Mauro Vecchio

UK, un bottone in blu per i minori

Trovato l'accordo tra i vertici di Facebook e le autorità del Regno Unito. Tutti gli iscritti tra i 13 e i 18 anni potranno usufruire di un'applicazione piazzata in homepage. Contro molestie e adescamento online

Roma - "Una bella giornata per la protezione online dei minori". Così Jim Gamble, CEO del Child Exploitation and Online Protection Centre (Ceop) britannico, a commentare i termini di un accordo atteso quanto sudato. Inizialmente restii, gli alti vertici di Facebook hanno infatti acconsentito all'implementazione di quello che in molti hanno chiamato pulsante anti-panico.

Ovvero una specifica applicazione all'interno del sito in blu, per tutelare tutti gli iscritti della terra d'Albione tra i 13 e i 18 anni. Dunque un bottone, che apparirà - una volta installato - direttamente sulla homepage, direttamente in contatto con gli stessi responsabili di Facebook oltre che con il Ceop.

"Installando questa applicazione, gli utenti di Facebook avranno accesso diretto a tutti i servizi garantiti dal pulsante ClickCeop - ha spiegato Gamble - che dovrebbero rassicurare ogni genitore presente sul sito". In pratica, si tratterebbe di garantire un ambiente social più sicuro, almeno stando Sophy Silver, a capo della divisione comunicazione britannica del sito in blu.
Una speciale campagna pubblicitaria prenderà quindi avvio, affinché i vari utenti minorenni possano esprimere la propria preferenza verso il servizio. Cliccando sul pulsante like, ci si legherà automaticamente alla protezione garantita dal Ceop, contro fenomeni come la molestia online e il grooming.
E, ovviamente, per prevenire tragici episodi di cronaca nera come quello che aveva visto protagonista Ashleigh Hall, 17enne vittima di un brutale assassinio dopo l'incontro nella vita reale con un 33enne spacciatosi per minorenne proprio sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. Il CEO di Facebook non aveva mostrato un grande entusiasmo all'idea del pulsante, alimentata in terra britannica dopo l'omicidio.

Intanto, il sito in blu pare ormai aver conquistato il cuore delle strategie di abbattimento dei costi da parte del governo di Londra. Che vuole infatti contare sui circa 26 milioni di utenti d'Albione per la creazione di modalità inedite di risparmio, dopo i tagli annunciati di molti spazi web gestiti dalle autorità. Spending Challenge Channel è infatti un'espansione della pagina Democracy UK, atta al raccoglimento di proposte da parte degli utenti del social network.

Mauro Vecchio
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9 Commenti alla Notizia UK, un bottone in blu per i minori
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  • Minori o no, perché la possibilità di finire in brutte situazioni non riguarda solo loro, a che serve un pulsante anti-panico?

    Ma veramente qualcuno ha l'idea di minori come "candidi agnelli" che non sanno a cosa vanno incontro nell'intrecciare relazioni virtuali?

    Ok, ci sono dei tragici epiloghi riguardanti rapporti nati in rete, questo non si può mettere in dubbio, ma possiamo dire che tutti i casi di adescamento/persecuzione/esposizione siano dovuti alla presenza di un "lupo cattivo" che attende dietro un albero virtuale il passaggio dei candidi agnellini?

    Quando si cerca come termine "Jailbait" e si incorre in immagini di minori i situazioni/pose erotiche di cosa stiamo parlando?
    "Proteggere i minori" temo sia in molti casi la necessità di proteggerli da sè stessi.
    E come si può ottenere questo risultato?
    Non sarebbe meglio escludere completamente la presenza di minori su certe piattaforme?
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: Ubunto
    > Minori o no, perché la possibilità di finire in
    > brutte situazioni non riguarda solo loro, a che
    > serve un pulsante
    > anti-panico?
    >
    imho è un pulsante inutile.

