Claudio Tamburrino

Apple non brevetta le applicazioni altrui

Tanto rumore per nulla: nessuna applicazione rubata, ma solo un esempio. D'altronde la descrizione contenuta in un brevetto non è parte sostanziale di esso. Tutti vissero felici e contenti

Roma - Quella che appariva come una gaffe da parte di Apple, che sembrava voler brevettare un'app dedicata ai viaggi esattamente identica ad una già presentata da uno sviluppatore terzo sul suo store nel 2008, sarebbe invece nient'altro che un malinteso.

FutureTap, lo sviluppatore autore dell'app chiamata in ballo dal brevetto depositato da Cupertino, ha spiegato che nella domanda di privativa di Apple non si può rintracciare alcuna caratteristica riconducibile all'applicazione in ballo Where To?: il metodo in esso rivendicato, invece, riguarda un sistema di notifiche e spegnimenti e accensioni automatici dell'app in base alle tappe del viaggio programmato.

La confusione è stata creata dal fatto che nella descrizione dell'invenzione, in cui si parla anche del contesto in cui si inserisce e che in nessun caso è parte valevole di un brevetto (ma ha solo valore - appunto - descrittivo, tale che non possa neanche essere addotto in un processo come prova della portata delle rivendicazioni che sono la parte sostanziale del titolo rilasciato), è stata inserita una figura dell'applicazione di FutureTap.
FutureTap ha fatto sapere di sentirsi onorata della citazione.

Claudio Tamburrino
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