Mauro Vecchio

Fazio: farmacie aperte online

Un via libera alla distribuzione in Rete di medicinali non prescrivibili? Il ministro della Salute sostiene sia fattibile, ma scattano già le prime critiche da Federfarma e dall'Ordine dei farmacisti

Roma - "La nostra era una posizione di chiusura, ora stiamo valutando una posizione più moderna, di apertura alla vendita online per quei farmaci che non sono prescrivibili". Così il ministro della Salute Ferruccio Fazio, recentemente intervenuto nel corso dell'incontro a Bruxelles che ha visto riuniti i suoi colleghi dei 27 paesi UE.

Un via libera alle farmacie online? Fazio non l'ha affatto escluso, spiegando ai vari ministri della Salute europei come l'Italia abbia in mente un nuovo progetto per la vendita dei medicinali in Rete. Un piano ancora in via teorica, ma già applaudito da più di un osservatore.

C'è infatti chi ne ha sottolineato i benefici, che faranno la felicità in primis dei consumatori del Belpaese. Ad esempio perché si potrebbe scegliere tra un numero illimitato di farmacie in tutta Europa, evitando i costi di distribuzione. Ne conseguirebbe un positivo aumento della concorrenza e un potenziale abbattimento dei prezzi.
Non di questo avviso, Annarosa Racca, presidente di Federfarma: la farmacia online in Italia, lì dove non mancano gli esercizi sotto casa e dove il servizio risulti capillare, è assolutamente inutile. "Il sistema italiano fino ad oggi ha funzionato bene - ha spiegato Racca - arginando il fenomeno della contraffazione, grazie alla capacità di tracciare perfettamente il percorso dei medicinali".

E proprio sul fenomeno della contraffazione ha espresso i suoi dubbi il presidente della Federazione italiana degli ordini dei farmacisti (FoFi) Andrea Mandelli. "Il mercato dei farmaci online è rischioso: non bisogna dimenticare che il fenomeno della contraffazione e quello dell'abuso passa sostanzialmente attraverso il web. Quindi, in questo campo, tutte le cautele sono di rigore".

Mauro Vecchio
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17 Commenti alla Notizia Fazio: farmacie aperte online
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  • AUGH!

    Ed ecco che gli SPACCIATORI delle nuove Droghe del Terzo Millennio passano ONLINE.....

    ....cosa non farebbero per continuare ad usarci a loro piacimento....
    ....e per accumulare INUTILI danari...
    ....e renderci sempre più degli SCHIAVI....

    Ho Parlato.
    Nilok
    Nilok
    1925
  • che un buon numero di farmaci costosissimi in italia e che necessitano di prescrizione medica, possono già ora essere acquistati all'estero tramite il web ad 1/10 del prezzo?

    Se poi nel pacchetto di spedizione risulta la scritta "shampoo" o "cosmetici" sai che risate!
    Ubunto
    1350
  • Sssssshh, che se se ne fossero accorti avrebbero già tentato di chiuderli, altro che "assecondarli"
    non+autenticato
  • Quelli che, appena tornati al governo, la *prima* cosa che hanno fatto è stata abolire la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco varata (una delle loro poche cose buone) dal governo precedente?

    Adesso ci prendono per il sedere così... oppure si sono resi conto che è ora almeno di chiudere la stalla.
    Funz
    12995
  • Scusa se controbatto ma mi prendi su un argomento su cui sono piuttosto sensibile.

    La "liberalizzazione" di cui parli, promulgata nel 2006 dal governo Prodi e che nessuno finora ha toccato, rende possibile smerciare farmaci a vendita libera, prodotti da banco e tutta la paccottiglia che si trova abitualmente in farmacia anche in altri esercizi. Restano quindi esclusi i medicinali con obbligo di prescrizione e quelli rimborsati dal servizio sanitario.

    Dato che comunque deve essere presente almeno un farmacista iscritto all'albo, salvo rari casi la "liberalizzazione" è servita solo alle COOP e pochi altri ipermercati sufficientemente grandi per dotarsi di un reparto interno parafarmaceutico, e alle farmacie per aprire una pseudo succursale.

    Infatti i margini unitari pur elevati non bastano a coprire i costi del personale qualificato dato che i volumi sono bassi mancando il principale richiamo della farmacia.

    Io più che "liberalizzazione" l'ho inquadrata fin da subito come "regalo ai compagni di merende"

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Scusa se controbatto ma mi prendi su un argomento
    > su cui sono piuttosto
    > sensibile.
    >
    > La "liberalizzazione" di cui parli, promulgata
    > nel 2006 dal governo Prodi e che nessuno finora
    > ha toccato, rende possibile smerciare farmaci a
    > vendita libera, prodotti da banco e tutta la
    > paccottiglia che si trova abitualmente in
    > farmacia anche in altri esercizi. Restano quindi
    > esclusi i medicinali con obbligo di prescrizione
    > e quelli rimborsati dal servizio
    > sanitario.
    >
    > Dato che comunque deve essere presente almeno un
    > farmacista iscritto all'albo, salvo rari casi la
    > "liberalizzazione" è servita solo alle COOP e
    > pochi altri ipermercati sufficientemente grandi
    > per dotarsi di un reparto interno
    > parafarmaceutico, e alle farmacie per aprire una
    > pseudo succursale.
    >
    >
    > Infatti i margini unitari pur elevati non bastano
    > a coprire i costi del personale qualificato dato
    > che i volumi sono bassi mancando il principale
    > richiamo della
    > farmacia.
    >
    > Io più che "liberalizzazione" l'ho inquadrata fin
    > da subito come "regalo ai compagni di
    > merende"

    Grazie della puntualizzazione, evidentemente leggere i giornali non è bastato per informarmi a dovereOcchiolino
    Funz
    12995
  • Perché limitarsi ai soli prodotti non prescrivibili?

