Guido Scorza

No money, no enforcement!

di G. Scorza - In Italia fervono i lavori dell'antipirateria, ma le soluzioni devono ancora emergere. Mentre gli ISP francesi, giÓ incaricati di agire da sceriffi e boia, non sono disposti a pagare per la macchina delle disconnessioni

Roma - Nei prossimi mesi, nel nostro Paese si tornerà, inesorabilmente, a discutere di enforcement ed antipirateria audiovisiva.
Due i fronti dai quali potrebbero arrivare novità.

A Palazzo Chigi, per quel poco che si sa, sarebbe al lavoro una task forceistituita in seno al Comitato tecnico contro la pirateria audiovisiva presieduto dall'onnipresente Mauro Masi, Direttore Generale della RAI che, nelle prossime settimane - sempre che non si lasci risucchiare nel buco nero nel quale, fortunatamente, è, ormai da oltre un anno precipitato il Comitato che le ha dato i natali - potrebbe produrre nuove proposte di iniziative legislative che ben difficilmente brillerebbero per equilibrio e ragionevolezza.

A poche centinaia di metri di distanza, in un altro Palazzo del centro di Roma, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è, d'altro canto, al lavoro per predisporre il testo del regolamento che il famigerato decreto Romani l'ha delegata ad emanare - passandole un'autentica patata bollente - in materia, appunto di disciplina dell'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale in relazione alla fornitura di servizi media audiovisivi.
Il varo del Regolamento AGCOM dovrebbe, davvero, avvenire nelle prossime settimane.
L'Autorità Garante nel suo recente studio sul diritto d'autore in Rete ha manifestato - occorre riconoscerlo - grande maturità e capacità di analisi delle dinamiche della circolazione delle opere audiovisive via Internet e ciò lascia sperare che il Regolamento sia altrettanto equilibrato e rifugga ogni approccio liberticida all'antipirateria.
╚, tuttavia, indubbio che tanto a Palazzo Chigi che negli uffici dell'AGCOM, da più parti, in queste ore, qualcuno starà suggerendo di guardare a soluzioni alla francese, volte a trasformare gli ISP italiani in novelli sceriffi della Rete e, magari, a chiamarli a sanzionare gli utenti ritenuti pirati con la disconnessione e la conseguente privazione del diritto di accedere, tra l'altro, all'informazione ed ai servizi della pubblica amministrazione digitale cari al Ministro Brunetta.
Si tratta, come si è spesso già scritto, di un approccio liberticida e che buon senso e rispetto per le libertà fondamentali dei cittadini dovrebbero essere sufficienti a sconsigliare di imitare.

Qualora, tuttavia, qualcuno avesse intenzione di lasciarsi affascinare dalla dottrina dell'HADOPI cara a Sarkozy, sembra opportuno evidenziare - qualora la notizia fosse sfuggita - che in Francia, nelle scorse settimane, quattro dei maggiori provider d'oltralpe hanno preso carta e penna e scritto al Ministero della cultura e della Comunicazione che, pur avendo sin qui collaborato alla sperimentazione delle soluzioni necessarie all'implementazione della "macchina HADOPI" non hanno alcuna intenzione di trasformarsi in sceriffi della Rete e procedere ad identificazioni, disconnessioni e gestione delle lamentele degli utenti se il Governo non metterà mano al portafoglio e non provvederà a versare loro un adeguato compenso.
Sul costo complessivo che i provider francesi potrebbero vedersi costretti a sostenere una volta che la macchina HADOPI entrasse in azione, non c'è uniformità di vedute ma la cifra sembra oscillare tra i 50 e 70 milioni di euro l'anno.

Comprensibile, dunque, la posizione dei provider francesi che, naturalmente, non hanno alcuna intenzione di farsi carico di costi nell'interesse dello Stato o, ancor meglio, delle ricche major dell'audiovisivo.
No money, no enforcement è dunque il messaggio che France Telecom, Bouygues Telecom, Free e Numericable hanno recapitato al Ministero della Cultura.

