Luca Annunziata

MacPaint ora è di tutti

È stato tra i primi programmi di grafica da usare in punta di mouse. Apple ne ha donato il codice a un museo, facendone un pezzo di storia dopo 26 anni

Roma - Era costruito con appena 5.800 linee di Pascal, accoppiate a poco più di 3.500 linee di Assembly: il tutto veniva messo insieme in un eseguibile da 0,05MB, piccolo abbastanza da venir caricato in una memoria da 128KB come quella del primo Macintosh (che montava un processore da 8MHz). Ora il codice di MacPaint è stato donato da Apple al Computer History Museum di Mountain View, e descritto dall'istituzione museale come "una combinazione di brillante design software unito a un design hardware altrettanto brillante".

una schermata di MacPaintL'autore di MacPaint (e della libreria abbinata QuickDraw, anch'essa resa disponibile coi sorgenti) è Bill Atkinson: aveva lavorato al progetto Lisa (il PC sviluppato da Jobs prima del Macintosh, costoso e rivelatosi un fallimento commerciale), aveva già sviluppato una applicazione simile per quella piattaforma. Dentro MacPaint Atkinson infilò alcuni degli strumenti divenuti negli anni un classico della grafica digitale: Lasso, Paint Bucket, Fat Bits, la riga tratteggiata e animata che delimita una selezione ("draw ants") che secondo gli aneddoti sarebbe stata ispirata da un cartellone pubblicitario di una birra.

Scorrendo il codice, una cosa salta agli occhi: pur restando una lettura riservata agli addetti ai lavori, è evidente lo sforzo impiegato da Atkinson per cercare di rendere chiaro e scorrevole il tutto, in modo da garantire facilità di lettura e di intervento sul codice anche da parte di altri programmatori. Non a caso in seguito il programmatore si sarebbe affrancato da questa professione, e avrebbe seguito la sua vocazione di artista che continua ancora oggi.
MacPaint era inclusa tra le applicazioni disponibile nel primo Macintosh, messo in commercio nel gennaio 1984. Sarebbe stata sviluppata da Apple, e in seguito dalla sussidiaria Claris, fino al 1988. Venne dichiarata fuori produzione nel 1998. Bill Atkinson è oggi un affermato fotografo naturalistico.

Luca Annunziata

(fonte immagine)
133 Commenti alla Notizia MacPaint ora è di tutti
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  • MacPaint stava in un eseguibile da 50KB, snello e veloce grazie all'assembler. Adesso solo per l'IDe servono svariate centianaia di mega... mavacagher....
    non+autenticato
  • vero ma tu vuoi il software gratis o a prezzi abbordabili...

    Se MacPaint costava l'equivalente di 50 euro, l'attuale software di paint per essere fatto con le tecniche di una volta richiederebbe un costo di 50.000 euro (basta che conti il numero di programmatori da coinvelgere)
    non+autenticato
  • Scusa, ma OpenOffice occupa meno di MS Office, e Linux occupa meno di Windows.

    A parità di altre condizioni, un programma open richiede meno di un equivalente closed (non fosse altro che per la compilazione condizionale)
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Scusa, ma OpenOffice occupa meno di MS Office,

    Bella forza! E' multipiattaforma!

    > e Linux occupa meno di Windows.
    Si, ma non serve l'antivirus.

    > A parità di altre condizioni, un programma open
    > richiede meno di un equivalente closed (non fosse
    > altro che per la compilazione
    > condizionale)

    Invece i programmi closed devono avere i drm, le protezioni, e quelle porcherie che contano 30 giorni dal primo utilizzo per poi smettere di funzionare e produrre il popup che dice "il programma e' scaduto, inserisci il tuo numero di carta di credito se vuoi usarlo ancora"

    Oppure delle pesanti e voluminose procedure di controllo, che quando falliscono esce fuori il popup che dice "questa versione di office e' piratata, inserisci il tuo numero di carta di credito per regolarizzare la tua posizione"

    Senza contare poi le cose come questa, che rispondono alla domanda "Ma perche' excel ha bisogno di 12 floppy per l'installazione?"

