Claudio Tamburrino

UE, brevetti con traduzione automatica

Ma comunque di livello: avviati progetti per garantire strumenti che ne migliorino la qualità. E favoriscano così un accesso alle invenzioni che sappia stimolare l'innovazione

Roma - Fra i costi di deposito di un brevetto una parte non trascurabile è certamente costituita dalla traduzione: per far valere le proprie rivendicazioni in altri paesi, occorre presentare la propria domanda in lingue diverse. Processo che richiede, soprattutto per la specificità di un linguaggio difficile, burocratico e tecnico al tempo stesso, competenze avanzate che costano.

Per questo la Commissione Europea ha lanciato una proposta per tenere bassi i costi di traduzione e al contempo garantire un sistema brevettuale il più possibile uniforme nei 27 paesi dell'Unione, oltre all'obbligo di garantire una traduzione ufficiale delle rivendicazioni (la parte determinante di un brevetto) in inglese, francese e tedesco (le lingue ufficiali dello European Patent Office, EPO). Gli inventori dovranno provvedere a fornire una versione anche per le altre 20 lingue parlate nell'UE, ma per queste potranno rivolgersi semplicemente ad un traduttore automatico, mentre al momento per ogni paese con una lingua differente dovrebbero pagare una traduzione ufficiale per ottenere la validità della loro privativa. Questo semplice meccanismo dovrebbe permettere di risparmiare il 20 per cento dei costi di traduzione.

E solo nel caso in cui sorgesse una controversia in un paese con una diversa lingua ufficiale, allora a sue spese l'inventore dovrebbe fornire una traduzione più professionale. Questo, certo, potrebbe comportare un allungamento dei tempi processuali: davanti al giudice, la traduzione a posteriori potrebbe essere oggetto di contesa, stiracchiata tra gli interessi delle due parti.
Il progetto della Commissione per la verità parla di "strumenti di traduzione automatica di alta qualità". I quali sarebbero già in fase di sviluppo all'EPO per dare accesso nelle diverse lingue a tutti i brevetti esistenti gratuitamente, nonostante tali traduzioni non abbiano ancora, in mancanza di una riforma, una valenza legale. Un progetto con l'obiettivo di sviluppare uno strumento di traduzione di livello destinata ai brevetti è stato finanziato anche dall'UE: si chiama PLuTo (Patent Language Translations Online) e ha una scadenza per il 31 marzo 2013.

L'obiettivo è quello di allargare le possibilità di accesso a determinate informazioni tecniche permettendo di visionare le nuove domande di brevetto nella propria lingua nativa, così da garantire competizione, ma anche influenze reciproche, stimolando la ricerca e lo sviluppo.

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia UE, brevetti con traduzione automatica
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  • i brevetti che stimolano le invenzioni???

    ahahahahhh... neanche un certo ben noto capo di governo è capace di ribaltare a tal punto la realtà...
    non+autenticato
  • Ma questi sono fuori di testa?
    Che costi avra' mai una traduzione?

    Se tradurre in inglese una ventina di pagine (una giornata di lavoro al massimo di un traduttore, 500 euro + iva a stare moooolto larghi) e' un costo rilevante, forse e' meglio lasciar perdere il brevetto e rilasciare tutto nel pubblico dominio, che in rete la traduzione delle specifiche tecniche avviene in un attimo e in tutte le lingue, compreso il sanscrito.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ma questi sono fuori di testa?
    > Che costi avra' mai una traduzione?

    la qualità si paga.
    >
    > Se tradurre in inglese una ventina di pagine (una
    > giornata di lavoro al massimo di un traduttore,
    > 500 euro + iva a stare moooolto larghi)

    non so se ricordi ma capitava che un testo tecnico in inglese venisse fatto tradurre ad un esperto conoscitore della lingua ma completamente a digiuno della materia trattata nel testo e quindi ignorava completamente il gergo. Con risultati spesso alquanto umoristici, tu hai mai compilato il nocciolo ?
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Ma questi sono fuori di testa?
    > > Che costi avra' mai una traduzione?
    >
    > la qualità si paga.
    > >
    > > Se tradurre in inglese una ventina di pagine
    > (una
    > > giornata di lavoro al massimo di un traduttore,
    > > 500 euro + iva a stare moooolto larghi)
    >
    > non so se ricordi ma capitava che un testo
    > tecnico in inglese venisse fatto tradurre ad un
    > esperto conoscitore della lingua ma completamente
    > a digiuno della materia trattata nel testo e
    > quindi ignorava completamente il gergo. Con
    > risultati spesso alquanto umoristici, tu hai mai
    > compilato il nocciolo ?

    Si certo che ho compilato il nocciolo, e ho pure agganciato le portaerei col modem!