Appare ragionevole ipotizzare - ed in questo che l'esperienza francese potrebbe risultare istruttiva per gli alfieri dell'antipirateria italiani - che analoga questione si porrebbe in Italia dove, ben difficilmente, gli ISP sarebbero disponibili a farsi carico dei costi delle attività di enforcement che Palazzo Chigi o Agcom dovessero loro imporre di eseguire.
Quei costi, d'altro canto, essendo agevolmente imputabili alla difesa di interessi di natura prevalentemente - anche se non esclusivamente - privata riconducibili a pochi, avrebbe senso che venissero coperti proprio dalle major dell'audiovisivo con l'apporto della monopolista di Stato per l'intermediazione dei diritti che raccoglie, ogni anno, milioni di euro al fine di poterli impiegare, tra l'altro, proprio in attività di antipirateria.

Auguriamoci, quindi, che a nessuno venga in mente di scrivere HADOPI in italiano ma, se accadesse, è bene sia chiaro che il costo della sua implementazione non potrà esser fatto ricadere né sugli ISP che poi si troverebbero costretti a rigirarlo sugli utenti né direttamente su questi ultimi. Ritrovarsi a pagare la lama e la corda della ghigliottina con la quale, qualcuno, domani potrebbe disconnetterci dal mondo in nome di una pretesa violazione dei diritti d'autore sarebbe davvero troppo.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
Notizie collegate
94 Commenti alla Notizia No money, no enforcement!
Ordina
  • E voi videotecari siete RIDICOLI!!!
    VENDITORI DI LAMPADE AD OLIO!!!
    MANISCALCHI!!!
    VENDITORI DI CANDELE!!!
    Fate davvero dei lavori utili e in linea col PROGRESSO DELL'UMANITA'!!
    Ma fatemi il piacere...
    PATETICI!!!

    PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
  • 1) Portare la durata del copyright da 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore, a 10 dalla pubblicazione dell'opera.
    2) Rendere legale la condivisione fruizione in ambito privato senza scopo di lucro.

    Con queste due banali regole si risolvono tutti i problemi sul diritto d'autore. Senza milioni di euro da spendere. Senza distinguo, senza se, ma e concetti strambi. Senza bisogno di task-force che salvino il mondo dalla catastrofe della pirateria.

    Qualcuno di vuoi riterrà il punto 2 eccessivo. Oggi è così di fatto. Se per caso voleste sostenere che il punto 2 implica impossibilità di remunerazione per le major e quindi gli autori, spiegatemi da dove arrivano i miliardi che hanno da sperperare in cause legali e quant'altro.
    non+autenticato
  • In realtà i "problemi del diritto d'autore", visti dalla parte dei detentori, risiedono nel fatto che è troppo semplice copiare e troppo difficile farli rispettare.
    Trovi poi realistico che, per dire, oggi Matrix possa essere liberamente copiato da chiunque? Per quanto desiderabile dal punto di vista del consumatore/fruitore (quale sono), gli interessi economici in gioco impongono un "bilanciamento". Se vuoi concordo che 70 anni dalla morte dell'autore, almeno per certi tipi di opere (sw in primis), sia eccessivo.
    Ma passare da circa 100/110 anni di tutela media a 10 è pura utopia.
  • >Trovi poi realistico che, per dire, oggi Matrix possa essere liberamente copiato da chiunque?

    Si

    Trovi ragionevole che un brevetto su un farmaco, ad esempio, duri sui 10 anni dalla pubblicazione del brevetto (che avviene durante la fase di ricerca), e che una canzoncina duri sui 100 anni?
    non+autenticato
  • - Scritto da: poiuy
    > >Trovi poi realistico che, per dire, oggi Matrix
    > possa essere liberamente copiato da
    > chiunque?
    >
    > Si
    >
    > Trovi ragionevole che un brevetto su un farmaco,
    > ad esempio, duri sui 10 anni dalla pubblicazione
    > del brevetto (che avviene durante la fase di
    > ricerca), e che una canzoncina duri sui 100
    > anni?

