Cardinale attacca la posizione di Telecom

Parla di posizione dominante e di gestione monopolistica il ministro che pare aver scoperto di essere il titolare del dicastero delle Comunicazioni. Parla di Telecom, UMTS e televisione digitale

Cardinale attacca la posizione di TelecomRoma - Salvatore Cardinale ha affermato ieri che per quanto riguarda Telecom Italia e il mercato si è di fronte ad una "gestione monopolistica". "In Italia, ha detto Cardinale, la competitività è limitata perché si basa sull'obbligo dell'interconnessione che Telecom deve offrire sulla sua rete agli operatori nuovi". Al di là del contesto in cui l'ha detto, un affollato convegnone milanese su e-Europe, Cardinale pare aver con queste e altre dichiarazioni "cambiato rotta", decidendo di prendere una posizione addirittura chiara sul complicatissimo mercato delle telecomunicazioni italiane.

Il ministro, parlando della questione "ultimo miglio", ha detto che si tratta di "un tratto di linea che appartiene alla Telecom. Dovremo trovare un modo per uscirne al più presto perché si arrivi ad una vera liberalizzazione entro l'anno". E ha avvertito che a Bruxelles "credo si stia preparando una raccomandazione per spingere sull'acceleratore". Sul tema, il Ministro ha anche detto che non si può sperare di attivare una competizione "se non c'è la possibilità da parte degli altri operatori di offrire il servizio dei servizi, cioè internet, che attira gli investimenti; è chiaro che se devo passare da Telecom come operatore ho qualche limite e allora si deve spingere perché ci sia una vera competizione".

La questione "ultimo miglio" è centrale, perché riguarda la possibilità per gli altri operatori di arrivare o meno "in casa" dei propri abbonati. Per l'ultimo tratto di linea, Telecom ha previsto tariffe di "affitto" che gli altri operatori, Tele2 e Infostrada hanno vivacemente contestato. Secondo Rocco Sabelli, responsabile del mercato Italia di Telecom, la questione ultimo miglio "rimane un problema irrisolto. In discussione non è la cessione dell'affitto dell'ultimo miglio a nuovi soggetti ma le condizioni di riequilibrio del deficit sull'accesso". Espressione, quest'ultima, che segnala il problema centrale di Telecom: cosa accadrà quando molti utenti sceglieranno di usare per qualsiasi chiamata gli altri operatori? In questo caso Telecom rischia tutto, canone compreso.. Ma siamo, appunto in alto mare.