Botta-Risposta/ EUCD e balzelli sui CD

Pubblichiamo due interventi sulla campagna ASMI, la posizione di dirittodautore.it e le contestazioni alle nuove misure imposte dal recepimento della direttiva europea sul copyright

Dopo la pubblicazione di ieri della posizione di Dirittodautore.it sulla campagna dell'ASMI contro i balzelli sui CD abbiamo ricevuto diverse segnalazioni. Tra queste proponiamo un botta e risposta tra un lettore e un responsabile dell'associazione sul diritto d'autore

"Egregio signor Bellantoni, sono un semplice utente, non faccio parte nè della ASMI nè di altre associazioni, ma ho idee precise circa la nuova legge sul diritto d'autore, e la vostra critica, citata da punto-informatico, alla campagna informativa ASMI mi ha fatto sentire il dovere di rispondervi.

Credo che utilizzare la scusa del diritto alla copia privata per giustificare quelli che sono a tutti gli effetti dei balzelli ingiustificati sia solo una foglia di fico, troppo piccola per nascondere la vergogna di una legge iniqua. Se il problema fosse stato solamente la copia privata sarebbe bastata molto più semplicemente una legge che obbliga i produttori a fornire una copia del software a chi esibisca regolare licenza o del cd musicale a chi esibisca ad un punto vendita la copertina originale (basterebbe vidimare la copertina per renderla inutilizzabile una seconda volta).
Tra l'altro le ricordo, perchè lei dimentica di dirlo, che la copia è comunque vietata ove per realizzarla si debbano aggirare i sistemi anticopia. Mi spiega, in questo caso, come dovrei agire per avere la copia a cui ho diritto?

Qui il problema è ben diverso, qui si continua a dire che il balzello è giusto perchè tutti copiano. Insomma, fino a ieri per la legge italiana eravamo tutti innocenti fino a prova contraria, ora siamo a priori tutti colpevoli di eseguire copie illecite.
Ma allora, perchè non imporre a tutti una bella multa elargita dal fisco per compensare l'evasione fiscale perpetrata da tanta gente? Tanto prima o poi il fisco lo evadiamo tutti! Perchè non vietare la vendita e l'utilizzo dei coltelli da cucina, dal momento che potrebbero essere utilizzati per commettere un omicidio (vedi divieto di studiare sistemi di superamento delle protezioni)?

Secondo quanto lei dice io pago una tassa per avere il diritto di fare una copia privata dei programmi da me regolarmente acquistati. Ok, io non possiedo tali programmi, perchè utilizzo linux, scarico programmi open source dalla rete e voglio farmi copie di backup del mio disco rigido. Quindi cosa faccio? Chiedo alla SIAE di rimborsarmi quanto ingiustamente pagato? Oppure, a questo punto, dal momento che io i diritti d'autore li pago già sul cd vergine, dovrei poter copiare legalmente ciò che voglio.
Ma io non voglio arrivare a questo, io voglio solamente che una volta tanto il legislatore si preoccupi dei diritti degli utenti e non solo di quelli delle società, che sempre più sono autorizzate a fare ciò che vogliono, a vendere cd musicali a prezzi scandalosi e lamentarsi che il calo delle vendite è per colpa della pirateria come lei stesso afferma, e a tartassare noi utenti che abbiamo solo l'unico diritto (o dovere, ormai?) di farci spremere come limoni per gonfiare le tasche di qualcuno.

Il fatto poi che altri paesi europei stiano imponendo la stessa tassa non significa necessariamente che siamo nel giusto. La Finlandia, che è all'avanguardia nelle tecnologie e nella cultura digitale, i balzelli si è rifiutata di applicarli. Il giorno che andrò in vacanza a visitare la Finlandia farò incetta di cd vergini.

A proposito di diritto d'autore, visto che voi lo difendete fermamente, e su questo sono totalmente d'accordo con voi, vi invito ad andare a vedere sul sito www.boycott-riaa.com/facts/facts.php. E' vero, sono faziosi e di parte, e io a questo punto le apparirò sovversivo (utilizzo linux e visito questi siti!), ma è molto interessante notare come la RIAA, così preoccupata nelle sue dichiarazioni pubbliche di difendere i diritti dei suoi artisti di essere remunerati, si sia "dimenticata" di dare loro le royalties derivanti dalla multa di 158 milioni di dollari data a mp3.com, o come non dia un centesimo di quanto ricavato dalla "tassa" sui supporti vergini (lo ha detto la stessa RIAA, non c'è bisogno di inventare nulla).