    Beh, prima di tutto qui si stava ragionando di diritto d'autore e quindi scrivere di altre pseudo-storture per difendere le proprie tesi è quantomeno OT. E' più ragionevole la durata del copyright sulle canzoni o la perdita dei punti della patente per infrazioni commesse in bicicletta (nel nostro malandato Paese abbiamo avuto anche questa)?

    Cmq, brevetto e diritto d'autore si basano sul medesimo "bilanciamento" di cui scrivevo prima. Si può discutere su tutto (allungare i brevetti, accorciare il copyright) ma, ancora, proporre l'assurdo non contribuisce a trovare una soluzione equilibrata.
  • Prima dici che il brevetto non c'entra niente con il copyright (e in effetti sono 2 cose diverse) e che ho paragonato cose che non possono esserlo. Poi dici che "in realtà si basano sul medesimo bilanciamento", facendo il mio medesimo accostamento.

    Se anche è vero che ogni sistema logico-formale o è incoerente o è incompleto, preferisco la coerenza a scapito della completezza.

    >ma, ancora, proporre l'assurdo
    Dove avrei proposto "l'assurdo"?

    Matrix, o chi per lui, ha già fatto milioni di euro. Non è necessario che si spremano altri euro per altri 100 anni a suon di leggi per cercare di riuscirci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: poiuy
    > Prima dici che il brevetto non c'entra niente con
    > il copyright (e in effetti sono 2 cose diverse) e
    > che ho paragonato cose che non possono esserlo.
    > Poi dici che "in realtà si basano sul medesimo
    > bilanciamento", facendo il mio medesimo
    > accostamento.

    Dove starebbe la mia asserita incoerenza?
    Dire che si basano sul medesimo principio (bilanciamento tra interessi collettivi e privati) non significa che affatto che per entrambi detto bilanciamento sia corretto. Per quanto mi riguarda, 20 anni di tutela brevettuale possono andare benissimo, mentre i 70 dalla morte dell'autore per il copyright nostrano sono decisamente eccessivi.

    > Se anche è vero che ogni sistema logico-formale o
    > è incoerente o è incompleto, preferisco la
    > coerenza a scapito della
    > completezza.

    Bella: dove l'hai letta?

    > Dove avrei proposto "l'assurdo"?
    > Matrix, o chi per lui, ha già fatto milioni di
    > euro. Non è necessario che si spremano altri euro
    > per altri 100 anni a suon di leggi per cercare di
    > riuscirci.

    Chi decide quando il titolare ha guadagnato "abbastanza" e quindi l'opera diviene liberamente utilizzabile? Prendi "Il Palazzo della Mezzanotte" di Zafon: in Italia è stato pubblicato 15 dopo la sua redazione...
  • Nel citare i brevetti, volevo far notare le differenze di tempistiche in modo da far riflettere come 70 anni (dalla morte dell'ultimo coautore) fosse un tempo spropositato.
    Contestavo il fatto che dicessi che non potevo accostare brevetto con copyright e poi lo facevi tu.
    Ma è solo una incomprensione (alle volte mi esprimo male), visto che la penso come te.

    >> Se anche è vero che ogni sistema logico-formale o
    >> è incoerente o è incompleto, preferisco la
    >> coerenza a scapito della
    >> completezza.

    >Bella: dove l'hai letta?

    E' una rielaborazione a parole dei teoremi di incompetezza di G÷del
    http://it.wikipedia.org/wiki/Teoremi_di_incomplete...

    Riguardo Matrix eviterei la discussione: secondo me ha già incassato abbastanza senza bisogno di doverlo tutelare ancora. Chi lo decide? Il mercato direi. Ma è solo una mia opinione e quindi non così rilevante.
    I 10 anni proposti sono una cifra indicativa, se mi dicessero 15 anni potrei essere d'accordo. Viceversa se si va sui 50 mi sembrerebbe eccessivo.