    Almeno in Toscana (non so in altre regioni) i medici di base devono compilare ricette elettroniche.

    Basterebbe un sito, magari gestito dalla regione, inserisci il numero di ricetta e stop.

    Consegna a domicilio il giorno dopo.

    Scusate, mi riprendo dalla penichella dopo la pausa pranzo... siamo in Italia, ci sono le corporazioni medievali.

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Perché limitarsi ai soli prodotti non
    > prescrivibili?
    >
    > Almeno in Toscana (non so in altre regioni) i
    > medici di base devono compilare ricette
    > elettroniche.

    Sono fiorentino, ma non mi è chiaro a cosa ti riferisci.
    A me le ricette le fanno ancora alla vecchia maniera.
    Forse intendevi i certificati medici ed allora è una
    cosa nazionale

    > Basterebbe un sito, magari gestito dalla regione,
    > inserisci il numero di ricetta e
    > stop.
    >
    > Consegna a domicilio il giorno dopo.
    >
    > Scusate, mi riprendo dalla penichella dopo la
    > pausa pranzo... siamo in Italia, ci sono le
    > corporazioni
    > medievali.

    Beh, il problema è che pure i medici non è che siano proprio "moderni":
    http://canali.kataweb.it/salute/2010/07/06/certifi...

    Tra cialtroni, furbi, menefreghisti, esosi, mafiosi...tra quel che si può fare e quel che si fa, ci sarà sempre un abisso

    > bye

    Ciao!
    non+autenticato
  • E allora (come sempre!) è l'ASL di Empoli che è avanti anni luce.

    Aveva un centro unico di prenotazione 20 anni fa, mandava gli esami a casa per posta 15 anni fa, 5 anni fa hanno cominciato a pubblicarli sul sito; il personale sorride e le code sono ridotte al minimo. Non chiedetemi cosa fa la differenza anche solo con le ASL fi Firenze perché stò cercando di capirlo da 20 anni.

    Le ricette vengono fatte a computer e poi a fine giornata i medici di base scaricano il riepilogo. Credevo fosse una funzionalità gestita dalle regione, ma forse è una applicazione dell'ASL.

    bye
    non+autenticato
  • Spettacolare!!!!
    Non immaginavo neanche che in Italia potesse esistere qualcosa del genere.
    non+autenticato
  • il sito web della asur di Ancona:
    http://www.asurzona7.marche.it
    (ps lo so che sembra ficco.. ma provate a cliccare su qualsiasi servizio.. c'è solo il titolo o poco più!!)

    ..comunque anch'io pensavo ad una cosa del genere.. la cosa ficca è che tecnicamente non è niente di che.. è TUTTO UN PROBLEMA ORGANIZZATIVO...
  • contenuto non disponibile
  • FEDERFARMA E' PREOCCUPATA DELLA NOSTRA SALUTE!
    non+autenticato
  • Già... se solo poteste avere una idea di quali sperperii logistici e di marketing può concedersi la filiera del farmaco, verrebbe da incazzarsi.

    Per non parlare del ricarico delle farmacie, dove i prodotti da banco possono costare anche il 250% in più di quanto costano nella grande distribuzione.

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Già... se solo poteste avere una idea di quali
    > sperperii logistici e di marketing può concedersi
    > la filiera del farmaco, verrebbe da
    > incazzarsi.
    >
    > Per non parlare del ricarico delle farmacie, dove
    > i prodotti da banco possono costare anche il 250%
    > in più di quanto costano nella grande
    > distribuzione.
    >
    > bye

    semplicemente credo che aziende private che producono farmaci non dovrebbero esistere e non dovrebbero esistere i brevetti sulle formule.
  • credo che il vero cruccio delle farmacie (quelle in mattoni e con una porta, intendo) sia il fatto che magari sono le uniche nel paesetto di provincia dove si trovano, e accumulano soldi come se piovesse; in più il proprietario è entrato in una posizione molto di rilievo nella politica locale ed è già riuscito a impedire l'apertura di una seconda farmacia nello stesso paesetto. La concorrenza da parte di potenzialmente tutte le altre farmacie in italia (per non parlare eventualmente di farmacie puramente "virtuali", come è "virtuale" fineco in quanto banca) diventerebbe a questo punto un fatto inaccettabile per tale farmacia.
    Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale... oppure no?A bocca aperta
  • Si si.
    Io sono Napoleone.
    :D
    non+autenticato