Gaia Bottà

RapidShare si appropria dei suoi emuli

Molti i domini consegnati nelle mani del servizio di hosting, responsabili di aver approfittato del trademark. Non tutti, però, abusano: secondo la WIPO rapidbay.net non è sinonimo di RapidShare

Roma - Non a tutti è concesso vivere della luce riflessa di un colosso come RapidShare, non tutti i detentori dei domini che ricalchino quello del servizio di hosting possono frapporsi fra il cittadino della rete e i file che desidera ottenere, somministrando pubblicità in cambio del solo ruolo di intermediazione.

Da mesi RapidShare si scaglia contro i propri emuli in rete: servizi che abuserebbero del trademark del noto servizio di hosting, servizi sovente offerti gratuitamente a coloro che sopportino di districarsi fra selve di chiassosa pubblicità e che spesso fungono da motore di ricerca non generalista sopperendo ad una funzione non disponibile presso RapidShare stesso. Consentono cioè ad utenti affamati di contenuti di rintracciare sui server di RapidShare e altrove file caricati da altri utenti. File caricati dai netizen lecitamente, file caricati in violazione del copyright.

Si tratta dunque di servizi spesso sgraditi ai detentori dei diritti, almeno quanto RapidShare e gli usi che i netizen ne possono fare per condividere contenuti protetti. Tacciato infatti dall'industria dei contenuti di rappresentare uno dei principali nemici del copyright, nonostante abbia collezionato qualche disfatta ma anche qualche vittoria, il servizio di hosting ha cominciato a collaborare con i detentori dei diritti. È in questo contesto che RapidShare ha avanzato le proprie numerose rivendicazioni: rivolgendosi direttamente agli intestatari dei domini chiedendone informalmente la consegna, denunciando la presunta violazione all'Arbitration and Mediation Center della Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), che si occupa di dirimere le controversie in materia di trademark e domini.
RapidShare, in mancanza di una risposta diretta da coloro che possiedono i domini oggetto del contendere, accusa i propri emuli di essere "progettati per supportare gli utenti del web che intendono violare il copyright aiutandoli a rintracciare e condividere documenti protetti dal diritto d'autore".

I nodi sciolti finora sono numerosi la maggior parte dei quali risolti a favore di RapidShare con un passaggio di mano del dominio. È accaduto per domini quali rapidshare123.com o rapidshare-warez.net, ora non raggiungibili.

Non è stato invece deciso per la consegna del dominio nel caso che ha coinvolto rapidbay.net: i panelist di WIPO hanno stabilito che l'uso nel dominio della parola "rapid" non è abbastanza per instillare negli utenti la convinzione che ci sia una sovrapposizione con RapidShare, tantomeno affiancata da una parola come "bay". Si tratta di una parola forse evocativa di realtà di condivisione come The Pirate Bay, contingenza che però Rapidshare non sembra aver segnalato: "la parola bay non somiglia graficamente né suona come la parola share - si spiega nel documento WIPO - e l'accusa non ha suggerito che bay abbia un qualche significato particolare che possa indurre un utente Internet a stabilire qualche tipo di collegamento mentale tra il nome di dominio e RapidShare (o il concetto di sharing)".

Gaia Bottà
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6 Commenti alla Notizia RapidShare si appropria dei suoi emuli
Ordina
  • Ma come? e la filosofia che su internet tutto e' gratis e non deve esistere il copyright? ma allora e' come per i comunist? quello che e' tuo e mio e quello che e' mio e' mio? ahahah
    che ridicoli sti pirati
    non+autenticato
  • Pepito, sei tu? No, pepito aveva una ortografia più corretta. Chi può essere, che non sa scrivere, e attacca i pirati? Anche la citazione "quel che è tuo è mio..." non mi è nuova (http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2909704&m=291...)

    Ciao!
    non+autenticato
  • "il servizio di hosting ha cominciato a collaborare con i detentori dei diritti. È in questo contesto che RapidShare ha avanzato le proprie numerose rivendicazioni: rivolgendosi direttamente agli intestatari dei domini chiedendone informalmente la consegna, denunciando la presunta violazione all'Arbitration and Mediation Center della Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), che si occupa di dirimere le controversie in materie di trademark e domini."

    E cioè!? Che relazione ci sarebbe tra una collaborazione con i detentori dei diritti e una controversia con altri domini di file hosting tanto da essere considerati nello stesso contesto?
    Cosa vuol mettere in evidenza questo articolo cosi ben scritto,che anche i domini storici di file hosting hanno dei diritti da avanzare al WIPO? Vuole mettere in evidenza il lavoro imparziale del WIPO? O piuttosto la (presunta) collaborazione di Rapidshare con i detentori dei diritti? oppure evidenzia l'importanza della fonetica nei casi di violazione del trademark?
    Personalmente a me sembra solo un articolo privo di una notizia vera e propria,se non quella che un sito qualsiasi ha delle controversie qualsiasi con altri siti che pensano di sfruttarne il nome.

    "Rapidshare ha denunciato al WIPO alcuni domini che ne sfrutterebbero il trademark,in un paio di casi gli è stata data ragione ed in altri no"
    Questo poteva essere l'articolo,visto che nella sua versione originale non presenta ne spiegazioni ulteriori ne approfindimenti di alcun tipo.
    Se fosse stato scritto cosi avrei sicuramente postato un commento diverso,molto più sintetico,magari del tipo: E sti caxxi!?
  • contenuto non disponibile
  • Da quando ha cambiato la policy dei prezzi per gli abbonamenti premium, Rapidshare (che già era in forte declino) è condannato.
    Stanno emergendo (o sono già emersi, vedi HF o DF) nuovi servizi e il buon vecchio RApidshare andrà in pensione. R.I.P.
    Queste mosse sono gli ultimi tentativi di rimanere a galla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scott Fitzgerald
    > Da quando ha cambiato la policy dei prezzi per
    > gli abbonamenti premium, Rapidshare (che già era
    > in forte declino) è
    > condannato.
    > Stanno emergendo (o sono già emersi, vedi HF o
    > DF) nuovi servizi e il buon vecchio RApidshare
    > andrà in pensione.
    > R.I.P.
    > Queste mosse sono gli ultimi tentativi di
    > rimanere a
    > galla.
    dici? il mio abbonamento premium scadeva proprio 4 giorni dopo che cambiassero il sistema degli abbonamenti... beh... è ancora attivo ed io non ho pagato un euro xD
    non+autenticato