    1) aprite un nuovo tabellone con Excel 97
        2) premete il tasto funzione F5
        3) inserite X97:L97
        4) premete OK
        5) premete il tasto <Tab
        6) Tenete premuti i tasti <CTRL+ <Shifte fate click con il mouse sul pulsante dell'autocomposizione
            del grafico nella barra dei comandi
            A questo punto.. non spaventatevi scompare Excel e vi appare un paesaggio vettorializzato sul
            quale potete cimentarvi a volare con un aereo che comandate con il mouse per trovare il monumento
            al team che ha sviluppato Excel...
  • > Senza contare poi le cose come questa, che
    > rispondono alla domanda "Ma perche' excel ha
    > bisogno di 12 floppy per
    > l'installazione?"
    >
    > 1) aprite un nuovo tabellone con Excel 97
    >     2) premete il tasto funzione F5
    >     3) inserite X97:L97
    >     4) premete OK
    >     5) premete il tasto <Tab
    >     6) Tenete premuti i tasti <CTRL+ <Shifte fate
    > click con il mouse sul pulsante
    > dell'autocomposizione
    >         del grafico nella barra dei comandi
    >         A questo punto.. non spaventatevi
    > scompare Excel e vi appare un paesaggio
    > vettorializzato
    > sul
    >         quale potete cimentarvi a volare con un
    > aereo che comandate con il mouse per trovare il
    > monumento
    >         al team che ha sviluppato Excel...


    In excel 2000 non c'era il simulatore di volo, ma il gioco spy hunter.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros

    > In excel 2000 non c'era il simulatore di volo, ma
    > il gioco spy
    > hunter.

    Ah, be', allora...
    Pero' chissenefrega se il programma crasha e il sistema va in blue screen, l'importante e' averci la possibilita' di giocare dentro Excel!
  • Visto che hai le palle te...fallo photoshop tutto in assembler.......
    non+autenticato
  • Dietro MacPaint non c'era solo un programma scritto bene - farina del sacco di Atkinson, che anni dopo sviluppò HyperCard. C'era anche il Toolbox, ovvero dell'insieme di primitive grafiche e di sistema che Atkinson, Andy Hertzfeld e co. avevano messo insieme, e che prevedevano già in ipotesi il colore e altri sviluppi.
    Quando finalmente i Mac a colori uscirono il Toolbox fu comunque aggiornato, ma la "distanza" con i Mac classici era soprattutto in altri settori: il Mac II e i suoi successori, vedi i Quadra, erano macchine aperte. L'idea fu implementata anche sull'Apple IIgs (che ebbe pure la sua edizione di Deluxe Paint II, come l'Amiga); il timore di fare concorrenza a basso costo ai nuovi Mac colorati indusse poi John Sculley, il CEO dell'epoca, a chiudere definitivamente la linea Apple II.
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    Modificato dall' autore il 22 luglio 2010 18.02
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  • - Scritto da: attonito
    > MacPaint stava in un eseguibile da 50KB, snello e
    > veloce grazie all'assembler. Adesso solo per
    > l'IDe servono svariate centianaia di mega...
    > mavacagher....

    Il programma di scacchi di Peter Jennings per Commodore PET 2001, anno 1977, stava su 7KB di RAM.

    Bei tempi, quelli dell'assembler.
    ruppolo
    33147
  • Io sono inorridito quando avevo visto una edizione di Bubble Booble per PC che richiedeva 50 MB, contro la versione equivalente per commodore 64!

    Esisteva anche il GEOS per PC, che in 20 MB ti dava un ambiente simile a Windows, una suite in stile Office, il NewBasic (tipo Visual basic) e altro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > MacPaint stava in un eseguibile da 50KB, snello e
    > veloce grazie all'assembler. Adesso solo per
    > l'IDe servono svariate centianaia di mega...
    > mavacagher....

    Si vabbè intanto non stai considerando che i binari 68000 sono mediamente più piccoli grazie ad un codice macchina by design più compatto, al quale devi aggiungere che il programma era stato scritto in larghe parti in asm che permetteva livelli di ottimizzazione anche a livello di dimensione del compilato oltre che di velocità, infine aggiungici la complessità media delle piattaforme sulle quali vai a sviluppare; se vuoi scriverti qualcosa in asm impazzisci già solo per interfacciarti al SO ed avviare il main thread del tuo bell'applicativo e tempo che lo porti a termine sei già ad una generazione obsoleta che ti costringe a riscrivere parti del tuo software. Sai se nel frattempo devi mangiare mi sa che il tuo bel programma in asm non lo inizi nemmeno a scrivere.
    mura
    1717
  • Con tutto il rispetto, ma io credo che parlando di anni 80 e di computer dedicati alla grafica, deluxe paint per Amiga in grado di gestire 4096 colori animazioni cambi di prospettive animation-brush ecc. ecc. era inarrivabile se non da programmi specialistici che giravano su costosissime workstation grafiche... imho
    non+autenticato
  • solo che deluxe paint, che doveva moltissimo a mac paint, è venuto diversi anni dopo
  • diversi non proprio..Il Deluxe Paint 1 è del 1985
    non+autenticato
  • non è vero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: LaNberto
    > solo che deluxe paint, che doveva moltissimo a
    > mac paint, è venuto diversi anni
    > dopo

