Guido Scorza

Intermediari chi?

di G. Scorza - La Commissione Europea Ŕ a caccia di soluzioni per delimitare la responsabilitÓ degli intermediari della comunicazione. Mentre si affollano sentenze che spingono le piattaforme a vigilare sui loro utenti

Roma - Il 3 settembre scorso la Corte d'Appello di Parigi ha confermato - come già fatto dai Giudici di primo Grado - che eBay non può essere considerato un mero intermediario della comunicazione e che, pertanto, non può avvalersi dello speciale regime di responsabilità riservato a tali soggetti dalla vigente disciplina europea in materia di commercio elettronico. Secondo i giudici della Corte d'appello, infatti, eBay non si limiterebbe ad ospitare, classificare e facilitare l'incontro di domande ed offerte ma promuoverebbe attivamente queste ultime e le orienterebbe in modo da massimizzare le probabilità che le transazioni vadano a buon fine.
Su tali transazioni, aggiungono, inoltre i Giudici, eBay percepirebbe una percentuale.

In tali condizioni il ruolo di eBay non potrebbe essere considerato come "puramente tecnico, automatico e passivo" e tale da consentire di escludere che essa abbia la conoscenza ed il controllo dei dati pubblicati dagli inserzionisti con la conseguenza che eBay non potrebbe essere considerato un mero intermediario della comunicazione ma andrebbe, piuttosto, qualificato come mediatore commerciale.
È una decisione - peraltro non la prima - destinata a far discutere e ad incidere sul modello di business sul quale eBay - e non solo eBay - ha costruito la sua fortuna.

Piuttosto che soffermarsi su tale Sentenza, pure importante, tuttavia, sembra opportuno segnalare che si tratta dell'ennesima decisione, nel corso dell'ultimo anno, nell'ambito della quale è emersa con forza l'insufficienza e l'inadeguatezza dell'attuale disciplina europea sulla responsabilità degli intermediari e, in particolare, sull'ambito soggettivo di applicabilità di tale disciplina.
Il caso Google-Vividown, la vicenda che vede tuttora contrapposte Mediaset a YouTube, le disavventure giudiziarie italiane - e non solo - della Baia dei Pirati e, da ultimo, la decisione con la quale la Corte di Giustizia UE ha stabilito che Google, in relazione all'erogazione dei servizi AdWords, può essere considerato un intermediario della comunicazione sono, infatti, solo alcune delle occasioni più note in cui la vecchia disciplina sul commercio elettronico si è mostrata superata dai tempi e dallo sviluppo della Rete e dei modelli di business che in essa dal 2000 ad oggi si sono affermati.
La disciplina della responsabilità degli intermediari della comunicazione è, d'altro canto, centrale nello sviluppo delle dinamiche dell'informazione, della comunicazione e del mercato online.
Più gli intermediari della comunicazione - in senso lato - saranno chiamati a rispondere delle condotte poste in essere dai propri utenti e più essi saranno portati a limitare l'apertura delle proprie piattaforme - si tratti di piattaforme di condivisione di contenuti o, piuttosto, di commercio elettronico - ad utenti finali dalle spalle, in senso economico, strette. E pertanto incapaci, in caso di necessità, di manlevare il gestore della piattaforma da richieste risarcitorie per reati di opinione, violazioni della privacy o del copyright o, piuttosto, contraffazione di marchi come nella vicenda eBay.

Questo, naturalmente, non significa - né può significare - che per ambire ad una Rete libera e per tutti si debba accettare che online si possa delinquere e violare gli altrui diritti senza che nessuno sia chiamato a rispondere ma, piuttosto, che occorre trovare soluzioni equilibrate, moderne e ponderate per affrontare un problema - quello, appunto della responsabilità degli intermediari - che non può ulteriormente essere rinviato.
È per questo che è importante che cittadini, associazioni di categoria, istituzioni ed imprese partecipino alla consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea nelle scorse settimane proprio allo scopo di raccogliere, sino al prossimo 15 ottobre, opinioni e suggerimenti da utenti ed addetti ai lavori sugli aspetti di maggior rilievo e criticità dell'attuale disciplina sul commercio elettronico.

