Le garanzie sui prodotti informatici

di Valentina Frediani (consulentelegaleinformatico.it) - Il punto, giuridico, sui diritti del consumatore e i doveri di produttori e distributori quando si viene alla vendita di tecnologia

Roma - Dal marzo del 2002 i prodotti informatici sono sottoposti ad una nuova disciplina inerente il momento della vendita. Difatti, con il decreto legislativo 24/2002 sono state introdotte delle modifiche al codice civile, in particolare con riguardo agli aspetti della conformità del contratto, dei diritti del consumatore, del diritto di regresso e della garanzia convenzionale. Vediamone i punti salienti.

Con l'introduzione dell'art. 1519 ter codice civile, disciplinante la conformità del contratto, è sancito l'obbligo da parte del venditore di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita.
Tale conformità consiste nella idoneità del bene all'uso cui abitualmente beni dello stesso genere sono destinati nonché la sua corrispondenza rispetto alle caratteristiche indicate dal venditore.

A tale obbligo del venditore deroga l'ipotesi in cui pur sussistendo un difetto del bene, il consumatore ne sia stato a conoscenza o non ne possa tuttavia aver ignorato l'esistenza usando l'ordinaria diligenza.
Qualora comunque il venditore sia responsabile verso il consumatore, quest'ultimo potrà richiedere alternativamente il ripristino del bene a spese del venditore stesso (mediante riparazione o sostituzione), una riduzione proporzionale del prezzo rispetto al grado di inidoneità del bene o la risoluzione del contratto, ottenendo la restituzione di quanto corrisposto.

È importante sottolineare come il legislatore stabilisca un obbligo di riparazione o sostituzione entro un termine congruo - da fissarsi tenuto conto sia della natura che dello scopo del bene - al fine di non danneggiare ulteriormente il consumatore.

Al successivo articolo 1519 quinquies codice civile, è sancito il diritto di regresso del consumatore qualora ricorra un difetto di conformità del bene, pur se responsabile è il produttore e non direttamente il venditore.

Ciò trae giusta origine dal fatto che il consumatore finale non deve subire danni dalla cosiddetta catena contrattuale distributiva. Sarà pertanto a sua volta onere del venditore ottenere dal produttore idoneo risarcimento o mutamento della merce.

Al venditore è concesso un anno di tempo decorrente dall'ottemperamento ai rimedi richiesti dal consumatore (riparazione o sostituzione bene o rimborso somma pagata) per ottenere reintegra dal produttore o dal responsabile dell'inidoneità del bene.

Invece, il termine entro il quale il venditore è responsabile del difetto di conformità nei confronti del consumatore, è di due anni dalla consegna del bene (trascorso tale termine, il consumatore decade da ogni diritto) mentre il termine per la denuncia al venditore è di due mesi dalla scoperta del difetto.

L'azione poi per far valere i difetti del bene, si prescrive nel termine di ventisei mesi dalla consegna dello stesso. Il legislatore si è poi premurato di definire il significato di garanzia convenzionale, ovvero della garanzia offerta dal venditore/produttore che lo vincola in base alle modalità indicate nella rispettiva dichiarazione o nella relativa pubblicità del bene (chi offre la garanzia deve indicare l'oggetto della stessa nonché la sua durata e l'estensione territoriale cui è sottoposta).

Ovviamente, fatto salvo quanto offerto mediante la garanzia convenzionale dal venditore/produttore, il consumatore rimane sempre titolare dei diritti sopra esposti e che riguardano genericamente tutti i beni di consumo.

Difatti, è nullo ogni patto anteriore alla comunicazione al venditore del difetto di conformità, che escluda o limiti anche indirettamente, i diritti riconosciuti al consumatore.

Dott.ssa Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
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28 Commenti alla Notizia Le garanzie sui prodotti informatici
Ordina
  • Salve, sono un consumatore deluso, mi è stato regalato per il mio compleanno un monitor per pc,comprato presso un punto vendita di prodotti informatici.Al momento del montaggio ho verificato che il prodotto non funzionava.Mi sono recato il giorno successivo presso il negozio per cambiarlo ,ma hanno detto che dovevano mandarlo nel loro laboratorio per vedere se veramente il monitor non funzionava.Alla mia richiesta di averne subito uno in cambio ,mi è stato detto che la regola del negozio non era così,ma che avrei dovuto aspettare la loro verifica.Quindi mi sono ritrovato con 214E di meno e un compleanno rovinato!Vorrei sapere se questo è giusto,visto che entro così breve termine almeno ci dovrebbe essere la garanzia di avere lo stesso prodotto integro.Grazie!Distinti saluti.
    non+autenticato
  • Faccio l'agente di commercio e di consegueza uso molto il cellulare. Ogni volta che ne acquisto uno, mi viene detto dal venditore che avendo richiesto fattura, la garanzia si riduce da 2 anni a 1 anno.
    E' vero ?
    non+autenticato
  • esempio:
    - L' utente compra un pacchetto di software al negozio
    - L' utente va a casa, e scopre che se ci sono nomi di più di 10 caratteri il software si blocca