    Ma anche no Macpaint ha avuto il suo debutto ufficiale ad inizio 1984 mentre deluxe paint l'anno dopo, ora vabbè che un anno in termini informatici è quasi un'era geologica al giorno d'oggi ma negli anni 80 non era poi così tanto per cui tra tempi di sviluppo dell'uno e dell'altro la distanza temporale si mantiene senza perdere la superiorità in termini di funzioni di DP rispetto a MP (tutto questo naturalmente imho).
    mura
    1717
  • - Scritto da: mura
    > - Scritto da: LaNberto
    > > solo che deluxe paint, che doveva moltissimo a
    > > mac paint, è venuto diversi anni
    > > dopo
    >
    > Ma anche no Macpaint ha avuto il suo debutto
    > ufficiale ad inizio 1984 mentre deluxe paint
    > l'anno dopo, ora vabbè che un anno in termini
    > informatici è quasi un'era geologica al giorno
    > d'oggi ma negli anni 80 non era poi così tanto
    > per cui tra tempi di sviluppo dell'uno e
    > dell'altro la distanza temporale si mantiene
    > senza perdere la superiorità in termini di
    > funzioni di DP rispetto a MP (tutto questo
    > naturalmente
    > imho).

    Boh, io macpaint non lo conosco, ma DPaint aveva delle funzioni specifiche per la gestione del coprocessore grafico dell'Amiga.
    Ricordo quella cosa che permetteva di flippare la paletta dei colori e produrre animazioni tipo onde del mare, senza usare il motorola, facendo ruotare tra loro alcune tonalita' di blu.
  • > Ricordo quella cosa che permetteva di flippare la
    > paletta dei colori e produrre animazioni tipo
    > onde del mare, senza usare il motorola, facendo
    > ruotare tra loro alcune tonalita' di
    > blu.

    Quell'effetto si può fare tutt'ora su una qualsiasi VGA che operi con una palette di 256 colori, basta variare il colore dell'apposito registro hardware, e l'immagine (i cui colori sono 'indicizzati') cambia in automatico quel colore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubu
    > > Ricordo quella cosa che permetteva di flippare
    > la
    > > paletta dei colori e produrre animazioni tipo
    > > onde del mare, senza usare il motorola, facendo
    > > ruotare tra loro alcune tonalita' di
    > > blu.
    >
    > Quell'effetto si può fare tutt'ora su una
    > qualsiasi VGA che operi con una palette di 256
    > colori, basta variare il colore dell'apposito
    > registro hardware, e l'immagine (i cui colori
    > sono 'indicizzati') cambia in automatico quel
    > colore.

    Intanto la VGA ai tempi dell'Amiga, esisteva solo su carta, che i PC erano carrozzati con meno performanti EGA se non CGA.

    E comunque il lavoro di variare l'apposito registro hardware della VGA lo devi fare sempre col processore.
  • > Intanto la VGA ai tempi dell'Amiga, esisteva solo
    > su carta, che i PC erano carrozzati con meno
    > performanti EGA se non CGA.

    Vero, infatti ai tempi la C= era all'avanguardia in fatto di chip grafici.

    > E comunque il lavoro di variare l'apposito
    > registro hardware della VGA lo devi fare sempre
    > col processore.