    > Ma veramente qualcuno ha l'idea di minori come
    > "candidi agnelli" che non sanno a cosa vanno
    > incontro nell'intrecciare relazioni
    > virtuali?

    purtroppo si. e ci sono molti boccaloni convinti che i pedofili possano acchiappare gli agnellini usando mani che si protendono dal monitor e catturano il malcapitato.

    > Ok, ci sono dei tragici epiloghi riguardanti
    > rapporti nati in rete, questo non si può mettere
    > in dubbio, ma possiamo dire che tutti i casi di
    > adescamento/persecuzione/esposizione siano dovuti
    > alla presenza di un "lupo cattivo" che attende
    > dietro un albero virtuale il passaggio dei
    > candidi
    > agnellini?
    >
    quello che molti si ostinano a non capire è che la rete funziona come il mondo reale e non è un kintergarden dove scorrazzare allegri e giulivi.

    > E come si può ottenere questo risultato?
    > Non sarebbe meglio escludere completamente la
    > presenza di minori su certe
    > piattaforme?

    infatti.
  • Perdonami...ma a che pro vietare l'accesso ai minori? A parte il fatto che in una piattaforma come Facebook non ci sono motivi in più per allontanare i minori rispetto a quelli per allontanare i maggiorenni...ma se almeno adesso è possibile sapere con certezza l'età di una certa persona...ti rendi conto che, molto probabilmente, inizierebbero a fiorire date di nascita finte e conseguenti problemi per chi contatta queste persone credendole maggiorenni?
    Saluti,
    Dario
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dario
    > Perdonami...ma a che pro vietare l'accesso ai
    > minori?

    a certi siti come quelli XXX non di certo a faccialibro.

    > A parte il fatto che in una piattaforma

    > nascita finte e conseguenti problemi per chi
    > contatta queste persone credendole
    > maggiorenni?

    è questo il brutto. Tu in buona fede sei convinto di parlare con un/una maggiorenne e ti trovi incasinato con minorenni e pippe mentali genitoriali varie
  • No io parlavo proprio di facebook e tutti i sistemi che espongono direttamente la persona.

    Facebook serve per "connettere" persone. Identità reali, non nickname anonimi. E' evidente che il rishio è maggiormente elevato in questi casi.

    Il mio timore è che "i minori" da proteggere siano o diventino l'ennesimo pretesto per introdurre ulteriori sistemi di controllo sulle attività di *tutti* gli utenti. Tanto vale escludere a priori la possibilità che utenti minorenni si iscrivano.
    Che questo possa sfociare in una moltitudine di account falsi è un problema relativo (nonché la soluzione più vecchia del web).
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    Modificato dall' autore il 14 luglio 2010 00.30
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    Ubunto
    1350
  • Non ce la fate ad andare oltre il banale calco dell'Inglese?
    Non sapete forse che "button" si traduce con "pulsante"?
    Imbarazzante.
    Lo riporta anche Repubblica Sorride
    non+autenticato
  • Tutta solfa per far parlare di se da parte del governo britannico....il tasto per segnalare un abuso ce' sempre stato, stai a vedere che nn era abbastanza chiaro che negli abusi rientrasse anche la pedofilia....
    Quale sarebbe stata la differenza nel caso della ragazza 17enne? se una e' tanto cretina da fidarsi di un falso profilo e andare alla cieca ad un appuntamento puo avere tutti i pulsanti del mondo....
    La sicurezza per eventi simili esiste da sempre si chiama educazione da parte dei genitori...e magari un briciolo di partecipazione in quel che fan i figli...amen
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alberto
    > Non ce la fate ad andare oltre il banale calco
    > dell'Inglese?
    > Non sapete forse che "button" si traduce con
    > "pulsante"?
    > Imbarazzante.
    > Lo riporta anche Repubblica Sorride

    Ho sempre pigiato bottoni nella vita, e non mi sono mai sentito imbarazzatoCon la lingua fuori
    D'altronde si parla di "stanza dei bottoni", e non riferendosi ad una sartoria...
    Funz
    12979
  • 19 ? No perchè nella notizia mette come minorenni anche chi ha 18 anni.
    Sgabbio
    26178