    SE SONO PASSATI MENO DI 26 MESI dall' acquisto, e
    premesso che l' utente finale non deve subire danni o perdite di tempo nel processo per usufruire dei suoi diritti, manderà una lettera raccomandata al negoziante dove si evindenzia il problema, e se ne chiede l'immediata soluzione (non possibile in quanto il negozio non è la software house) o in mancanza il rimborso.

    -Il negozionate userà il criterio espresso dalla legge come "riparazione" per richiedere GRATUITAMENTE per l' utente/i in questione un software di aggiornamento/nuova versione alla software house produttrice
    -Se ciò per evidenti complessità non dovesse avvenire in tempi utili, il negozioante si vedrà costretto a rimborsare l' utente, e a rivalersi (citare in giudizio) la software house.

    Ciò ha due implicazioni:
    1) se il software è prodotto all'estero, diventa difficile per il negozionate fare una causa extraterritoriale, e c'è il rischio concreto che ci rimetta i soldi, e diventi lui l' ultima vittima della catena magari causata da una ditta estera senza scrupoli

    2) che in pratica in Italia per 26 mesi si ha diritto ad aggiornamenti software che risolvano bugs (ma che devono essere riscontrati dall' utente) , SENZA PAGARE NULLA. Ciò può essere un problema economico per le software house che vendono gli "aggiornamenti" in quanto potrebbero trovarsi nella condizione (data la particolare complessità dell' oggetto software, ad es. una contabilità) di essere obbligati per legge a sviluppare nuove versioni aggiornate ,ognuna con qualche bug in meno,e pagare le persone che lo scrivono, e non guadagnare nulla e non poter esigere alcun costo per l'aggiornamento, con conseguenti perdite economiche.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > esempio:
    (bla)

    A bocca aperta

    la verità è che tu non vedi l'evidenza: CHI si metterà a rognare così tanto?
    a fare cause, lettere, processi, casino ... magari con il proprio negoziante? magari in paesi piccoli?

    o con chi, con il supermercato?



    è su QUESTO che si basa il guazzabuglio.
    per roba da 300 mila lire la gente non si muove perchjè sa che rischia di rimetterci MOLTISSIMO

    e invece le ditte 300 mila su 300 mila ... fanno i miliardonzi!Sorride


    ciau
    non+autenticato

  • > la verità è che tu non vedi l'evidenza: CHI
    > si metterà a rognare così tanto?
    > a fare cause, lettere, processi, casino ...
    > magari con il proprio negoziante? magari in
    > paesi piccoli?

    Io. Motherboard da 70 euro (ECS K7S5A), negozio piccolo di paese, non ho assoldato un avvocato e faccio tutto da me, come stabilito dall'art. 82 del codice di procedura civile. E non sono un avvocato ne ho studiato mai quella roba. Basta avere un po' di voglia di studiare per far valere i propri diritti. E lo sai qual'e' il bello? E' che il negozietto di paese è talmente ignorante da aver addirittura ignorato l'avviso giudiziario, rimasto in giacenza all'ufficio postale della sua zona, reinoltrato con avviso di deposito... quando arriverò davanti al giudice di pace, quello non farà altro che autorizzare le mie richieste non essendoci dall'altra parte qualcuno che le ribatte.
    Al breve l'udienza....

    > o con chi, con il supermercato?
    >

    Anche con il supermercato se serve.

    >
    > è su QUESTO che si basa il guazzabuglio.
    > per roba da 300 mila lire la gente non si
    > muove perchjè sa che rischia di rimetterci
    > MOLTISSIMO

    Non è vero. Prima di tutto uno deve studiarsi la legge di riferimento (e nel codice civile c'e' scritto tutto), dopodichè farsi un'analisi di coscienza per sapere se veramente pensa di stare nel giusto e poi scrivere una citazione da presentare al giudice di pace (per le cause sotto i 1033 euro, non si paga NEANCHE UNA MARCA DA BOLLO) oppure, se non la sa scrivere, andare dal giudice di pace e chiedere di essere ascoltato. Questo dopo aver ascoltato il caso, dovrà far redigere la citazione per voi (sempre senza farvi pagare nulla).

