
    Paolo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paolo P.
    > Non solo la gente non e' disposta a pagare per
    > leggere le notizie, ma non ha ne' avra' bisogno
    > di pagare per leggerle. Per almeno quattro
    > motivi.
    Sentiamo

    > Intanto molte delle notizie che compaiono sulla
    > stampa provengono da agenzie di stampa come ANSA
    > e sono pressoche' uguali per tutti, quasi nessun
    > quotidiano paga corrispondenti in zone di guerra
    > che facciano degli scoop, per cui nessun
    > quotidiano e' sensibilmente migliore o diverso
    > dagli
    > altri.
    Chi te lo ha detto. Semmai devi distinguere da guerra a guerra, infatti
    su quelle più rilevanti gli inviati vanno eccome!

    > Le pubbliche amministrazioni devono far conoscere
    > quali sono le leggi, le scadenze dell'ICI e
    > dell'IRPEF, e tante altre informazioni
    > utili.
    > Ci sono privati e associazioni che devono e
    > vogliono far conoscere il proprio punto di vista.
    > Certi partiti, o Grrenpeace o altri saranno
    > disposti a pagare pur di farsi sentire, altro che
    > scoraggiare i lettori imponendo un prezzo da
    > pagare per leggere,
    Appunto, loro fanno sentire il loro punto di vista, ma se vuoi una informazione il più possibile
    soddisfacewnte devi ascoltare ANCHE altri puntio di vista: o hai una montagna di tempo a disposizione e magari può anche essere vero che te la puoi cercare gratis da solo su internet o altrove (biblioteche, al bar sui giornali disponibili, ecc.) oppure pAGHI.


    e andra' a finire che anche
    > gli altri dovranno seguirli su questa strada,
    > altrimenti le uniche notizie ad avere una
    > circolazione di massa saranno quelle date da
    > Greenpeace, Bin Laden o
    > altri.
    Se ti accontenti del loro punto di vista potrai benissimo farlo, ma non venirmi a dire che poi tu sei realmente informato.

    > Alcuni periodici gia' adesso hanno oltre a una
    > versione online gratuita anche una versione
    > cartacea ancora piu' gratuita (basta avere gli
    > occhi, non occorre un terminale), evidentemente a
    > loro la pubblicita' basta per sopravvivere. E se
    > la gente non e' disposta a pagare, potrebbero
    > restare gli unici sul mercato, con ancora piu'
    > pubblicita' e influenza
    > politica.
    > Paolo
    Appunti, la pubblicità ha la sua influenza sulle notizie, come in molti casi alcuni qui su PI e le notizie che pubblica hanno fatto notare.
    Ma poi credo non ci volgia tanto per intuirlo.
    Tutto dipende dal tipo e qualità di informazione che vuoi.
    non+autenticato
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