Uno degli aspetti centrali della consultazione è, infatti, proprio rappresentato dalla disciplina sulla responsabilità degli intermediari, disciplina della quale la Commissione riconosce l'anzianità e l'inadeguatezza ed in relazione alla quale, pertanto, attraverso la consultazione, intende conoscere tutte le difficoltà interpretative cui ha dato luogo, con particolare riferimento alla nozione di "conoscenza effettiva dell'illecito" da parte dell'intermediario ed a quella di "pronta risposta" da parte di quest'ultimo a seguito della conoscenza dell'illecito.
Si tratta di questioni che hanno giocato un ruolo chiave in molte vicende giudiziarie consumatesi negli ultimi anni nel nostro Paese e nel resto d'Europa.

Ma la Commissione, attraverso la consultazione pubblica si mostra altresì interessata - e si tratta di una manifestazione di interesse da salutare con particolare favore - a conoscere l'esperienza concreta degli utenti in relazione alle procedure di notice and take down adottate dalla più parte dei fornitori di servizi della società dell'informazione a tutela dei diritti della personalità, di quelli di proprietà intellettuale ed industriale. Se tali procedure risultassero funzionanti ed idonee a garantire detti diritti, infatti, vi sarebbe forse spazio per esaltarne ancor di più la centralità nella nuova disciplina della materia, garantendo così un efficace compromesso tra le esigenze dei fornitori dei servizi, la libertà degli utenti e il rispetto dei diritti.

La Commissione, infine, si chiede e chiede se si abbia notizia di sistemi tecnologici di filtraggio efficaci e se tali sistemi possano rappresentare una soluzione in relazione ai problemi sin qui emersi.

Quale che sia il pensiero e la posizione di ciascuno in merito ad un problema del quale, proprio su queste colonne, ci si è ritrovati spesso a confrontarsi, è probabilmente giusto rappresentarlo alla Commissione per avere almeno un'opportunità di essere sentiti ed influire sulla disciplina della Rete che verrà.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
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75 Commenti alla Notizia Intermediari chi?
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  • - Scritto da: gino tavera
    > - Scritto da: ThEnOra
    > > - Scritto da: Sgabbio
    > > > Come da titolo, secondo me stanno iniziando ad
    > > > uccidere la rete lentamente con queste
    > > > storie...
    > >
    > > Se intendi la "rete dei pirati", si è così.
    >
    > Pirati di cosa?
    > Dei CD che non ti fanno arrivare nel negozio?
    > Dei film troppo presto fuori catalogo?
    > Del software che costa il 40% in più, solo perché
    > è tradotto in
    > italiano?


    Dove è il post (dopo questo qui sopra) dove mostravo dettagliatamente la differenza di prezzo e la maggiorazione percentuale di 2 prodotti Adobe?
    Maggiorazione che dava a pensare a comportamenti troppo approfittatori?
    non+autenticato
  • > Dove è il post (dopo questo qui sopra) dove
    > mostravo dettagliatamente la differenza di prezzo
    > e la maggiorazione percentuale di 2 prodotti
    > Adobe?
    > Maggiorazione che dava a pensare a comportamenti
    > troppo
    > approfittatori?

    Non so com'era il tuo post, ma non ti è proprio venuto il dubbio che fosse OT?
    pippuz
    1251
  • - Scritto da: pippuz
    > > Dove è il post (dopo questo qui sopra) dove
    > > mostravo dettagliatamente la differenza di
    > prezzo
    > > e la maggiorazione percentuale di 2 prodotti
    > > Adobe?
    > > Maggiorazione che dava a pensare a comportamenti
    > > troppo
    > > approfittatori?
    >
    > Non so com'era il tuo post, ma non ti è proprio
    > venuto il dubbio che fosse
    > OT?

    * Non era OT

    * era la risposta ampliata a questo:

    - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > Come da titolo, secondo me stanno iniziando ad
    > > uccidere la rete lentamente con queste
    > > storie...
    >
    > Se intendi la "rete dei pirati", si è così.

