Claudio Tamburrino

Brevetti, voltiamo pagina

Microsoft ha depositato una domanda di brevetto per un sistema che simula il girar pagina cartaceo. Stavolta a tremare è Apple e il suo iBook. Ma l'escalation è da guerra fredda brevettuale

Roma - Con la domanda di brevetto 20100175018 Microsoft vuole ottenere un'esclusiva sull'animazione che riproduce il voltare pagina nel momento in cui un utente fa il gesto appropriato su uno schermo sensibile al tocco.

Nelle rivendicazioni si descrive esattamente l'animazione con la pagina che, in seguito al naturale gesto del lettore per voltare pagina, riproduce movimento e rumore della pagina di un libro cartaceo. La stessa opzione già utilizzata, solo per fare qualche esempio, da iBook di Apple, l'applicazione Stanza per iPhone o Kindle su un dispositivo touchscreen.

A questo sistema già visto, peraltro, Microsoft aggiunge un particolare di per sé nuovo: la possibilità di girare con lo stesso gesto più di una pagina. In pratica integra il voltare pagina con il più classico sistema della barra di scorrimento e permette di far scivolare il dito sul margine destro prima di "girare" per aumentare il numero di pagine desiderato. Nelle rivendicazioni, anche la possibilità di collegare "linearmente, esponenzialmente o in altro modo la velocità con cui si compie il gesto e la risposta del dispositivo".
Forse una delle eredità lasciate da Courier, l'invenzione è stata depositata il 7 gennaio 2009 (quindi prima - dell'esordio di iPad e di iBook). Vale la pena ricordare che negli Stati Uniti il principio che vige è ancora quello del first-to-invent e non del first-to-file (come per esempio in Europa): per ottenere i diritti di esclusiva su un'invenzione non è sufficiente né necessario essere stati i primi a depositare la domanda di brevetto, ma occorre dimostrare (se possibile) di essere stati i primi ad avere inventato. Questo semplicemente per dire che anche nel caso in cui Redmond, quando e se otterrà il brevetto così richiesto, intenda utilizzarlo contro Apple o Amazon, dovrà affrontare una battaglia legale incerta.

La domanda rivendicata da Redmond, poi, sembrerebbe quasi allinearsi con il brevetto ottenuto da Amazon su un sistema di schermi molto simile a quello utilizzato dal rivale Barnes&Noble, con quello di Mountain View sul MapReducing e con le battaglie brevettuali che non vedono ancora le grandi scontrarsi tra loro. Ma sembrano la facciata di una guerra fredda brevettuale con Google, Microsoft, Apple, IBM, Amazon e gli altri colossi alle prese con la corsa agli armamenti.

Claudio Tamburrino
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