    Che è in parte quello che dici tu: perché 10 o 70? Discutiamone, sostieni tu... che è una posizione più equilibrata.
    In questo caso, però, volevo essere provocatorio perché siamo ancora al concetto di "tanti ragazzini che per incoscienza rubano ai poveri artisti che fanno la fame".
    non+autenticato
  • Beh, vedo che alla fine la pensiamo più o meno allo stesso modo! Occhiolino
    Grazie per il link a G÷del.
  • - Scritto da: AlessioC
    > Si può discutere su tutto (allungare i brevetti,
    > accorciare il copyright) ma, ancora, proporre
    > l'assurdo non contribuisce a trovare una
    > soluzione equilibrata.

    E invece la proposta non è affatto assurda e l'argomentazione di risposta di poiuy èmolto attinente: sempre di brevetti parliamo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: AlessioC
    > Trovi poi realistico che, per dire, oggi Matrix
    > possa essere liberamente copiato da chiunque? Per
    > quanto desiderabile dal punto di vista del
    > consumatore/fruitore (quale sono), gli interessi
    > economici in gioco impongono un "bilanciamento".

    Il fatto è che Matrix, allo stato attuale quante copie vende dei suoi dvd all'anno? 100? 1000? E sempre meno ne venderà. Quindi, a meno che non facciano un'altra trilogia (che tirerebbe le vendite dei primi episodi), ai fratelli Wachoski gliene frega una cippa se ti scarichi il primo film di Matrix (che magari non si trova nemmeno più nei negozi). Le opere audiovisive sono dei beni a scadenza rapida, passato il momento del boom (se c'è stato), le vendite inesorabilmente calano, fino a tendere a 0. A meno che ovviamente non sei Elvis o Michael Jackson, che continuano a fare soldi anche da morti!
    non+autenticato
  • Infatti, la mia proposta è: passiamo a zero anni.

    Il film è copiabile subito, da chiunque. Non c'è ragione per non permetterlo, a parte l'avidità di certa gente che farebbe meglio ad andare a zappare.
    non+autenticato
  • "Quei costi, d'altro canto, essendo agevolmente imputabili alla difesa di interessi di natura prevalentemente - anche se non esclusivamente - privata riconducibili a pochi, avrebbe senso che venissero coperti proprio dalle major dell'audiovisivo con l'apporto della monopolista di Stato per l'intermediazione dei diritti che raccoglie, ogni anno, milioni di euro al fine di poterli impiegare, tra l'altro, proprio in attività di antipirateria"

    Ecco. Questo potrebbe essere il motivo per cui l'HADOPI entrerà in vigore anche in Italia.

    Dunque, il parlamento stabilisce che dovrà essere la SIAE (non vedo come possa fare tale richiesta al privato, dunque alla major) a pagare gli ISP.
    A questo punto gli ISP incominciano a vedere l'affare dell'HADOPI: disconetti a tot euro e risparmi pure banda (mettici pure false disconessioni e hai una voce di revenue in più).
    Il fatto che sia la SIAE a dover pagare potrebbe essere considerato dagli ISP come fonte INFINITA e CERTA di introitiA bocca aperta

    Ovviamente chi ci rimette è sempre colui che paga (tasse e copyright).

    Giustamente, non sostengo questa possibilità.
  • E la siae dove li prende i soldi, visto che è già in perdita?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > E la siae dove li prende i soldi, visto che è già
    > in
    > perdita?

    Sciocchino, ma che domande fai? Ovvio li prende da te, me, lui, ecc...
  • Non serve usare il pugno forte contro i pirati perchè se la gente si stufa stacca le adsl, perchè le alte velocita diciamocelo chiaramente servono quasi SOLO per scaricare, piuttosto basterebbe fare pagare di piu le ADSL
    veloci e cosi con l'aumento di prezzo si potrebbe pagare una quota alla siae e lasciare che la gente scarichi quello che vuole, io pagherei anche
    80 euro a bimestre invece di 40 purchè possa scaricare legalmente quello che mi pare, il segreto è tutto qui la adsl serve solo per scaricare se no per navigare bastava anche il vecchio modem 56k, si potrebbe fare pagare di piu per la velocita che uno usa e dare una quota alla siae.
    non+autenticato
  • Luoghi comuni, portatemi via.....