    Nì, sull'Amiga si poteva aggiornare tali registri anche con apposite copper list, ma avresti ottenuto solo sfumature di sfondo. L'effetto di animazione che hai descritto lo ottieni solo se vai a modificarli direttamente col processore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubu
    > > Intanto la VGA ai tempi dell'Amiga, esisteva
    > solo
    > > su carta, che i PC erano carrozzati con meno
    > > performanti EGA se non CGA.
    >
    > Vero, infatti ai tempi la C= era all'avanguardia
    > in fatto di chip
    > grafici.
    >
    > > E comunque il lavoro di variare l'apposito
    > > registro hardware della VGA lo devi fare sempre
    > > col processore.
    >
    > Nì, sull'Amiga si poteva aggiornare tali registri
    > anche con apposite copper list, ma avresti
    > ottenuto solo sfumature di sfondo. L'effetto di
    > animazione che hai descritto lo ottieni solo se
    > vai a modificarli direttamente col
    > processore.

    Allora mi sono spiegato male, o la memoria mi difetta.
    Io mi riferivo a quegli effetti di color cycling sullo sfondo, chaimati raster, mi pare, e li facevo solo programmando opportunamente il copper.
  • > Io mi riferivo a quegli effetti di color cycling
    > sullo sfondo, chaimati raster, mi pare, e li
    > facevo solo programmando opportunamente il
    > copper.

    Sì, quelli li fai con le copper list, ma il processore lo devi comunque usare per modificare qualcosa (in questo caso, la copper list), altrimenti la sfumatura ti resta fissa e senza animazione.
    non+autenticato
  • rendono liberi sorgenti attualmente inutilizzabili (praticamente sono inutili) e così i giornali scrivono la loro storia e che sono geniali.

    Pubblicità a costo ZERO!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tutto gratis
    > rendono liberi sorgenti attualmente
    > inutilizzabili (praticamente sono inutili) e così
    > i giornali scrivono la loro storia e che sono
    > geniali.
    >
    > Pubblicità a costo ZERO!

    eh sì la apple ha proprio bisogno di quello Rotola dal ridere

    se proprio volessero pubblicità a buon mercato,
    dovrebbero fare qualche donazione ai paesi sgrausi,
    tanto cosa cambia, pagare le tasse oppure
    versare la stessa identica somma in beneficienza
    invece che allo stato.

    avrebbero anche un grande maestro da cui imparare
    non+autenticato
  • - Scritto da: bertuccia

    > se proprio volessero pubblicità a buon mercato,
    > dovrebbero fare qualche donazione ai paesi
    > sgrausi,
    > tanto cosa cambia, pagare le tasse oppure
    > versare la stessa identica somma in beneficienza
    > invece che allo stato.

    cosa cambia? che il dare soldi in beneficenza non ti esime dal pagare le tasse... Hai provato a dire al fisco: "ho dato i soldi dell'IRPEF" in beneficenza ed è uguale?
  • in USA se deiv pagare 1.000.000 di tasse perché hai superato i 10 milioni annui (sparo cifre a caso eh…) se tu dai 500.000€ in beneficenza scendi sotto la soglia dei 10 milioni paghi solo 400.000€ allo stato e hai guadagnato 100.000€
    MeX
    16897
  • certa gente ha proprio tutte le fortune: bisognerebbe vedere come si applica ai miliardi di dollari
  • Bisognerebbe capire se ci sono limiti percentuali sull'imponibile per queste donazioni. Non penso siano libere. altrimenti con qualche piccolo trucchetto sposti gli utili in fondazioni di facciata per eludere le tasse.
    non+autenticato
  • e non ti sei mai chiesto perché Bill Gates ha le fondazioni?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > e non ti sei mai chiesto perché Bill Gates ha le
    > fondazioni?

    per aiutare i poveri dell'africa! Angioletto Fan Windows

    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • itnanto con tutti i soldi che sta dando benvengaSorride

    Se poi l ofa per non pagar ele tasse usa sono cavoli del loro dipartimento della finanza...

    Ma l'importante è che quei soldi raggiungano veramente chi ha bisogno, il resto sono solo cavolate .P
    non+autenticato
  • - Scritto da: urrr
    >
    > Ma l'importante è che quei soldi raggiungano
    > veramente chi ha bisogno, il resto sono solo
    > cavolate .P

    non pensavo ci fosse da parlarne seriamente,
    cioè che qualcuno si bevesse la storia della
    beneficenza...

    no dai seriamente....
    http://articles.latimes.com/2007/jan/07/nation/na-...