Oggi si rischia di più copiando un cd che rubando in casa a qualcuno. Le sembra ancora una legge giusta? Un tempo io compravo 20-30 cd musicali all'anno. Ne ho oltre 300, ma da tre anni ne compro al massimo 2 o 3, come mia personale protesta contro la politica dei prezzi e l'atteggiamento persecutorio verso gli utenti. Credo che più d'uno stia facendo come me, e credo che lo stiano facendo proprio coloro che, come me, un tempo compravano molta musica. Non perchè ora copiano, ma perchè sono delusi e disgustati.

Forse questo spiega il calo delle vendite di cd, e forse lo spiega anche l'immagine ormai pessima che le major discografiche (e non solo discografiche) hanno presso gli utenti più informati. Io credo che una bella riflessione su questo fatto non ci starebbe male.

distinti saluti
Giulio Daprelà

Di seguito la risposta di Raimondo Bellantoni di Dirittodautore.it
106 Commenti alla Notizia Botta-Risposta/ EUCD e balzelli sui CD
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  • Scusate la volgare uscita ma, al pari dei vari ribbon che in passato hanno segnato i movimenti su internet che ne direste di rendere visibile in qualche modo la nostra protesta?
    Non parlo di aprire un sito, ce ne sono già troppi, parlo di fare un logo, da usare come adesivo o come immagine da mettere a piede delle pagine web e da usare come "tacita protesta".
    Sicuramente non cambierà nulla, come nulla cambierebbe comunque ma la possibilità PESANTE di far sentire il proprio dissenso è qualcosa che sicuramente vale la pena di fare.
    non+autenticato
  • Sarebbe proprio una bella idea!

    Per i siti che dici che ce ne sono tanti me ne potresti indicare qualcuno?
    non+autenticato
  • Ogni tanto penso di essere in un mondo di gente che non vuol parlare come mangia:

    > I nostri obiettivi sono diffondere la conoscenza del diritto d'autore e la difesa dello stesso in quanto lo riteniamo essenziale per il progresso culturale e sociale del paese. Non credo che difendere i diritti degli autori debba o possa essere considerata una attività alla stregua del sostenimento degli interessi economici delle major o delle collecting societies.

    Beh, voi lo fate per gli Autori, ma il problema è come per il petrolio... ok, serve... ok, lo dobbiamo pagare... dove sta scritto che dobbiamo però accontentare tutti i vizi di tanta gente che ci guarda dall'alto in basso?
    Lo stato, GLI stati devono tutelare i diritti di TUTTI i cittadini, non di una ristretta minoranza; l'averci imposto un diritto d'autore è ovvio, l'averci costretto a pagare gabelle senza giustificazione socio-economico-morale no.

    > Secondo: l'attuale scenario economico e normativo relativo ai diritti degli autori non deve essere considerato un punto di arrivo, ma un punto di partenza per ottenere un equilibrio e un contemperamento degli interessi di tutte le parti in causa includendo tra queste, assolutamente, l'utente finale.

    E parliamo di equilibrio. Vista la situazione attuale dovreste TOGLIERE qualche diritto che è stato arrogato agli autori/editori... ricordate la situazione in America della Disney nei confronti di quelli che oramai sono quasi "partimoni dell'umanità", 'quasi' perchè per inesplicabili motivi i copyright su cose strane (Biancaneve? Pinocchio?) sembrano sempreterni...

    > Che la situazione attuale sia ancora lontana dal raggiungimento del suddetto punto di equilibrio è palese come è altrettanto evidente che il processo non può essere istantaneo e richiederà emendamenti continui.

    Punto di equilibrio in 3 fasi:
    1. Quanto avete
    2. Quanto vi rimane
    3. Datecelo
    PS: avete intenzione di farci pagare pure degli extra se usiamo i supporti oltre un limite consentito di, diciamo, 20 ascolti mensili ?

    > L'adeguamento del compenso per la copia privata è uno dei passi di questo lungo cammino.

    Davvero ? Sono più di 50 anni che gli autori vengono lautamente ricompensati per la loro musica e dopo 50 anni non avevate ancora trovato la soluzione ? what's next ? una tantum di 100 euro all'anno a mo'di canone per poter ascoltare la gente che fischietta per strada ?

    > Terzo: anche Dirittodautore.it è molto critica nei confronti dell'apposizione, all'interno dei CD musicali, di protezioni atte a impedire la copia digitale: dato che si paga un compenso sui supporti digitali, la copia privata deve essere permessa anche digitalmente.

    Non mi sembra di aver visto gente nei cortei o scioperi di alcun tipo...

    > Quarto: crediamo che l'abbattimento dell'IVA sul prodotto musicale/ audiovideo debba essere preso seriamente in considerazione come mezzo per poter operare un riequilibrio della attuale situazione e per questo ci stiamo battendo.

