Mauro Vecchio

DDL Intercettazioni, revisione in vista?

Il presidente della Commissione Giustizia alla Camera si è detto disponibile a modificare l'articolo 1 comma 29, a patto che ci sia intesa con il governo. Mentre un onorevole UDC non vuole una zona franca per i blogger

Roma - C'è disponibilità, da parte del presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, a rivedere i termini dell'articolo 1 comma 29 del DDL Intercettazioni. Modifiche che dovrebbero però essere pensate insieme al governo, per regolamentare in altra maniera la tempistica a disposizione di redazioni e blogger per adempiere al cosiddetto obbligo di rettifica.

"Io e il governo siamo disponibili a verificare l'opportunità di modificare quella parte", ha spiegato Bongiorno, che proprio di recente aveva bocciato le proposte del deputato del Popolo delle Libertà (PdL) Roberto Cassinelli. Il suo emendamento era infatti stato ritenuto inammissibile dalla Commissione di Giustizia, in base all'articolo 70 comma 2 dello stesso regolamento della Camera.

Nel frattempo, la Commissione Trasporti e Comunicazione presieduta dall'onorevole Mario Valducci (PdL) ha pubblicato il suo resoconto dell'esame del DDL Intercettazioni, esprimendo parere favorevole sul testo pervenutole proprio dalla Commissione di Giustizia. "Occorre ribadire l'esigenza che l'obbligo di rettifica, di cui all'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, come modificato dal comma 29 dell'articolo 1 del disegno di legge in esame, sia riferito esclusivamente ai giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all'obbligo di registrazione di cui all'articolo 5 della citata legge n. 47 del 1948".
Il parere favorevole è stato dunque espresso con la seguente condizione: "alla lettera a del comma 29 dell'articolo 1, capoverso, sostituire le parole ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica con le seguenti: che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all'obbligo di registrazione di cui all'articolo 5".

L'onorevole Pier Ferdinando Casini (UDC), da parte sua, ha ricordato come debba essere fatta distinzione tra testate giornalistiche online e blogger. "Non possiamo in nessun modo avallare una legge che rischia di determinare l'auto-censura di chi teme di urtare i poteri forti - ha scritto Casini sul suo sito ufficiale - È proprio grazie ai blogger e alla Rete, infatti, che oggi viene prodotta un'informazione libera, un giornalismo d'inchiesta e d'opinione che spesso non trova spazio nei media tradizionali".

Non dello stesso avviso l'onorevole Amedeo Ciccanti (UDC): "Non capisco perché nel nuovo testo della legge sulle intercettazioni i blogger debbano avere una zona franca penale e non debbano, invece, soggiacere come tutti gli altri operatori dell'informazione alle stesse regole di salvaguardia della tutela della privacy".

Mauro Vecchio
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