    "Stando ai fatti riportati dall'inchiesta, il filantropo Gates, nominato dal Time "Uomo dell'anno 2005", ha investito 423 milioni di dollari nelle predette società, che sarebbero i maggiori responsabili delle malattie respiratorie di cui sono afflitti i bambini del Terzo Mondo, contro i 218 milioni spesi in vaccini contro malattie come il morbillo."

    nello stesso articolo si porta alla luce anche il fatto che la fondazione destinasse i fondi a multinazionali dei farmaci, quando nelle aree interessate la popolazione non riesce nemmeno a assumerli quei farmaci, per via dell'inanizione


    queste sono critiche che arrivano da medici e volontari che nelle aree del terzo mondo ci lavorano
    non+autenticato
  • incollo il blocco

    { backpatch picSize word }
    result := WriteData(scrapFile,scrapByte,2,@scrapWord);
    IF WScrapError(result) THEN GOTO 9;

    9: result := CloseFile(scrapFile);

    FlushVol(0);
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: pippo75
    > > incollo il blocco
    > >
    > >   { backpatch picSize word }
    > >   result :=
    > > WriteData(scrapFile,scrapByte,2,@scrapWord);
    > >   IF WScrapError(result) THEN GOTO 9;
    >
    > Ommioddio il Pasquale! Non sapevo si usasse per
    > software commerciali a quei
    > livelli.

    da wikipedia

    "è un linguaggio completo e potente, e soprattutto educa fin dall'inizio ad adottare un buono stile di programmazione e ad analizzare a fondo il problema prima di cominciare a scrivere il codice, cosa che rende i programmi Pascal più chiari e più facili da leggere."

    che coincide anche con quanto scritto nell'articolo

    "una cosa salta agli occhi: pur restando una lettura riservata agli addetti ai lavori, è evidente lo sforzo impiegato da Atkinson per cercare di rendere chiaro e scorrevole il tutto, in modo da garantire facilità di lettura e di intervento sul codice anche da parte di altri programmatori"
    non+autenticato
  • - Scritto da: bertuccia

    > "una cosa salta agli occhi: pur restando una
    > lettura riservata agli addetti ai lavori, è
    > evidente lo sforzo impiegato da Atkinson per
    > cercare di rendere chiaro e scorrevole il tutto,
    > in modo da garantire facilità di lettura e di
    > intervento sul codice anche da parte di altri
    > programmatori"

    Si, ma questa dovrebbe essere la norma, non l'eccezione.
    Se si usano linguaggi di alto livello, e' anche per rendere il proprio codice comprensibile a se' e agli altri.
  • L'uso del GOTO non è affatto "un'animalata".
    Viene usato comunemente, anche oggi, come strumento di supporto per l'error-checking, proprio come in questo caso. Se dai un'occhiata al codice del kernel linux, è pieno zeppo di GOTO... risulta utilissimo, se usato con cognizione di causa ovviamente.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Zoppo
    > > L'uso del GOTO non è affatto "un'animalata".
    > > Viene usato comunemente, anche oggi, come
    > > strumento di supporto per l'error-checking,
    >
    > Preferisco (e non solo io) il costrutto try ...
    > catch ... finally dei linguaggi evoluti
    >Sorride

    Il problema delle catch delle eccezioni e' che se vengono usate male, soprattutto in funzioni di basso livello, alcuni errori che dovrebbero emergere per essere loggati, vengono nascosti.

    Io preferisco essere io a gestire tutti gli errori, anche a costo di farmi due palle tante: e' piu' facile capire che cosa non funziona se l'errore viene gestito invece che nascosto.
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Comunque, con la switch nel corpo della catch se
    > un errore non viene gestito finisce nel ramo
    > 'default' della switch stessa, dove,
    > contestualmente a ciò che deve fare le funzione,
    > puoi decidere di rilanciare l'errore
    > eventualmente cambiandone tipo e
    > numero.

    Esatto, e qui casca l'asino.

    Perche' una infinita' di volte ho visto cose allucinanti, come la funzione che apre un file, che fa il catch solo del file not found, mentre tutto il resto finisce nel default e viene bellamente ignorato.

