Claudio Tamburrino

Germania, la privacy del lavoratore Ŕ sacra

Un disegno di legge per garantire i candidati rispetto ai datori di lavoro curiosi. Profili di Facebook off limits. E in ogni caso, gli errori di giovent¨ non saranno tenuti in redazione. ╚ la legge sul diritto all'oblio?

Roma - Privacy e Germania: un connubio che, dalle ultime vicende, appare indissolubile. A rinforzare questa convinzione le ultime iniziative del legislatore tedesco a tutela del privato dell'impiegato.

Un nuovo disegno di legge al vaglio in Germania, infatti, proibirebbe al datore di lavoro di controllare i candidati ad una posizione aperta dando un'occhiata alla loro pagina Facebook, o ad altri social network non specificatamente orientati alla divulgazione di curriculum (come LinedIn o Xing).

Ancora possibile, invece, cercare su Google informazioni sulla persona da assumere: in ogni caso, tuttavia, non dovrebbero essere valutate le informazioni troppo vecchie e quelle non direttamente controllabili dal candidato. Da verificare, una volta che la legge sarà applicata, come verranno considerate gli status update (o le foto) di Facebook et similia indicizzate dal motore di ricerca o come verrà verificato l'eventuale utilizzo di informazioni teoricamente proibite.
La proposta di legge, avanzata dal Ministro degli interni Thomas de Maiziere, dovrebbe essere votata mercoledì. Oltre a queste disposizioni la proposta disporrebbe anche i confini della videosorveglianza (ribadendo, per esempio, la proibizione di videocamere in bagni, camerini e stanze da letto), le situazioni in cui possono essere richiesti esami medici in ambito lavorativo e le condizioni a cui sono sottoposte le misure di tecnocontrollo sull'ambiente di lavoro.

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia Germania, la privacy del lavoratore Ŕ sacra
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  • Facebook è diventato una fissazione per tutti. Anche per chi lo evita.
    Al punto cho nessuno ha notato che in quel disegno di legge c'è qualcosa che avrebbe un impatto molto maggiore:
    non dovrebbero essere valutate le informazioni troppo vecchie e quelle non direttamente controllabili dal candidato.

    Sempre più il posto di lavoro di una persona dipende da informazioni raccolte da altri. Informazioni di cui il diretto interessato non sa niente e da cui è impossibile difendersi.
    Questo in Italia ancora non ha un grande impatto perchè per cercare un candidato non ci si affida tanto spesso ad una società specializzata di selezione e ricerca del personale. Però queste società arriveranno pure qui, con i loro database e canali di informazione privati.
    guast
    1319
  • E' evidente che una legge del genere ha solamente un valore educativo e di "principio".
    Ovvio che non c'è modo di impedire ad un datore di lavoro di cercare informazioni su Interner, ed è altrettanto ovvio che è quasi impossibile dimostrare in sede giudiziaria che l'abbia fatto.
    Ma non dovete sottovalutare il messaggio implicito: un governo autorevole, del quale magari i tedeschi si fidano, dice che non va fatto. Pone quindi dei paletti etici come è giusto che sia. Se questa legge serve a far riflettere le persone sul problema, è già un ottimo risultato.
    non+autenticato
  • No.
    Non è evidente per niente.
    Magari questa legge non è destinata al padrone dell'aziendina italiana che assume chi gli è stato segnalato dal cuggino e controlla tutti di persona anche cercando su Facebook.
    Questa legge è destinata alle grandi aziende che utilizzano nei reparti delle risorse umane grupponi di impiegati sottopagati per setacciare Facebook a tappeto.
    Questa legge è destinata a quelle aziende che mettono su grandi database con tutte le informazioni che riescono a raccattare sulle persone e poi le incrociano con i dati di Facebook.
    guast
    1319
  • In Italia ci manca solo questa legge.
    Siamo speciali nel chiedere le garanzie che possono stare solo sulla carta.

    Un aiuto al legislatore ..
    Ecco come dovrebbe essere strutturata.

    Quando a mio insindacabile giudizio decido che una stupidata che ho publicato vada dimenticata deve scattare il meccanismo:
    Che tutti rimuovano tale notizia dal loro cervello se l'anno già letta.
    Che chi l'ha pubblicata la rimuova e anche tutti icrosspost, e tutti quelli che l'anno passata ad altri li obblighino a dimenticarla.

    Proposta alternativa ... l'unica a mio parere pubblicabile.
    Scrivi su un foglietto 'Che pirla sono stato a pubblicarla' e te la rileggi finchè ti entra in testa, così almeno la prossima volta ci pensi meglio.

    Altra cosa è la possibilità di richiedere rimozione di materiale 'mio' pubblicato da altri senza autorizzazione.
  • In linea di principio, come si fa a proibire a qualcuno di leggere le informazioni che l'utonto di Facebook ha deciso di rendere pubbliche?

    In pratica, come si fa a controllare che un datore di lavoro non consulti il profilo facebook di un candidato?

    Nel titolo di quest'articolo cosa vuol dire "gli errori di gioventù non saranno tenuti in redazione"... lapsus freudiano?
    non+autenticato
  • Avevo pensato la stessa cosa.
    H5N1
    1641
  • Ma soprattutto, sto tedesco che uno che ha un profilo aperto su FB non si merita che cani und Schweine vadano a sbirciare il suo profilo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: x y
    > In linea di principio, come si fa a proibire a
    > qualcuno di leggere le informazioni che l'utonto
    > di Facebook ha deciso di rendere
    > pubbliche?

    Sono tedeschi loro.
    Basta scrivere VERBOTEN e stai sicuro che a nessuno viene in mente di trasgredire.

    Mica come in Italia che un divieto del genere farebbe solo venire in mente di cercare anche su FB a quelli che ancora non lo fanno, e implicitamente a chi cerca lavoro di crearsi un profilo fasullo su FB appositamente per farselo leggere dal datore di lavoro, anzi, scommetto che c'e' pure qualche agenzia che lo fa.
  • > Basta scrivere VERBOTEN e stai sicuro che a
    > nessuno viene in mente di
    > trasgredire.

    Ah si? Sicuro?Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: x y
    > In pratica, come si fa a controllare che un
    > datore di lavoro non consulti il profilo facebook
    > di un candidato?

    un po' di logica

    1) è vietato x legge
    2) il datore di lavoro va a leggere il profilo
    3) SE a quel punto dice al candidato durante il colloquio frasi del tipo "ma è vero che lei è per la ricostituzione del partito nazionalsocialista ? o che pensa che gli omosex siano malati ?" quando magari il tizio si era iscritto a certi gruppi faccialibro per trollare duro dall'interno
    --> il datore di lavoro si espone al rischio di denuncia e sanzioni previste x legge

    se invece scarta il candidato dopo aver visionato le info ed evita di riferire al candidato o altri e magari usa un proxy --> la fa franca
    non+autenticato