    * che è questa:

    Pirati di cosa?
    Dei CD che non ti fanno arrivare nel negozio?
    Dei film troppo presto fuori catalogo?
    Del software che costa il 40% in più, solo perché è tradotto in italiano?


    * e la risposta ampliata consisteva nel confronto dei prezzi di 2 prodotti presenti ne portale Apple italiano e americano.
    Ma lo leggi il thread o sei un impedito? (e non da solo).
    non+autenticato
  • > Ma lo leggi il thread o sei un impedito? (e non
    > da solo).

    La tua domanda ti qualifica da sola. Se il thread è cancellato, come faccio a leggerlo?
    pippuz
    1251
  • Prima di pubblicare un tuo commento assicurati che:

        * sia in tema e contribuisca alla discussione in corso
        * non abbia contenuto razzista o sessista
        * non sia offensivo, calunnioso o diffamante

    La redazione con i controlli a campione si riserva di cancellare qualsiasi contenuto ingiurioso, volgare, illegale o contrario alla policy.




    Invece di eliminare i commenti che danno fastidio, assicurarsi che i propri comportamenti non ne diano adito.
    Per fortuna che controllate questo pezzettino di internet, e non il resto dell'Italia, dove si avrà modo di rivelare veramente cosa siete.
    Saluti.



    e adesso cancellate pure anche questo, individui dalla coda di paglia.
    non+autenticato
  • Il controllo autorizzato da parte degli ISP potrà (forse) portare benefici contro la pirateria e la criminalità organizzata (che semplicemente faranno sempre più e miglior uso di darknet e di crittografia forte), ma comprometterà seriamente la riservatezza delle comunicazioni lecite, ed in particolare di quelle commerciali.

    In ogni caso il poter analizzare i contenuti, ad esempio cercando particolari parole chiave, può portare a raccogliere informazioni non rilevanti dal punto di vista legale / penale, ma molto utili a scopo di ricatto.

    Ritengo che un controllo da parte degli ISO potrebbe essere vagamente accettabile soltanto se:
    1) l'ISP mettesse a disposizione soltanto le infrastrutture, ma non avesse accesso ai risultati dell'analisi dei dati;
    2) l'accesso a tali risultati fosse consentito soltanto alla magistratura;
    3) gli accessi da parte della magistratura a tali risultati venissero tracciati in modo permanente, in modo da prevenire accessi non giustificati / non autorizzati.

    Un altro aspetto da valutare, ma non lo faccio ora, è quello del controllo e del bilanciamento del traffico; gli ISP hanno il diritto di ridurre la banda a chi la utilizza maggiormente, migliorando quindi le prestazioni per coloro che hanno pagato il medesimo canone ma 'spremono' meno l'infrastruttura?
  • Tagliamo la testa al toro : evitiamo completamente il controllo da parte degli ISP ( io sono un ISP )


    Saluti
    non+autenticato
  • E chi delinque non deve essere definito tale, altrimenti è tacciato di ingiurie.
    non+autenticato
  • "...accettare che online si possa delinquere e violare gli altrui diritti senza che nessuno sia chiamato a rispondere..."

    Nessuno chiede questo!
    Nessuno pretende che online si possa delinquere senza risponderne.

    Chi compie il reato ne' deve rispondere.
    Ma la responsabilita' deve essere personale.
    Non e' responsabile il provider, non e' responsabile il gestore del servizio.
    Non e' neppure responsabile il titolare del collegamento alla rete o il proprietario del computer, se non sono loro ad avere commesso il fatto.

    Responsabile e' chi ha commesso il fatto.

    Il resto sono solo dei tentativi di scaricabarile, per poter dar la colpa al piu' grosso e piu' facile da beccare, lasciando i veri delinquenti in giro.
  • - Scritto da: panda rossa
    > "...accettare che online si possa delinquere e
    > violare gli altrui diritti senza che nessuno sia
    > chiamato a
    > rispondere..."