    Qualita' o non qualita', una traduzione e' il classico lavoro da un tanto l'ora.
    La qualita' la paghi, non ci sono dubbi.
    Ma non puoi pagare il tempo di un traduttore piu' del tempo di un qualunque professionista (medico, avvocato, ingegnere...)
  • No per i brevetti è diverso: i traduttori che si occupano delle domande brevettuali sono spesso figure professionali specifiche che lavorano a braccetto con i consulenti brevettuali...la scelta di una parola invece che di un'altra determina la portata del brevetto, la sua validità e la sua estensione. Determina, di conseguenza, il valore stesso della tecnologia che si intende proteggere. Altro che "un tanto all'ora" Occhiolino
  • - Scritto da: Claudio Tamburrino
    > No per i brevetti è diverso: i traduttori che si
    > occupano delle domande brevettuali sono spesso
    > figure professionali specifiche che lavorano a
    > braccetto con i consulenti brevettuali...la
    > scelta di una parola invece che di un'altra
    > determina la portata del brevetto, la sua
    > validità e la sua estensione. Determina, di
    > conseguenza, il valore stesso della tecnologia
    > che si intende proteggere. Altro che "un tanto
    > all'ora"
    > Occhiolino

    Quindi qua c'e' un'altra sacca di previlegio e rendita da rimuovere!

    Si passa dal traduttore automatico alla figura professionale specifica che lavora a braccetto dei consulenti brevettuali.
  • Si potrebbe semplificare il deposito di un brevetto e quindi renderlo alla portata di tutti, economicamente parlando, consegnandolo SOLO in lingua inglese. Senza discriminazioni, solo perchè è la lingua conosciuta in tutto il pianeta, e da considerare "strandard".

    Perchè francese e tedesco e non italiano e/o spagnolo?

    Solo se un'azienda vuole poi andare a lavorare in un altro dei paesi UE traduce il brevetto che intende utilizzare nella lingua locale e lo deposita per avere maggiori garanzie, ma non obbligatoriamente.

    Ad esempio un imprenditore italiano, deposita solo in inglese e in italiano. Se poi vuole andare a lovorare o lo vuole rinvendere/dare in licensa ad es. in Polonia, lo fa tradurre, se vuole, nella nuova lingua.

    E' così difficile?Deluso
    Addiritture si vuole progettare un traduttore! Anche se fatto con la massima cura, non potrà mai essere affidabile.
    non+autenticato
  • > Solo se un'azienda vuole poi andare a lavorare in
    > un altro dei paesi UE traduce il brevetto che
    > intende utilizzare nella lingua locale e lo
    > deposita per avere maggiori garanzie, ma non
    > obbligatoriamente.
    >
    > Ad esempio un imprenditore italiano, deposita
    > solo in inglese e in italiano. Se poi vuole
    > andare a lovorare o lo vuole rinvendere/dare in
    > licensa ad es. in Polonia, lo fa tradurre, se
    > vuole, nella nuova
    > lingua.
    >
    > E' così difficile?Deluso
    > Addiritture si vuole progettare un traduttore!
    > Anche se fatto con la massima cura, non potrà mai
    > essere
    > affidabile.

    E' praticamente già così: se a uno interessa solo UK e Italia gli conviene chiedere un brevetto italiano E uno britannico, certo non uno europeo. Se invece ne chiede uno EPO è perché è interessato anche *almeno* a Francia, Spagna e Germania. Per il resto funziona già che traduci solo per il paese in cui vuoi commercializzare. Se poi intendi che bisogna solo usare l'Inglese non è possibile per un motivo: i giudici non sono obbligati a conoscere un inglese così tecnico. Stesso motivo per cui il linguaggio non si può semplificare "a livelli umani": deve definire tecnicismi e "cose scientifiche"
  • Un brevetto italiano è valido in tutta la UE?

    I giudici non potrebbero ingaggiare un traduttore dall'inglese?!
    PS: A mia zia immigrata in Francia nel dopoguerra quando deve fare un operazione particolare al comune, gli forniscono un interprete, GRATIS.
    non+autenticato
  • No vale solo per l'Italia, ma mi sembrava di capire che nel tuo ragionamento parlavi di obbligatorietà di traduzione solo nel caso in cui si voglia operare in un paese e volevo sottolineare che - praticamente - è già così.

    Nel caso del consulente per il giudice nì...nel senso sono parzialmente d'accordo, ma a sto punto per favorire la diffusione dell'invenzione (cioè affinché la possano leggere tutti e per esempio prenderne spunto o cambiare impostazione della proria ricerca per non duplicare risultati già ottenuti) preferisco il sistema pernsato dalla commissione...sempre che il loro programma di traduzione funzioni. Il problema, secondo me, resterebbe lo stesso: quanto si allunga un processo (e il suo costo) se le parti devono anche mettersi a discutere sul traduttore e sulla traduzione?

    Per quanto riguarda il discorso del giudice che non se ne deve occupare se non sa l'inglese...a intuito direi che nessun giudice in questo momento in italia se ne potrebbe occupare (anche perché - ripeto - si tratta di un inglese tecnico e burocratico). Però magari in futuro...
  • Sono perfettamente d'accordo, anzi renderei valido solo quello in lingua inglese, quello in lingua madre dovrebbe servire solo da supporto per chiarificare eventuali errori di traduzione.
    E per le controversie mi sembra semplice, i giudici se non sanno l'inglese non si potranno occupare di brevetti.
    non+autenticato