Mauro Vecchio

India, cracker contro il P2P

Nuova strategia approvata dall'industria di Bollywood: attaccare a mezzo DDoS tutti quei siti macchiatisi di violazione del copyright. Pirati per battere la pirateria

Roma - Si tratta di misure certo estreme, che hanno suscitato più di una perplessità tra gli osservatori. Una società indiana - Aiplex Software - pare infatti aver assoldato una squadra di cracker per lanciare una serie di attacchi di tipo denial-of-service contro tutti quei siti macchiatisi di ripetuta violazione del copyright.

A rivelarlo è stato Girish Kumar, managing director di Aiplex Software, nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano australiano The Age. Obiettivo primario dei cracker reclutati dalla sua azienda, intasare con milioni di richieste di connessione i server dei vari siti che ospitino contenuti illeciti.

In particolare film condivisi a mezzo link, dal momento che tra i principali clienti di Aiplex Software ci sono gli alti rappresentanti dell'industria di celluloide, in primis quelli di Bollywood. Kumar ha comunque sottolineato come circa il 95 per cento dei siti pirata abbia finora collaborato con i detentori dei diritti.
Il team di Aiplex Software provvede infatti ad inviare ai vari spazi web una serie di avvisi di avvenuta violazione del copyright. Prima di attaccare a mezzo DDoS quei pochi che abbiano mostrato la più totale indifferenza. In alcuni paesi, attacchi di questo tipo sono però perseguibili, in Australia secondo i dettami del Criminal Code Act del 1995.

Mauro Vecchio
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17 Commenti alla Notizia India, cracker contro il P2P
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  • ...l 'illegale con l' illegale.
    Certo che i governi sanno sempre dare il buon esempio ai propri cittadini: quando lo fanno loro è sempre tutto a posto.
    ...alla faccia de "la legge è uguale per tutti".
    non+autenticato
  • a ne sembrava fosse una società e non un governoOcchiolino NOn so dove tu l'abbia letto
    non+autenticato
  • E' penso che avrebbe molte grane giudiziarie, se chi ha determinati siti si faccia un pelino furbo.
    Sgabbio
    26178
  • Fare questi attacchi informatici ? Cioè mi sa che ne buscano pesante.... e come dire, che per punire uno che non paga il percheggio, gli fai fare 40 anni di carcere Oo
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Fare questi attacchi informatici ? Cioè mi sa
    > che ne buscano pesante.... e come dire, che per
    > punire uno che non paga il percheggio, gli fai
    > fare 40 anni di carcere
    > Oo

    Si vede in India non lo è... anche se ho i miei dubbi... forse è un reato perseguito su esposto/querela, dunque non d'ufficio, e probabilmente fanno leva sul fatto che gli admin di questi siti non farebbero mai una denuncia...
  • - Scritto da: ThEnOra

    > Si vede in India non lo è... anche se ho i miei
    > dubbi... forse è un reato perseguito su
    > esposto/querela, dunque non d'ufficio, e
    > probabilmente fanno leva sul fatto che gli admin
    > di questi siti non farebbero mai una
    > denuncia...

    Probabile, però se qualcuno si fa un pelino furbo, potrebbe denunciarli per minacce, anche perchè nel resto del globo (dove stanno appunto i siti che "tanto amano") fare operazioni del genere è più grave che fare i pirata (almeno per ora...), per non parlare che la giustizia fai da te è una pratica condannata in buona parte del mondo.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > - Scritto da: ThEnOra
    >
    > > Si vede in India non lo è... anche se ho i miei
    > > dubbi... forse è un reato perseguito su
    > > esposto/querela, dunque non d'ufficio, e
    > > probabilmente fanno leva sul fatto che gli admin
    > > di questi siti non farebbero mai una
    > > denuncia...
    >
    > Probabile, però se qualcuno si fa un pelino
    > furbo, potrebbe denunciarli per minacce,

    oppure per blasfemia? Più incisivo, no?

    > anche
    > perchè nel resto del globo (dove stanno appunto i
    > siti che "tanto amano") fare operazioni del
    > genere è più grave che fare i pirata (almeno per
    > ora...), per non parlare che la giustizia fai da
    > te è una pratica condannata in buona parte del
    > mondo.

    Non credo che chi fa l'attacco DDos si trovi nello stesso paese, e lo stesso vale per il sito che offre il contenuto illegittimamente.

    Poi il discorso del "più grave", permettimi, non regge. Semmai non è nello spirito "democratico" di una società industrializzata, e moralmente accettabile, ma lo stesso vale per la pirateria in se... dunque equilibriamo e mettiamolo sullo stesso piano.

    Poi giustizia privata... concetto, in questo ambito, troppo semplicistico. Io la potrei chiamare prevenzione.
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