    ADSL serve solo per scaricare....certo... prova a vedere i siti odierni, che sono diventati dei mattoni, ti sfido io ad usare il 56kA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: PAOLO CAVINI
    > Non serve usare il pugno forte contro i pirati
    > perchè se la gente si stufa stacca le adsl,
    > perchè le alte velocita diciamocelo chiaramente
    > servono quasi SOLO per scaricare, piuttosto
    > basterebbe fare pagare di piu le
    > ADSL
    > veloci e cosi con l'aumento di prezzo si potrebbe
    > pagare una quota alla siae e lasciare che la
    > gente scarichi quello che vuole, io pagherei
    > anche
    > 80 euro a bimestre invece di 40 purchè possa
    > scaricare legalmente quello che mi pare, il
    > segreto è tutto qui la adsl serve solo per
    > scaricare se no per navigare bastava anche il
    > vecchio modem 56k, si potrebbe fare pagare di piu
    > per la velocita che uno usa e dare una quota alla
    > siae.

    Ma assolutamente no. Mica voglio una ADSL/Internet a regime comunista!
    Lasciamo stare.
  • E come li prende? Se io non compro, ma scarico, non dò soldi a nessuno, quindi non può prendermeli.

    E se mandano qualcuno, con che soldi lo pagano?

    ╚ come dire: per mandare un esattore a riscuotere 100, lo devi pagare 120: ci rimetti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > E come li prende? Se io non compro, ma scarico,
    > non dò soldi a nessuno, quindi non può
    > prendermeli

    Può.Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • > Può.Arrabbiato
    >
    > Parola di SIAE

    Con quale esercito?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Può.Arrabbiato
    > >
    > > Parola di SIAE
    >
    > Con quale esercito?

    Altrimenti? Arrabbiato
    non+autenticato
  • Ma che risposta è?
    non+autenticato
  • Attenzione pirati da 4 soldi, adesso arriva una task force istituita in seno al Comitato tecnico contro la pirateria audiovisiva! Come la mettiamo adesso eh?Arrabbiato Paura eh?

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • E con cosa la pagate? I soldi non li avete.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > E con cosa la pagate? I soldi non li avete.

    Ce la paghi tu. Profumatamente.Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • Fai a tempo a trasformarti in fossile, se aspetti che ti paghi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Fai a tempo a trasformarti in fossile, se aspetti
    > che ti
    > paghi.

    Facciamo per domani a mezzogiorno. E sarebbe carino lasciarci una mancia. Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • - Scritto da: La SIAE
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Fai a tempo a trasformarti in fossile, se
    > aspetti
    > > che ti
    > > paghi.
    >
    > Facciamo per domani a mezzogiorno. E sarebbe
    > carino lasciarci una mancia.
    >Arrabbiato
    >
    > Parola di SIAE

    Altrimenti?Arrabbiato
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > - Scritto da: La SIAE
    > > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > Fai a tempo a trasformarti in fossile, se
    > > aspetti
    > > > che ti
    > > > paghi.
    > >
    > > Facciamo per domani a mezzogiorno. E sarebbe
    > > carino lasciarci una mancia.
    > >Arrabbiato
    > >
    > > Parola di SIAE
    >
    > Altrimenti?Arrabbiato

    Ehi mai lo sai con chi stai parlando? Di', ma con chi credi di parlare tu eh? Eh già... Ah si è e, va bene... Arrabbiato
    non+autenticato
  • > Ehi mai lo sai con chi stai parlando?

