Insieme per lo storage del futuro

Hitachi, Seagate e Western Digital formano una joint venture per definire la prossima generazione di hard disk. Ma le alleanze non finiscono qui

Roma - Dopo aver lottato per anni tra loro, in una sorta di corsa agli armamenti basata su strategie di attacco radicalmente diverse, Hitachi, Seagate e Western Digital hanno ora deciso di unire le forze e formare un gruppo di ricerca, battezzato Storage Technology Alliance, che si occuperà di definire una roadmap per la tecnologia da adottare con la memoria di massa di domani.

A vigilare sull'operato del consorzio troviamo IDEMA, l'associazione commerciale per l'industria della memorizzazione dei dati, che promuove già da tempo una transizione più indolore possibile verso il formato Advanced 4K per gli hard disk e per tutte le parti hardware e software che interagiscono con lui.

Oltre ad un aumento della capacità per pollice quadrato, che permetterebbe di usare piatti ancora più piccoli, si punta ovviamente alla riduzione del consumo energetico degli HDD e al ridimensionamento dei prezzi: gonfiati proprio dalla competizione tra produttori.
Strada facendo, le tre società sperano infatti di estendere il dibattito a costruttori del calibro di TDK, Fuji e Texas Instruments, che realizzano componenti altrettanto fondamentali per la vita del disco rigido, e coinvolgere anche altri colossi come Samsung e Toshiba già associati a IDEMA da tempo. Una volta che le linee guida saranno impostate, verranno poi formati dei gruppi ricerca che lavoreranno a braccetto con le università.

Anche se la portata di questo progetto non ha precedenti, non è la prima volta che assistiamo a partnership di questo tipo, alleanze strategiche pensate per preparare alla next-generation l'industria informatica e i suoi consumatori. Sperimentare, diversificare e non rimanere scoperti in nessun campo.

All'inizio del mese Seagate e Samsung si erano ad esempio già alleate per pianificare un futuro parallelo che ipotizza invece il declino degli hard disk "ordinari", con l'impiego dei soli drive a stato solido, realizzati con le memorie flash SSD. Tecnologia attualmente molto costosa ma indubbiamente intrigante.
Nonostante gli sforzi congiunti, il limite fisico del classico storage magnetico potrebbe del resto arrivare al temuto punto di rottura: stabilire quale stile di memorizzazione portare avanti sarà sicuramente la prima e importante decisione che lo Storage Technology Alliance dovrà prendere.

Roberto Pulito
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