Claudio Tamburrino

Oracle, Washington si sente tradita

Il Dipartimento di Giustizia si unisce all'accusa avviata da un ex-dipendente. In ballo sconti mai effettuati sulle tariffe per i software e i servizi dell'azienda di Larry Ellison erogati agli enti federali

Roma - Il caso aperto a giugno nei confronti di Oracle, che siede sul banco degli imputati per frode ai danni di enti statunitensi di cui era fornitore, si estende.

Il Dipartimento di Giustizia, infatti, si è inserita nel procedimento legale avviato pochi mesi fa dall'ex direttore dei contratti Oracle Paul Frascella, che accusa ora l'ex datore di lavoro di non applicare ai clienti statali gli sconti erogati ai privati.

Secondo i contratti stipulati tra le parti tra il 1998 e il 2006, Oracle avrebbe dovuto aggiornare il Governo sugli sconti e le pratiche commerciali offerte ai clienti commerciali e offrire a Washington le medesime condizioni. Al contrario l'azienda avrebbe nascosto le sue promozioni e offerto al cliente statale termini sicuramente inferiori a quelli a favore degli altri clienti privati.
Tony West, assistente procuratore generale del Dipartimento, ha dichiarato di prendere "molto sul serio le accuse secondo cui un'azienda sotto contratto con il Governo possa aver adottato comportamenti disonesti", provocando così anche un danno ai contribuenti.

Washington in caso di vittoria della causa si potrebbe veder riconosciuto un risarcimento pari a tre volte il danno subito (Frascella parla di "decine di milioni di dollari"), più una penale compresa tra i 5,500 e gli 11 mila dollari.

Claudio Tamburrino
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