RIAA colpisce, diffida e sbaglia

Il naso elettronico dei discografici si infila anche dove non deve e fa partire lettere agghiaccianti contro legittimi operatori web. Era già successo, ora è accaduto di nuovo. Tardive le scuse

Roma - Nel 2000 la RIAA ha inviato lettere di diffida a utenti e imprese web 7.471 volte, numero che negli anni è andato crescendo esponenzialmente. Ma le lettere di diffida per la detenzione e distribuzione via internet di file protetti da copyright è ora capitato che siano state mandate a persone del tutto estranee ai fatti ascritti.

Questo incidente, piuttosto pesante sul piano delle pubbliche relazioni per l'associazione dei discografici, sarebbe dovuto secondo la RIAA agli errori di un non identificato "lavoratore temporaneo". Sarebbe costui ad aver individuato erroneamente certi file e aver provveduto a spedire le minacciose lettere, quelle che in tanti conoscono bene e che chiedono a chi le riceve di cessare immediatamente le proprie attività in base al Digital Millennium Copyright Act, l'equivalente americano della direttiva europea sul copyright EUCD.

L'associazione ha dato in pasto alla stampa la vicenda di questo lavoratore, di cui non ha però voluto fare il nome, anche per cercare di tamponare le critiche a cui si è esposta con la sua azione.
Il sistemone elettronico della RIAA, che scruta il web a caccia di file illecitamente distribuiti, evidentemente drogato da questo dipendente, ha individuato una 20ina di situazioni illecite e altrettante lettere di diffida sono state quindi inviate. Invii per i quali ora la RIAA si scusa ufficialmente.

Tra i "colpiti" dall'azione dell'associazione vi sono entità come il dipartimento di Astronomia e Astrofisica dell'Università Penn State: quando è arrivata la lettera si era nel bel mezzo degli esami finali del semestre. Nessun file illegale, però, al contrario di quanto dichiarato dalla lettera RIAA era contenuto sul server del dipartimento. A quanto pare il "naso elettronico" dell'associazione ha attribuito ad un artista, Usher, un file mp3 chiamato "uhser.mp3" che, però, non conteneva alcunché di illegale...

Caso molto più clamoroso è l'invio della lettera al provider Speakeasy che ospita il sito Amigascne.org. Basta leggere il testo della lettera per rendersi conto del fiuto del naso elettronico RIAA: "Il sito offre all'incirca 0 file per il download. Molti di questi file contengono registrazioni che appartengono alle imprese nostre associate, incluse canzoni di artisti come Creed". Zero file, molte violazioni.
TAG: mondo
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