Mauro Vecchio

Lessig: CC non attenta al copyright

Creative Commons, EFF e Public Knowledge minerebbero l'integrità del diritto d'autore. Risponde Lawrence Lessig, con una spiegazione e una sfida

Roma - "Come membro fondatore di due delle tre organizzazioni menzionate dovrei essere orgoglioso del fatto che un'entità vecchia di 96 anni sia terrorizzata dal nostro lavoro": sono parole di Lawrence Lessig, professore di legge alla Harvard Law School, che ha recentemente pubblicato un articolo in risposta alle rivendicazioni della collecting society statunitense ASCAP.

ASCAP aveva chiamato a raccolta i suoi iscritti per battersi contro le insidie tese dal copyleft, scherandosi contro organizzazioni del calibro di Creative Commons, Public Knowledge ed Electronic Frontier Foundation (EFF). Organizzazioni che a parer di ASCAP attenterebbero al sistema del diritto d'autore, ben camuffate, al riparo dietro le sbandierate intenzioni di tutelare i diritti di utenti e consumatori.

Lessig ha spiegato meglio ai vertici di ASCAP la vera natura delle attività di Creative Commons. "Le licenze sono ovviamente licenze legate al copyright. Dipendono da un'azienda e da un sistema affidabile di gestione dei diritti. Creative Commons non ha alcun interesse nel minacciare il meccanismo del diritto d'autore. Al contrario, mira a rafforzarlo, offrendo ai vari autori una maniera più semplice di gestire i propri diritti".
L'accademico ha dunque ricordato come svariati musicisti - Radiohead e Nine Inch Nails tra gli altri - abbiano deciso di abbracciare convinti la causa del Some Rights Reserved. E infine ha lanciato a Paul Williams, presidente di ASCAP, un guanto di sfida: un pubblico confronto.

Mauro Vecchio
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6 Commenti alla Notizia Lessig: CC non attenta al copyright
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  • I contenuti del mio sito professionale, a cui pure ho lavorato molti giorni per scriverli e renderli in un linguaggio fruibile ad un pubblico "analfabeta" del mio lavoro, sono stati tutti rilasciati, dopo meditata riflessione, sotto licenza CC (by-nc-sa).
    La CC è molto tutelante, eccome. Rende possibile farti pubblicità (il "by"), giustamente (se così vuoi) impedisce ad altri di lucrare sul frutto della tua fatica ("nc"), e favorisce il ricambio culturale ("sa").
    Finora ho dovuto "forzare la mano" solo con alcuni miei colleghi, che a quanto pare in più occasioni, per mano loro o peggio di altri a cui si sono affidati, hanno ricopiato di sana pianta i miei contenuti per ficcarli sui loro siti autopromozionali, senza minima traccia di attribuzione (quindi ora considero l'uso da parte dei colleghi come "commerciale").
  • ...che EFF si offrisse - alla stregua delle varie SIAE, SACEM, GEMA, ecc - di _obbligare_ certi siti russi cambiare la tariffa di vendita delle opere libere.

    E' successo ad un gruppo di cui ho fatto parte: avevamo rilasciato il disco su Open Audio (poi cambiata in CC) e ci siamo ritrovati le traccie in MP3 a pagamento su un sito russo...

    Ecco sarebbe davvero bello se EFF ci fornisse gratuitamente assistenza legale per costringerli non a rimuoverle ma a metterle a tariffa zero.
    non+autenticato
  • Magari! È il frutto di concetti obsoleti, e serve a tutelare gli interessi di pochi parassiti, a danno di tutti. Se solo il CC fosse in grado di spazzarlo via...
    non+autenticato
  • Il diritto d'autore non può mai venire meno né essere minacciato (anche sulle opere gratuite vige e deve esserne riconosciuta la paternità)

    tutt'altra cosa è il diritto patrimoniale che interessa a chi produce libri e audiovisivi

    nel settecento, felice epoca pre-SIAE, la media delle produzioni d'opera (ed un'opera seria di quel tempo non contiene mai meno di 3 ore di musica) era di 70-100 opere

    il musicista (il vero musicista, non gli analfabeti del pentagramma spinti dal marketing odierno) per vivere doveva produrre, mentre dall'introduzione dei diritti patrimoniali si vede scendere paurosamente la media

    noi oggi forse non avremmo i 300 e oltre concerti di Vivaldi se il prete rosso, poveretto lui, per fame, non avesse dovuto ingegnarsi a comporre di continuo

    che poi Vivaldi sia morto povero e affamato, ospite di frati e un qualsiasi taldeitali oggi si arricchisca è un insulto alla sua memoria ed alla musica

    poiché, senza il diritto patrimoniale verrebbe sonoramente fischiato e dovrebbe cambiare mestiere
  • > Il diritto d'autore non può mai venire meno né
    > essere minacciato (anche sulle opere gratuite
    > vige e deve esserne riconosciuta la
    > paternità)

    Hai ragione, dovevo parlare di copyright, non di diritto d'autore.
    non+autenticato
  • Aggiungiamo che il *furto* specie in musica, è compagno inscindibile della creatività

    Haendel ascoltò un tema di Dionigi Erba, ma questo tema era sviluppato con assai poca sagacia e tecnica, lui lo prese e lo inserì, sviluppandolo come andava sviluppato, nel suo Messia

    La triade di Accordi con cui inizia lo Zauberfloete non è di Wolfgang e con ciò? lui è partito da quella e ha aggiunto tutto il resto

    Tommaso Traetta ha preso la stessa triade dallo Zauberfloete e ci ha composto l'ouverture dell'Ippolito e Aricia

    Una volta, componendo, mi sono dato una botta in fronte: quella musica non si sarebbe mai potuta eseguire: era brutta? no. Era difficile? Per nulla anzi assai facile. Richiedeva strumenti estinti? Nemmeno

    il fatto è che le prime tre battute erano UGUALI (solo la tonalità diversa) per note e ritmo alla Mickey Mouse March, larcia di topolino (quella che sentite alla fine di full metal jacket)

    però il pezzo era un'aria d'opera buffa ed era straniante sentire come da quel genere si potesse produrre tutt'altro e non l'ho fatto apposta (un avvocato per portare acqua al suomulino sarebbe stato di diverso avviso, anche se essendo solo tre battute si era sotto la soglia delplagio

    la musica si basa sugli scambi e nella musica, più che in altri campi, deve valere il creative commons che permette tutto (meglio il copyzero)