    > e invece le ditte 300 mila su 300 mila ...
    > fanno i miliardonzi!Sorride

    Le società fanno i miliardonzi perchè gli italiani sono gonzi... le leggi ci sono, ma essendo pigri, non se le vanno a cercare ne gli va di stare a combattere per far rispettare i propri diritti.
    Così o se la prendono in quel posto lì (il classico ben pensante), oppure si armano di crick e spranga e vanno a spaccare tutto finendo a loro volta dalla parte del torto (il rozzone di provincia).

    Avrete maggiori delucidazioni in seguito...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > la verità è che tu non
    > vedi l'evidenza: CHI
    > > si metterà a rognare
    > così tanto?
    > > a fare cause, lettere, processi,
    > casino ...
    > > magari con il proprio negoziante?
    > magari in
    > > paesi piccoli?
    >
    > Io. Motherboard da 70 euro (ECS K7S5A),
    > negozio piccolo di paese, non ho assoldato
    > un avvocato e faccio tutto da me, come
    > stabilito dall'art. 82 del codice di
    > procedura civile. E non sono un avvocato ne
    > ho studiato mai quella roba. Basta avere un
    > po' di voglia di studiare per far valere i
    > propri diritti. E lo sai qual'e' il bello?
    > E' che il negozietto di paese è
    > talmente ignorante da aver addirittura
    > ignorato l'avviso giudiziario, rimasto in
    > giacenza all'ufficio postale della sua zona,
    > reinoltrato con avviso di deposito... quando
    > arriverò davanti al giudice di pace,
    > quello non farà altro che autorizzare
    > le mie richieste non essendoci dall'altra
    > parte qualcuno che le ribatte.
    > Al breve l'udienza....
    >

    temo che (non lo scrivo in maniera cattiva giuro ..anzi) ti ritrroverai un palo nel se..re   
    Una mia amica a fatto ricorso al giudice di pace per un abbonamento flat a internet per un anno durato opiu in realta solo 2 mesi... Il giudice le ha dato ragione .....stop
    ha perso tempo a studiare cosa fare e 3 giorni in tribunale (non si sono neppure presentati gli altri ) e alla fine le han adto ragione e niente altro (non capisco come sia possibile tuttora )

    fammi sapere come ti va a finire
    non+autenticato
  • ma le ditte sono state informate??
    non+autenticato
  • La legge non ammette ignoranza, non devono essere informate, sono loro che devono mantenersi aggiornate.

    - Scritto da: Anonimo
    > ma le ditte sono state informate??
    non+autenticato
  • le ditte sono si informate ma se ne fregano. la tua cara ecs da 70 euro e' rotta per un difetto di fabbricazione o perche' ha preso una bella biscottata???? e poi la hai montata tu, immagino, che certamente non sei un tecnico qualificato. immagino anche che non avevi neanche un gruppo di continuita' con filtro telefonico....... caro mio se pensi di farla franca prova a scontrarti con la burocrazia. quella vera.!!!!
    non+autenticato
  • bellissimo così dopo 2 anni che ho comrpato una cpu la overklokko di 500 mhz e se si sputtana me la cambiano idemmeSorride)

  • - Scritto da: poetazzo
    > bellissimo così dopo 2 anni che ho comrpato
    > una cpu la overklokko di 500 mhz e se si
    > sputtana me la cambiano idemmeSorride)

    ci sono dei controlli per vedere se hai aperto, cocchino Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Non mi e' chiara una cosa.

    In tutte le licenze di software MS che ho letto (in particolare nei sistemi operativi), c'e' scritto esplicitamente che il venditore non garantisce che il prodotto faccia cio' per cui viene venduto, e che l'utente lo usa a suo rischio e pericolo.

    Questo rientra nel caso citato nell'articolo, che riporto qui sotto?

    [citazione]
    ... tale obbligo del venditore deroga l'ipotesi in cui pur sussistendo un difetto del bene, il consumatore ne sia stato a conoscenza o non ne possa tuttavia aver ignorato l'esistenza usando l'ordinaria diligenza.
    [/citazione]

    Perche' se ci rientra, automaticamente la nuova legge ha lo stesso valore della carta igienica.