    Perchè lo chiedi a me? Non te lo ricordi più?
    non+autenticato
  • finira' che venderanno i dvd warez e i film in DIVX nelle ceste dei supermercati come succede in india, cina, vietnam, e tutti i paesi dove le leggi sul copyright sono una presa per il c...

    non stupitevi pero' se ai concerti vi chiederanno 200 euro di entrata perche' a quel punto sara' l'unica forma di introito per i pochi artisti rimasti.

    e non chiedetevi perche' nessuno sviluppa software commerciale in italia se non fatto su misura e con installazione onsite.

    non chietevi inoltre perche' nessuno traduce in italiano i software e i film in dvd.

    a mali estremi il mercato risponde sempre cosi', basta dare un occhio altrove e si vede gia' come andra' a finire in itaGlia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rolling Thunder
    > finira' che venderanno i dvd warez e i film in
    > DIVX nelle ceste dei supermercati come succede in
    > india, cina, vietnam, e tutti i paesi dove le
    > leggi sul copyright sono una presa per il
    > c...

    Magari...

    > non stupitevi pero' se ai concerti vi chiederanno
    > 200 euro di entrata perche' a quel punto sara'
    > l'unica forma di introito per i pochi artisti
    > rimasti.

    200 euro son tanti, ma sarebbe anche più onesto, però....almeno vanno all'artista

    > e non chiedetevi perche' nessuno sviluppa
    > software commerciale in italia se non fatto su
    > misura e con installazione
    > onsite.

    Sono lustri ormai che il software si sviluppa nei paesi dell'est

    > non chietevi inoltre perche' nessuno traduce in
    > italiano i software e i film in
    > dvd.

    E sarebbe anche ora: siamo uno dei pochi paesi che traduce TUTTO!

    > a mali estremi il mercato risponde sempre cosi',
    > basta dare un occhio altrove e si vede gia' come
    > andra' a finire in
    > itaGlia.

    Altrove dove?
  • - Scritto da: The Dude

    >
    > E sarebbe anche ora: siamo uno dei pochi paesi
    > che traduce
    > TUTTO!

    Non vedo cosa ci sia di male, sinceramente....
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > - Scritto da: The Dude
    >
    > >
    > > E sarebbe anche ora: siamo uno dei pochi paesi
    > > che traduce
    > > TUTTO!
    >
    > Non vedo cosa ci sia di male, sinceramente....

    Che ti perdi un sacco di cose.
    Le traduzioni di film e telefilm sono ottime a livello di recitazione (anche se ovviamente sentito in originale è molto meglio), pessime a livello di aderenza all'originale.
    Le traduzioni dei libri sono semplicemente scandalose: prova qualcosa dell'Adelphi. Ti sembra di leggere sempre lo stesso scrittore!

    Insomma, nulla di male, ma qualcosa di tradotto non sarà mai fedele all'originale e il traduttore ci metterà sempre qualcosa di suo, ovviamente non di proposito.
  • - Scritto da: The Dude

    >
    > Che ti perdi un sacco di cose.
    > Le traduzioni di film e telefilm sono ottime a
    > livello di recitazione (anche se ovviamente
    > sentito in originale è molto meglio), pessime a
    > livello di aderenza
    > all'originale.

    Dipende chi cura il doppiaggio ovviamente. Ci sono stati doppiaggi fedeli all'originale, grazie ad un ottimo lavoro di traduzione e adattamento.

    > Le traduzioni dei libri sono semplicemente
    > scandalose: prova qualcosa dell'Adelphi. Ti
    > sembra di leggere sempre lo stesso
    > scrittore!

    Non mi sembra sia sempre cosi, ho sbaglio ?

    > Insomma, nulla di male, ma qualcosa di tradotto
    > non sarà mai fedele all'originale e il traduttore
    > ci metterà sempre qualcosa di suo, ovviamente non
    > di
    > proposito.

