Domini per salvare la libertà di espressione

Li propone un'associazione di 'consumatori per la tecnologia', che vuole creare domini vietati alle aziende, per salvaguardare il diritto ad esprimersi

Web (internet) - C'è qualcosa di terribilmente intrigante nell'idea che ha avuto il Consumer Project for Technology (CPT), un'organizzazione pro-consumatori americana che vuole spingere per la creazione di nuovi suffissi di dominio pensati come territorio extraindustriale, cioè al di fuori delle pretese delle grandi aziende. Domini che le imprese non potrebbero registrare.

L'idea nasce dalla considerazione che i domini vengono presi a vagonate da chi i soldi ce l'ha, al punto da impedire una serie di possibili attività culturali, no-profit, di libera circolazione delle idee, di protesta e via dicendo. Per questo, tra i nuovi suffissi proposti fioriscono terminini come .sucks, colorita espressione americana di disprezzo rispetto a qualcuno o qualcosa. Questo suffisso, dicono al CPT, potrebbe essere utilizzato per i domini di protesta contro le attività di aziende o industrie. Così come .unions ("sindacati") potrebbe essere sfruttato per lanciare nuove attività organizzative dei lavoratori.

Altri suffissi di dominio proposti includono: .consumers, .complaints, .ecology, .isnotgreen, .isnotfair, .shareholder, .taxpayer e .unite.
Va detto che idee per nuove estensioni di dominio non mancano. Addirittura due anni fa, quando sembrava che dovessero essere introdotti .rec o .news, erano nati "registri provvisori" che consentivano di prenotare domini con i nuovi suffissi. Per il momento, però, l'ICANN, l'organismo che sovraintende la questione dei domini internet, sembra muoversi molto lentamente. In queste settimane si sta discutendo della possibilità di creare il dominio .adult per i siti "a contenuto adulto". Ma le polemiche imperversano e i tempi di ogni riforma si allungano?
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