Dalle major un software contro gli utenti

Rallentare le connessioni, inondare le reti peer-to-peer di file fasulli, infilare trojan cancelladati nei PC, cancellare i file illegali sui PC degli utenti. Le major finanziano un software... speciale

Roma - Non hanno mai fatto mistero di voler colpire, anche tecnicamente, le reti peer-to-peer e gli utenti che attraverso quei network scambiano ogni giorno milioni di file protetti da copyright. Ora, secondo quanto riportato dal New York Times, le major della musica e del cinema hanno iniziato a finanziare nuovi software di attacco.

L'autorevole quotidiano americano parla esplicitamente di "pallottola software", programmi capaci di una serie di aggressioni telematiche: dal rallentamento della connessione dell'utente per rendergli molto più difficile condividere file, alla diffusione via p2p di file fasulli. Un'opzione, quest'ultima, che come ha documentato Punto Informatico, è già stata sperimentata da Madonna.

Altre features del software possono comprendere l'installazione sul computer dell'utente di un programmino che rediriga la sua navigazione internet su siti dai quali è possibile acquistare legalmente musica. Ma allo studio sarebbe anche una funzione di blocco denominata "Freeze", capace di fermare il PC preso di mira anche per alcune ore. Secondo il NYTimes già si stanno testando anche cose come "Silence", programma cancellafile che vorrebbe individuare i file ritenuti illegali sul computer dell'utente e procedere alla loro eliminazione.
Ad occuparsi della realizzazione del software per conto dei grandi colossi della produzione di contenuti protetti sono una serie di piccole aziende che già hanno iniziato a collaudare le prime funzionalità e verificare l'efficienza delle soluzioni. Ben poco si sa dell'identità delle aziende stesse e rari sono i dettagli sul loro lavoro.

Naturalmente vi sono alcune delle azioni che il software-pallottola potrebbe eseguire, come l'attacco alla connessione dell'utente internet, che possono mettere nei guai chi le compie ed è per questo che alcune azioni di attacco probabilmente non vedranno mai la luce. Almeno ufficialmente. Danno comunque fin da subito l'idea a tutti gli utenti del peer-to-peer del grado di bellicosità delle major.

Per leggere l'intero articolo del NYTimes (richiesta registrazione gratuita) clicca qui.
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