    >
    > Nessuno chiede questo!
    > Nessuno pretende che online si possa delinquere
    > senza
    > risponderne.

    Mah... conosco utenti che la pensano diversamente (vd. angros)
    Anzi, per alcuni sembra che sia questa la vera "LIBERTA" della rete!

    > Chi compie il reato ne' deve rispondere.
    > Ma la responsabilita' deve essere personale.
    > Non e' responsabile il provider, non e'
    > responsabile il gestore del
    > servizio.

    Se il servizio che offre è "puramente tecnico, automatico e passivo" ci può stare, ma se non lo è... hehehe!

    > Non e' neppure responsabile il titolare del
    > collegamento alla rete o il proprietario del
    > computer, se non sono loro ad avere commesso il
    > fatto.

    Mmmm...

    > Responsabile e' chi ha commesso il fatto.

    Beh non sempre, per es. prendi la responsabilità degli AD...

    > Il resto sono solo dei tentativi di
    > scaricabarile, per poter dar la colpa al piu'
    > grosso e piu' facile da beccare, lasciando i veri
    > delinquenti in
    > giro.

    Ok, dunque?
  • > Ok, dunque?

    Mi pare chiaro e giusto, il responsabile è solo chi commette il fatto e non il mezzo che usa per cometterlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Thepassenge r
    > > Ok, dunque?
    >
    > Mi pare chiaro e giusto, il responsabile è solo
    > chi commette il fatto e non il mezzo che usa per
    > cometterlo.

    In reatà la questione non è così banale.
    Prendiamo l'esempio delle autostrade. Ok qui è banale.
    Prendiamo invece l'esempio delle case in affito: chi affitta conoscendo che il locatario usa l'immobile per attività illecite ha delle responsabilità.

    O forse la questione è solo bianco o nero?!?
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: Thepassenge r
    > > > Ok, dunque?

    > > Mi pare chiaro e giusto, il responsabile è solo
    > > chi commette il fatto e non il mezzo che usa per
    > > cometterlo.

    > In reatà la questione non è così banale.
    > Prendiamo l'esempio delle autostrade. Ok qui è
    > banale.
    > Prendiamo invece l'esempio delle case in affito:
    > chi affitta conoscendo che il locatario usa
    > l'immobile per attività illecite ha delle
    > responsabilità.

    Veramente mi risulta che chiunque, non solo chi affitta e' tenuto a comunicare eventuali attivita' illecite no ?

    Chi affitta e' solo tenuto a comunicare i dati dell'affittuario alle forze dell'ordine se non sbaglio, non deve fare la guardia piu' di quanto faccia il vicino di casa.

    > O forse la questione è solo bianco o nero?!?
    krane
    22395
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Prendiamo invece l'esempio delle case in affito:
    > chi affitta conoscendo che il locatario usa
    > l'immobile per attività illecite ha delle
    > responsabilità.

    Le responsabilita' di chi affitta sono ben regolamentate dalla legge: deve registrare il contratto di affitto nel quale e' indicato chi sono gli inquilini.
    Se chi affitta non si comporta correttamente, ne risponde.
    Ma se l'inquilino in quella casa commette un reato, chi affitta non puo' e non deve essere considerato corresponsabile.

    > O forse la questione è solo bianco o nero?!?

    La questione e' chiara. Se c'e' dolo se ne pagano le conseguenze.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ThEnOra
    > > Prendiamo invece l'esempio delle case in affito:
    > > chi affitta conoscendo che il locatario usa
    > > l'immobile per attività illecite ha delle
    > > responsabilità.
    >
    > Le responsabilita' di chi affitta sono ben
    > regolamentate dalla legge: deve registrare il
    > contratto di affitto nel quale e' indicato chi
    > sono gli
    > inquilini.
    > Se chi affitta non si comporta correttamente, ne
    > risponde.
    > Ma se l'inquilino in quella casa commette un
    > reato, chi affitta non puo' e non deve essere
    > considerato
    > corresponsabile.
    >

    Aggiusto il tiro. Non sto parlando della fase di contrattazione dell'affito. Mi riferisco al "mentre". Ossia, inizialmente tutto è rosa e fiori, poi a distanza di un anno il padrone di casa riceve una lettere firmata in cui lo si informa che nella sua abitazione data in affitto vengono svolte attività illecite, per esempio, è diventata una casa di incontri.