    Abbattimento dell'IVA lo posso capire sulla musica "pubblica", ovvero quella non protetta dai copyright in quanto dichiarabile come bene universale etc etc... ma cercare di indorare la pillola al popolo dicendo che i prezzi scenderanno abbattendo l'IVA è uno sconcio... non è tanto lo stato quanto il produttore che deve rivedere al ribasso i prezzi.
    Cercando la Carmina Burana (testo del 1300, musiche di Carl Orff, non esattamente recenti) ho visto un prezzo di 20 euro... senza IVA sono 16.67 euro... servono tutti per stampare il CD?

    > Quinto: il termine utilizzato dalla norma oggetto della polemica parla di equo compenso. Rifacciamoci quindi al concetto di equità che è "la virtù che consente l'attribuzione o il riconoscimento di ciò che spetta al singolo in base a una interpretazione umana e non letterale della giustizia". Il compenso per la copia privata costituisce quindi un compromesso per evitare di gravare in modo pesante su una delle parti coinvolte nel processo.

    "Gravare" ? Se non volete che si "gravi" mettete questi 30 centesimi in più sui supporti in vendita e, scusando il letterale toscano "levatevi di'ulo"...

    > Sesto: apprezzo il suo sforzo per prospettare nuove soluzioni per risolvere il problema della copia privata, ma quelle suggerite mi paiono poco praticabili.

    La piu praticabile era quella...

    E poi diciamocelo che molte panzane le andate dicendo per coprire degli sconci veri e propri... il prezzo delle sale di registrazione e la retribuzione del personale del suono e delle attrezzature sono ammortizzabili per le prime e fissi per i secondi...
    ...a questo punto vorrei sapere dove sono le spese visto che un CD audio di Pavarotti è uguale sia in Russia che in Italia... sono 25-30 euro di cosa? di editing del booklet?
    non+autenticato
  • >P.S: Io e l'avv. d'Ammassa (presidente di Dirittodautore.it, ndr) >siamo anche entrambi "piccoli" autori (in campo musicale per >giunta) e dal momento che si sta sviluppando la collana >editoriale dell'associazione, da poco anche editori, riteniamo >per ciò di avere un punto di osservazione privilegiato che >speriamo ci aiuterà a mantenere una posizione il più possibile >obiettiva.

    Tratto da un editoriale:
    "...
    la SIAE si sente un po' in colpa perchè guadagna miliardi senza fare nulla per incentivare i giovani, continuando invece a promuovere i "big", per usare un termine da Sanremo. Soluzione che verrebbe in mente:erasiamola, sostiuendola con un ente senza scopo di lucro coordinato dagli stessi artisti. Com'è possibile che la risposta italiana a queste preoccupazioni sia stata: aumentare il prezzo dei lettori, aumentare il prezzo dei masterizzatori, aumentare il prezzo dei supporti, aumentare lo stipendio della SIAE, rimane solo una cosa che non capisco e che mi fa arrabbiare.
    ..."
    Io questa sera vado ad ascoltare "Bruco", un mio amico che suona dal vivo in un locale qui dalle mie parti. Almeno so che parte dell'incasso andrà direttamente a lui...
    http://www.z-80.com/

    Ciao.
  • E' inutile menare il can per l'aia.
    Queste sono le avvisaglie di una guerra.

    Non mi riferisco solo allo specifico problema trattato nella botta/risposta (una cosa ignobile, se posso dire la mia), mi riferisco anche al free software e alle libertà digitali in genere. Chi vuole intendere intenda.

    Una grande guerra tra la Gente Comune e le majors / corporations / riaa / siae / ladri-vari-ed-assortiti.
    Le guerre di questo tipo sui libri di storia le chiamano Rivoluzioni.

    Sono contento di vivere in questo periodo storico, perché ben presto avrò modo di lottare per un mondo migliore, ben più di quanto abbiano avuto modo di fare altre generazioni.

    Chiaramente mi auguro che questa Rivoluzione finisca come è finita quella Francese, o almeno come è finito il film citato in oggetto.

    Saluti.
  • Visto che in Finlandia e Spagna non ho tasse, comprerò i cd via internet e me li faccio spedire. Meglio soldi dati alle società di spedizioni che alla siae.

    Avete letto il servizio (disponibile su internet) fatto da 'report' della rai? http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82
    non+autenticato
  • Ma esiste un sito in italia di boicottaggio Siae?

    Mi riferisco a uno "serio" che non dica semplicemente "Masterizziamo l'impossibile in barba alla Siaeeee"
    non+autenticato
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