    Saluti

  • - Scritto da: NeutrinoPesante
    > Non mi e' chiara una cosa.
    >
    > In tutte le licenze di software MS che ho
    > letto (in particolare nei sistemi
    > operativi), c'e' scritto esplicitamente che
    > il venditore non garantisce che il prodotto
    > faccia cio' per cui viene venduto, e che
    > l'utente lo usa a suo rischio e pericolo.
    >
    > Questo rientra nel caso citato
    > nell'articolo, che riporto qui sotto?
    >
    > [citazione]
    > ... tale obbligo del venditore deroga
    > l'ipotesi in cui pur sussistendo un difetto
    > del bene, il consumatore ne sia stato a
    > conoscenza o non ne possa tuttavia aver
    > ignorato l'esistenza usando l'ordinaria
    > diligenza.
    > [/citazione]
    >
    > Perche' se ci rientra, automaticamente la
    > nuova legge ha lo stesso valore della carta
    > igienica.
    >
    > Saluti

    esatto se io chiedo ad un negozio office o un altro software e poi questo non risponde alle aspettative io non ho garanzia, se lo installo sul mio pc e non funziona ma funziona su altri pc il venditore (o melgio la microsotf) non risponde, daltronde questa legge scarica sui venditori oneri che già vanno a diminuire il guadagno ormai risicato e causerà molte morti, Quando uno ha un margine medio del 15% ed è già tanto per molti assemblatori di pc e poi dopo 16 mesi un componente si guasta e questi deve sostitirlo subito al cliente con uno uguale o superiore e poi restituirlo alla catena di fornitori e non al produttore diretto e attendere come avviene per 4 o 5 mesi per ricevere poi un prodotto obsoleto e di valore inferiore, si capisce come alla fine è stato tutelato il consumatore (solo privato, le ditte e chi compra con partita iva no) a scapito del venditore e non del produttore. Già occi oggetti come mouse o tastiere o lettori floppy o alimentatori per citarne alcuni vengono sostituiti dal venditore e poi eliminati nella spazzatura perchè le spese di rientro e le attese per la restituzione costano più che dare al cliente un prodotto nuovo, ma questo porta a far si che il amrgine scenda talemnte tanto che la vendita di pc sarà sempre più cosa da supermercati e la fine di tanti piccoli negozi di informatica certamente più specilizzati e competenti mameno forti economicamente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > esatto se io chiedo ad un negozio office o
    > un altro software e poi questo non risponde
    > alle aspettative io non ho garanzia, se lo
    > installo sul mio pc e non funziona ma
    > funziona su altri pc il venditore (o melgio
    > la microsotf) non risponde, daltronde questa
    > legge scarica sui venditori oneri che già
    > vanno a diminuire il guadagno ormai risicato
    > e causerà molte morti, Quando uno ha un
    > margine medio del 15% ed è già tanto per
    > molti assemblatori di pc e poi dopo 16 mesi
    > un componente si guasta e questi deve
    > sostitirlo subito al cliente con uno uguale
    > o superiore e poi restituirlo alla catena di
    > fornitori e non al produttore diretto e
    > attendere come avviene per 4 o 5 mesi per
    > ricevere poi un prodotto obsoleto e di
    > valore inferiore, si capisce come alla fine
    > è stato tutelato il consumatore (solo
    > privato, le ditte e chi compra con partita
    > iva no) a scapito del venditore e non del
    > produttore. Già occi oggetti come mouse o
    > tastiere o lettori floppy o alimentatori per
    > citarne alcuni vengono sostituiti dal
    > venditore e poi eliminati nella spazzatura
    > perchè le spese di rientro e le attese per
    > la restituzione costano più che dare al
    > cliente un prodotto nuovo, ma questo porta a
    > far si che il amrgine scenda talemnte tanto
    > che la vendita di pc sarà sempre più cosa da
    > supermercati e la fine di tanti piccoli
    > negozi di informatica certamente più
    > specilizzati e competenti mameno forti
    > economicamente.