    Col risultato che se non ci sono i permessi per aprire il file, oppure in caso di disk full (e' capitato) non funzionava una fava e ci abbiamo messo ore per capire perche'!
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    > Se si è di fretta e non si ha tempo di enumerare
    > tutto il capitabile, si assume che se c'è catch,
    > l'azione è fallita, si rilancia l'errore tale
    > quale al chiamante che vedrà di capire cosa fare

    Esatto, se le cose fossero fatte per bene, la catch dovrebbe rilanciare l'errore al chiamante.
    E invece ogni troppo spesso queste funzioni di basso livello, messe a disposizione al chiamante, tutti gli errori non previsti li occultano.
    Uno di solito non va a vedere in queste funzioni considerate "libreria" perche' la "documentazione" delle stesse dice che il loro comportamento e' xxx.
    Poi il giorno che capita il casino e che la colpa e' TUA, vai a debuggare a fondo e ti rendi conto che quella chiamata non si comporta come dovrebbe, e allora vai a vederne il codice e tutto l'ufficio sente rimbombare le seguenti parole: "MA COME CA**O HA FATTO A FUNZIONARE FINO AD OGGI QUESTA ME**A?"

    Alloca senza testare la malloc(), apre il file senza testare la fopen(), e qualunque cosa succeda di diverso da quelle due ovvieta' previste, ignora e torna true!
  • ...è che è stato sviluppato in bianco e nero, ma quando uscì il Mac II a colori, MacPaint andava a colori.

    Alla Apple hanno sempre lavorato e lavorano le menti più geniali.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > ...è che è stato sviluppato in bianco e nero, ma
    > quando uscì il Mac II a colori, MacPaint andava a
    > colori.

    Se non sbaglio, la stessa cosa valeva per il GEM della Digital Research (più o meno dello stesso periodo).

    Anche il GEM è attualmente open source.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: ruppolo
    > > ...è che è stato sviluppato in bianco e nero, ma
    > > quando uscì il Mac II a colori, MacPaint andava
    > a
    > > colori.
    >
    > Se non sbaglio, la stessa cosa valeva per il GEM
    > della Digital Research (più o meno dello stesso
    > periodo).
    >
    > Anche il GEM è attualmente open source.

    GEM non è una applicazione, ma una specie di Windows 1. Tra l'altro bloccato da Apple per plagio, se non ricordo male (quindi nato dopo Mac OS).
    ruppolo
    33147
  • sì, ma tra tutti i fronted grafici all'inizio fu quello che ebbe più successo sul PC (e anche su Atari, sul quale era l'interfaccia standard), ed ebbe anche discreti programmi su PC, tipo Ventura Publisher (mamma com'era rigido!)
    Essendo così smaccatamente simile al mac era piacevolissimo all'uso e graficamente molto pulito. Per Atari vennero sviluppate delle serie di plugin che aggiungevano caratteristiche anche molto avanzate all'interfaccia.
    Del resto in quegli anni la Digital research faceva sempre cose molto interessanti.
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    Modificato dall' autore il 22 luglio 2010 08.22
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  • - Scritto da: LaNberto
    > tipo Ventura Publisher

    Oddio che hai tirato fuori, mi è scesa una lacrimuccia!Sorride
    Ciao
    --
    JackRackham
    non+autenticato
  • Non fu bloccato per plagio, ma dovettero modifiarne l'interfaccia (in GEM 3, invece di avere il look a finestre classico, si avevano due finestre aperte per default, una sopra e una sotto).

    Il GEM uscì dopo MacOS, ma prima di Windows (e rispetto a Windows, era migliore).

    Fu usato anche come GUI grafica per gli atari ST (computer che avevano caratteristiche intermedie tra un Mac e un Amiga: basati sempre sul processore M68000, e costavano meno dei loro diretti concorrenti): lo sviluppo degli atari ST fu guidato da Jack Tramiel (ideatore del Commodore 64: quando dalla Commodore passò alla Atari, iniziò il declino della Commodore stessa)
    non+autenticato
  • Ho usato l'Atari St per molti anni con profitto. Aveva una serie di programmi professionali per l'impaginazione e la grafica vettoriale favolosi.
    Mi fa un po' di nostalgia questa cosa...
  • Del resto, Tramiel era un genio. Se la Commodore è fallita, è perchè lui se ne era andato.
    non+autenticato
  • Mah...la Commodore è fallita 10 anni dopo la dipartita di Tramiel..Probabilmente sarebbe fallita lo stesso (come anche l'Atari come produttore di computer), ma di certo non in quel modo...
    non+autenticato
  • Qui invece a favore di mac parlano le menti meno geniali. Che peccato.
    non+autenticato
  • Che bell'insulto gratuito.
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