Alfonso Maruccia

NASA, nuove missioni verso Marte, Venere

L'agenzia spaziale statunitense pronta a inviare sonde, robot e astronauti sui due pianeti rocciosi più vicini. Nel mentre deve risolvere i problemi di un rover azzoppato e dei sistemi di raffreddamento della stazione spaziale internazionale

Roma - Come se la passa Spirit, il rover marziano con due ruote malfunzionanti costretto ad affrontare il rigido inverno del Pianeta Rosso in condizioni non ottimali? Il Controllo di Missione al JPL di Pasadena è in apprensione, perché Spirit non risponde al tentativo di comunicazione messo in atto da NASA mentre le condizioni atmosferiche sono al momento le più rigide dell'anno marziano.

Spirit deve affrontare una temperatura che raggiunge i -55 gradi Celsius, senza che gli scienziati NASA abbiano piena consapevolezza delle residue energie incamerate dai pannelli solari del rover: la scorsa settimana i responsabili della missione hanno inviato un segnale a Spirit, e il rover avrebbe dovuto rispondere con un singolo beep.

Ma quel beep non è arrivato, e ora al JPL sono in apprensione per le sorti ultime della sonda. Potrebbe davvero essere arrivata la fine per Spirit, proprio mentre i ricercatori analizzano il suolo marziano e identificano nuove zone sul pianeta da studiare per la presenza di eventuali residui fossilizzati di antiche forme di vita.
La zona in questione si chiama Nili Fossae ed è ricca di rocce di argilla e minerali, una configurazione che ricorda molto da vicino la zona East Pilbara in Australia dove sono state rinvenute le rocce di superficie più antiche del pianeta Terra.

Ma gli scienziati NASA non pensano solo a Marte e propongono nuove missioni in direzione di Venere, il "gemello diverso" della Terra la cui atmosfera potrebbe presto popolarsi di sonde, robot e persino vascelli con tanto di astronauti alla ricerca di nuove scoperte sulle violentissime condizioni atmosferiche del secondo pianeta del Sistema Solare.

Ma prima che NASA parta in direzione di Venere c'è da sistemare l'impianto di refrigerazione sulla Stazione Spaziale Internazionale, malfunzionante a causa di un picco di potenza che ha provocato lo spegnimento di una parte del sistema. La truppa di astronauti presente a bordo non è attualmente in pericolo di vita, rassicurano dall'agenzia statunitense, ma per sistemare il problema occorreranno probabilmente alcune "passeggiate spaziali" nel corso della settimana.

Alfonso Maruccia
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