    Questo dipende da chi supervisiona il lavoro è in certi settori c'è sempre qualcuno che supervisiona le traduzioni, ma dipende da editore a editore. Certamente voler far sparire le traduzioni è una follia, anche perchè poi la gente dovrebbe imparare 60 lingue ?
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > - Scritto da: The Dude
    >
    > >
    > > Che ti perdi un sacco di cose.
    > > Le traduzioni di film e telefilm sono ottime a
    > > livello di recitazione (anche se ovviamente
    > > sentito in originale è molto meglio), pessime a
    > > livello di aderenza
    > > all'originale.
    >
    > Dipende chi cura il doppiaggio ovviamente. Ci
    > sono stati doppiaggi fedeli all'originale, grazie
    > ad un ottimo lavoro di traduzione e adattamento.
    >

    Pochi a dire il vero, comunque alcuni si.

    > > Le traduzioni dei libri sono semplicemente
    > > scandalose: prova qualcosa dell'Adelphi. Ti
    > > sembra di leggere sempre lo stesso
    > > scrittore!
    >
    > Non mi sembra sia sempre cosi, ho sbaglio ?

    Poca differenza, ti ho fatto l'esempio dell'Adelphi perchè è veramente macroscopica la cosa

    > > Insomma, nulla di male, ma qualcosa di tradotto
    > > non sarà mai fedele all'originale e il
    > traduttore
    > > ci metterà sempre qualcosa di suo, ovviamente
    > non
    > > di
    > > proposito.
    >
    > Questo dipende da chi supervisiona il lavoro è in
    > certi settori c'è sempre qualcuno che
    > supervisiona le traduzioni, ma dipende da editore
    > a editore. Certamente voler far sparire le
    > traduzioni è una follia, anche perchè poi la
    > gente dovrebbe imparare 60 lingue
    > ?

    Ovviamente è una follia ma intanto si potrebbe cominciare un pò...
  • - Scritto da: The Dude

    > Pochi a dire il vero, comunque alcuni si.

    Bhe, parlo di editori specializzati in determinati settori, che se sbagliano una virgola, i clienti gli fanno un sedere in 3d.

    Ma il peggio non sono le sviste degli adattamenti e traduzioni comunque. Il peggio è quando volutamente alterano il contenuto per motivi non meglio precisati, direttamente alla fonte. Infatti ci sono molte serie televisive che sono state censurate direttamente alla fonte, basta guardare i DVD di alcune stagioni di family guy ad esempio, per capire cosa dico.



    >
    > Poca differenza, ti ho fatto l'esempio
    > dell'Adelphi perchè è veramente macroscopica la
    > cosa

    Bhe questo non significa che perchè ci sono dei caproni, bisogna lasciare tutta la traduzione, il problema è che questo tipo d'argomento è ad appannaggio di pochiTriste




    > Ovviamente è una follia ma intanto si potrebbe
    > cominciare un
    > pò...

    E' improponibile, una persona normale non riesce ad imparare tante lingue estere, sono sare le persone che sanno 4 lingue, fai te...cioè imparare tante lingue diverse è un lavoro non da poco. Sei un pò estremo a voler eliminare in toto la traduzione di per seA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Rolling Thunder
    > finira' che venderanno i dvd warez e i film in
    > DIVX nelle ceste dei supermercati come succede in
    > india, cina, vietnam, e tutti i paesi dove le
    > leggi sul copyright sono una presa per il
    > c...
    >
    > non stupitevi pero' se ai concerti vi chiederanno
    > 200 euro di entrata perche' a quel punto sara'
    > l'unica forma di introito per i pochi artisti
    > rimasti.
    >

    Me ne frega una cippa dei concerti!

    > e non chiedetevi perche' nessuno sviluppa
    > software commerciale in italia se non fatto su
    > misura e con installazione
    > onsite.
    >

    Tanto farebbero lo stesso, visto che mettono chiavi hardware anche su software verticali specifici per apparecchiature specifiche vendute insieme a quel software!

    > non chietevi inoltre perche' nessuno traduce in
    > italiano i software e i film in
    > dvd.
    >

    Pazienza, sarà una spinta o al made in Italy o alla diffusione dell'inglese o a tutte e due le cose insieme!

    > a mali estremi il mercato risponde sempre cosi',
    > basta dare un occhio altrove e si vede gia' come
    > andra' a finire in
    > itaGlia.

