La BSA colpisce i privati

Ormai non solo le aziende ma anche i singoli utenti sono nel mirino degli industriali del software che vogliono bastonare chi usa internet per scambiarsi materiale protetto

New York (USA) - La Business Software Alliance (BSA) ha colpito 25 persone per essersi scambiati file di software protetto da copyright online e la notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo. Perché pare iniziata una nuova fase della lotta alla pirateria.

L'associazione delle multinazionali del software gode di ampie possibilità di azione negli Stati Uniti e da qualche tempo anche in Europa: leggi specifiche le hanno consentito di arrivare là dove prima non aveva ancora voluto spingersi. E dopo le minacce alle aziende che utilizzano software pirata, l'associazione ha deciso di colpire i singoli individui.

In questo caso si tratta di 25 persone che sfruttavano un canale di IRC piuttosto esplicito: "warez4cable". Gli ispettori della BSA con la collaborazione dei provider non ci hanno quindi messo molto a individuare chi sfruttando quella chat room si passava codici software pirata. Al centro soprattutto i crack, i programmini utilizzati per disabilitare le difese dei programmi e consentirne l'uso senza l'acquisto..
Ai reporter di Ziff-Davis il vicepresidente dell'enforcement della BSA, Bob Kruger, ha detto: "credo che queste denunce aprano una nuova strada. Certamente si tratta dell'azione più aggressiva che finora abbiamo mai condotto su questo fronte". Poi ha sostenuto che "se si consente alla pirateria di diffondersi senza limiti allora si fa passare l'idea che poiché la tecnologia mi consente di fare una certa cosa, quella cosa diventa legale. Non si tratta soltanto di un piccolo gruppo di persone che si scambiava programmi".