Mauro Vecchio

Musica, streaming e nuvole

Il servizio eMusic starebbe imboccando la strada del cloud, quasi certo del benestare delle major. Mentre Rdio apre i battenti negli USA e in Canada, con un nuovo servizio social. Nel frattempo, Apple medita sul video streaming

Roma - Si tratta di una strategia ancora avvolta nel mistero, che il nuovo CEO del servizio di streaming musicale eMusic Adam Klein avrebbe intenzione di portare a compimento entro l'anno 2011. Un servizio che dovrebbe funzionare come un cassetto, grazie ad un archivio remoto che permetterebbe agli utenti del servizio statunitense di giungere nell'alto dei cieli della musica mobile.

Una strategia in the cloud, che dovrebbe portare gli attuali 375mila abbonati di eMusic ad ascoltare i brani acquistati sia da PC che dai principali dispositivi mobili, tra cui iPhone. Un servizio tuttora avvolto nell'ombra, con il nuovo CEO Klein ancora insicuro sull'eventuale pagamento di una cifra addizionale per ascoltare musica in streaming in ogni dove.

E Klein ha mostrato sicurezza sul fatto che le major non richiederanno il pagamento di royalty aggiuntive per il servizio in the cloud. eMusic, partito come piattaforma per aficionados dell'indie, ha siglato accordi negli ultimi due anni con Warner Music Group e Sony. La sua attuale offerta principale è un abbonamento mensile al costo di 12 dollari, per il downloading di 24 brani in formato mp3.
Nel frattempo, il servizio musicale web based Rdio - fondato dai due co-founder di Skype e Kazaa Janus Friis e Niklas Zennström - ha annunciato l'apertura ufficiale delle sue porte online in terra statunitense e canadese. Precedentemente in beta privata, Rdio sarà disponibile per ambienti Mac e Windows, con applicazioni per iPhone, Android e BlackBerry.

Rdio permetterà ai suoi utenti lo streaming da PC dietro pagamento di un abbonamento mensile di 5 dollari. Cifra raddoppiata se l'utente vorrà trasferire i brani acquistati sul proprio smartphone. L'archivio offre attualmente 7 milioni di brani e un nuovo servizio social che permette all'utente di scoprire nuovi artisti e di ottenere suggerimenti su nuove preferenze musicali.

Sembra poi che Apple stia per ora accantonando la sua strategia d'entrata nella nuvola, alle prese con accordi di licensing con le principali sorelle del disco. Il team ereditato dopo la chiusura di Lala sarebbe al lavoro su un servizio di video streaming che dovrebbe per ora sostituire quello in the cloud. Gli utenti di iTunes aspettano al varco.

Mauro Vecchio
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