    Direi che allora finisce bene!
  • > finira' che venderanno i dvd warez e i film in
    > DIVX nelle ceste dei supermercati come succede in
    > india, cina, vietnam, e tutti i paesi dove le
    > leggi sul copyright sono una presa per il
    > c...

    Ottimo! ╚ la nostra meta ideale.

    >
    > non stupitevi pero' se ai concerti vi chiederanno
    > 200 euro di entrata perche' a quel punto sara'
    > l'unica forma di introito per i pochi artisti
    > rimasti.

    Ecchissenefrega! Non me l'ha ordinato il dottore di andare al concerto! Me lo guardo su youtube e mi scarico il live.

    >
    > e non chiedetevi perche' nessuno sviluppa
    > software commerciale in italia se non fatto su
    > misura e con installazione
    > onsite.

    Infatti non vogliamo che nessuno sviluppi software commerciale, vogliamo che sia sviluppato solo software gratis!

    >
    > non chietevi inoltre perche' nessuno traduce in
    > italiano i software e i film in
    > dvd.

    Ma cosa dici? I film sono doppiati eccome!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rolling Thunder
    > finira' che venderanno i dvd warez e i film in
    > DIVX nelle ceste dei supermercati come succede in
    > india, cina, vietnam, e tutti i paesi dove le
    > leggi sul copyright sono una presa per il
    > c...

    Ma tu non eri un ammiratore della cina?

    Comunque, ciò significa poter avere il film o il software a prezzo bassissimo, e subito: è un vantaggio notevole. Dove sarebbe il problema?


    >
    > non stupitevi pero' se ai concerti vi chiederanno
    > 200 euro di entrata perche' a quel punto sara'
    > l'unica forma di introito per i pochi artisti
    > rimasti.

    E chi si stupisce? Se è troppo caro, non ci vado.

    >
    > e non chiedetevi perche' nessuno sviluppa
    > software commerciale in italia se non fatto su
    > misura e con installazione
    > onsite.

    Ma perchè dovremmo volere che venga sviluppato, il software commerciale?


    >
    > non chietevi inoltre perche' nessuno traduce in
    > italiano i software e i film in
    > dvd.

    Questo tizio di nome "Nessuno" si è dato molto da fare, a giudicare dal gran numero di film e software tradotti che vediamo ogni giorno.

    >
    > a mali estremi il mercato risponde sempre cosi',

    Mi sembra che risponda esattamente come vorremmo noi.

    > basta dare un occhio altrove e si vede gia' come
    > andra' a finire in
    > itaGlia.

    Altrove dove, di preciso?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rolling Thunder
    > finira' che venderanno i dvd warez e i film in
    > DIVX nelle ceste dei supermercati come succede in
    > india, cina, vietnam, e tutti i paesi dove le
    > leggi sul copyright sono una presa per il
    > c...

    I divx originali li hanno venduti anche in Italia alcuni anni fa (a 5 euro), solo che nessuno li cagava...peccato!


    > non stupitevi pero' se ai concerti vi chiederanno
    > 200 euro di entrata perche' a quel punto sara'
    > l'unica forma di introito per i pochi artisti
    > rimasti.

    Gli Iron Maiden (come dire uno dei gruppi Heavy Metal storici) già chiedevano 69 euro al loro ultimo concerto...Ho guardato il costo del biglietto ed ho detto: ma vaffanculo Bruce, va!


    > e non chiedetevi perche' nessuno sviluppa
    > software commerciale in italia se non fatto su
    > misura e con installazione
    > onsite.

    Lo svilupperanno in Albania il software. Costa meno.


    > non chietevi inoltre perche' nessuno traduce in
    > italiano i software e i film in
    > dvd.

    Veramente con i sottotitoli che si trovano in rete è anche meglio...


    > a mali estremi il mercato risponde sempre cosi',
    > basta dare un occhio altrove e si vede gia' come
    > andra' a finire in
    > itaGlia.

    Dove, in Uganda?
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)