Alfonso Maruccia

USA, localizzazione solo con mandato

Le autoritÓ federali non possono avere carta bianca nell'accesso ai dati per la localizzazione delle chiamate in mano ai provider di telefonia mobile. Il parere di un giudice statunitense

Roma - La Electronic Frontier Foundation comunica di aver ottenuto un'importante vittoria nell'ambito della sua battaglia contro la localizzazione delle comunicazioni cellulari condotta senza opportuno mandato di un giudice. In alcuni casi il mandato ci vuole eccome, ha stabilito un giudice di appello, perché a certe condizioni la riservatezza garantita dal Quarto Emendamento della Costituzione USA protegge le suddette comunicazioni da intercettazioni condotte senza autorizzazione del potere giudiziario.

EFF ha partecipato a un caso che aveva per oggetto la localizzazione con un memoriale, sostenendo il principio per cui le leggi federali danno al giudice la possibilità di negare l'autorizzazione al governo per l'accesso ai dati di localizzazione dei provider mobile - nel caso in cui le autorità non riescano a presentare indizi sufficienti per ottenere il mandato.

Il governo pretendeva di escludere le comunicazioni private - condotte in un'abitazione privata - dalla difesa garantita dal Quarto Emendamento, ma il giudice ha sposato la versione di EFF stabilendo che a talune condizioni quelle garanzie sussistono e senza mandato i provider non devono fornire alcuna informazione ad agenti e ufficiali federali.
Non è un giudizio definitivo sulla questione, dice EFF, ma è una concessione importante che rimanda il caso alla corte inferiore per rivedere la decisione precedente alla luce dei nuovi elementi emersi.

Alfonso Maruccia
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