Claudio Tamburrino

Francia: AdWords non clona

Nuova sentenza, stavolta della Corte di Cassazione francese: Google non può essere accusata di violazione di trademark concedendo agli emuli delle grandi marche di usufruire di AdWords

Roma - La Corte di Cassazione francese ha deciso in favore di Google per una serie di casi relativi a marchi sfruttati per campagne pubblicitarie condotte in rete.

Google si trovava a dover affrontare l'accusa di violazione di marchi registrati perpetrata attraverso Adwords: accordare il permesso (o meglio non proibire) agli utenti del servizio di link sponsorizzati di utilizzare per la loro pubblicità anche parole e nomi registrati dai proprio concorrenti diretti avrebbe costituito secondo il marchio d'alta moda Louis Vuitton, secondo alcuni grandi marchi del turismo internazionale e secondo una catena di alberghi francese, una violazione della loro proprietà intellettuale.

Già a marzo, tuttavia, la Corte di Giustizia Europea aveva dichiarato Google non colpevole relativamente a tali casi: in seguito a tale decisione (e tenendone conto) la Francia, dove i casi erano stati avviati e avevano fatto segnare una prima condanna del motore di ricerca, aveva dovuto riaprire la questione. Alla fine la Corte di Cassazione ha deciso, come già aveva fatto un giudice statunitense: Mountain View non viola alcun trademark.
"La Corte francese - si legge in un post di Google - ha inequivocabilmente giudicato che non vi sia stata alcuna violazione di marchi, e nessuno può, leggendo la sentenza, avere ancora qualche dubbio". Dismesse anche le accuse di concorrenza sleale e pubblicità ingannevole mosse nei confronti di Google.

Restano, invece, le responsabilità degli inserzionisti che hanno utilizzato determinate parole con l'intento di ingannare il consumatore confondendo tra prodotti originali e non. Su questo e sull'eventuale responsabilità civile di Google conseguente a tale utilizzo potrà esprimersi la Corte d'appello.

Claudio Tamburrino
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