    Confermo tutto ....

    sono piccolo negoziante di informatica ....


    sonno quasi arrivato alla chiusura ....

    e ho deciso di non vendere piu' a privati e artigiani
    ma limitarmi alle media e grande impresa con un contratto di assistenza ...

    con i privati il mio motto e' diventato :
    "vai da trony e non mi rompere i cogliony !"
    non+autenticato
  • Negozianti, perchè invece di lamentarvi non vi muovete per far si che anche voi siate tutelati?
    Il dlgs n.24 del 2 febbraio 2002 non fa altro che applicare una regola del buon senso: una volta che il consumatore ha corrisposto il dovuto, per altro di solito stabilito dal negoziante, deve avere un prodotto funzionante al 100%.
    Rientra nella vostra abilità di venditori di fare delle politiche che vi permettano di ammortizzare questi costi per esempio, aumentando il prezzo di vendita. La vendita non può essere lasciata in mano a chi pensa che comprando a prezzo 1 e rivendendo a prezzo 2, ha finito di lavorare... anche chi vende di professione, deve avere una sua professionalità ed etica.

    E' verissimo che non siete tutelati nei confronti dei fornitori e dei produttori, per questo dovreste muovervi affinchè sia fatto qualcosa per tutelarvi, così come è stato fatto per i consumatori.
    Qualcosa che impone all'anello superiore della catena distributiva di sostituire o riparare il bene che vi è stato riportato dal consumatore, e questo senza che voi dobbiate sostenere ulteriori oneri (così come è stato fatto per il consumatore).

    ciao

    Renton78

    - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > esatto se io chiedo ad un negozio office o
    > > un altro software e poi questo non
    > risponde
    > > alle aspettative io non ho garanzia, se lo
    > > installo sul mio pc e non funziona ma
    > > funziona su altri pc il venditore (o
    > melgio
    > > la microsotf) non risponde, daltronde
    > questa
    > > legge scarica sui venditori oneri che già
    > > vanno a diminuire il guadagno ormai
    > risicato
    > > e causerà molte morti, Quando uno ha un
    > > margine medio del 15% ed è già tanto per
    > > molti assemblatori di pc e poi dopo 16
    > mesi
    > > un componente si guasta e questi deve
    > > sostitirlo subito al cliente con uno
    > uguale
    > > o superiore e poi restituirlo alla catena
    > di
    > > fornitori e non al produttore diretto e
    > > attendere come avviene per 4 o 5 mesi per
    > > ricevere poi un prodotto obsoleto e di
    > > valore inferiore, si capisce come alla
    > fine
    > > è stato tutelato il consumatore (solo
    > > privato, le ditte e chi compra con partita
    > > iva no) a scapito del venditore e non del
    > > produttore. Già occi oggetti come mouse o
    > > tastiere o lettori floppy o alimentatori
    > per
    > > citarne alcuni vengono sostituiti dal
    > > venditore e poi eliminati nella spazzatura
    > > perchè le spese di rientro e le attese per
    > > la restituzione costano più che dare al
    > > cliente un prodotto nuovo, ma questo
    > porta a
    > > far si che il amrgine scenda talemnte
    > tanto
    > > che la vendita di pc sarà sempre più cosa
    > da
    > > supermercati e la fine di tanti piccoli
    > > negozi di informatica certamente più
    > > specilizzati e competenti mameno forti
    > > economicamente.
    >
    >
    > Confermo tutto ....
    >
    > sono piccolo negoziante di informatica ....
    >
    >
    > sonno quasi arrivato alla chiusura ....
    >
    > e ho deciso di non vendere piu' a privati e
    > artigiani
    > ma limitarmi alle media e grande impresa con
    > un contratto di assistenza ...
    >
    > con i privati il mio motto e' diventato :
    > "vai da trony e non mi rompere i cogliony !"
    non+autenticato

  • > Confermo tutto ....
    >
    > sono piccolo negoziante di informatica ....
    >
    >
    > sonno quasi arrivato alla chiusura ....
    > ...
    > con i privati il mio motto e' diventato :
    > "vai da trony e non mi rompere i cogliony !"

    Beh se accogli con quella frase i tuoi possibili acquirenti capisco molto bene perche' sei arrivato quasi alla chiusuraA bocca aperta




    non+autenticato

  • anche io ho da poco una attività di vendita hardware
    l tuo motto è perfetto

    e a chi crede nei margini del 15% gli dico MAGARI!!

    se si vuole competere con i supermercati il margine è di MENO del 9% ,

    vedrete che chiuderanno tanti negozietti , ma proprio tanti

    e la garanzia ve la scordate , non perchè i negozianti siano st...i ma perche NON E' POSSIBILE dare una garanzia del genere

    poi ognuno dica cio che vuole

    >
    > con i privati il mio motto e' diventato :
    > "vai da trony e non mi rompere i cogliony !"
    non+autenticato
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