    Il padrone di casa ha due opzioni:

    a. Fregarsene
    b. Informare le forze dell'ordine di tale lettera e chiedere accertamenti sia al conduttore che alle forze dell'ordine.

    Nel caso scegliesse la b. ovviamente non è responsabile di niente, qualora invece scegliesse la a. potrebbe, e dico potrebbe, essere denunciato per favoreggiamento/sfruttamento della prostituzione/o simili.

    E' questo ciò di cui parlo.




    > > O forse la questione è solo bianco o nero?!?
    >
    > La questione e' chiara. Se c'e' dolo se ne pagano
    > le
    > conseguenze.
  • - Scritto da: ThEnOra

    > Aggiusto il tiro. Non sto parlando della fase di
    > contrattazione dell'affito. Mi riferisco al
    > "mentre". Ossia, inizialmente tutto è rosa e
    > fiori, poi a distanza di un anno il padrone di
    > casa riceve una lettere firmata in cui lo si
    > informa che nella sua abitazione data in affitto
    > vengono svolte attività illecite, per esempio, è
    > diventata una casa di
    > incontri.
    >
    > Il padrone di casa ha due opzioni:
    >
    > a. Fregarsene
    > b. Informare le forze dell'ordine di tale lettera
    > e chiedere accertamenti sia al conduttore che
    > alle forze
    > dell'ordine.
    >
    > Nel caso scegliesse la b. ovviamente non è
    > responsabile di niente, qualora invece scegliesse
    > la a. potrebbe, e dico potrebbe, essere
    > denunciato per favoreggiamento/sfruttamento della
    > prostituzione/o
    > simili.
    >
    > E' questo ciò di cui parlo.
    >

    Un bell'esempio pratico.

    Supponiamo di voler percorrere la strada a) e non volere comunque incorrere in rogne.

    La lettera e' una raccomandata con ricevuta di ritorno?
    Perche' in caso contrario, lo sai che non l'ho mai ricevuta, vero!

    Resta il fatto, sul perche' colui che mi scrive questa lettera vuole a tutti i costi piantarmi una grana: se sa che c'e' un giro illecito, vada a denunciare lui stesso.
    Perche' scrive a me? Che tanto io, il massimo che posso fare e' quello di andare a fare un esposto dicendo che "ho ricevuto questa raccomandata con ricevuta di ritorno da parte del sig. xxx, che dichiaro di non conoscere, con la quale mi si informa che nell'appartamento di mia proprieta' sito in via yyy ed affittato al sig. zzz con regolare contratto di affitto depositato, etc etc, (in allegato fotocopia del medesimo), etc etc..."

    Io rogne non ne voglio mica.
    Se deve saltar fuori la grana, deve essere ben chiaro che l'ha innescata chi mi ha scritto la lettera.
  • e allora le poste ?

    Posso inviare una cartolina o una lettera in modalita' completamente anonima contenente minacce , ricatti , offese , insulti o addirittura carbonchio Sorride

    Chi e' responsabile ? La Posta ? non credo .

    Basta applicare quello che c''e gia' .

    Saluti
    non+autenticato
  • > Mah... conosco utenti che la pensano diversamente
    > (vd.
    > angros)
    > Anzi, per alcuni sembra che sia questa la vera
    > "LIBERTA" della
    > rete!

    Hai frainteso (come al solito); io non voglio che si possa delinquere, voglio che scaricare non sia considerato delinquere (e che mettere limiti sia invece considerato un crimine.

    Ma tu non hai capito quello che ho detto, perchè, come sempre, non sei capace di leggere un testo fino alla fine, nemmeno se è di poche righe.
    non+autenticato
  • Basta che dicono che scaricare materiale protetto da copymacchiataright per uso personale, senza scopo di lucro non sia reato e risolviamo molti problemi, cosi magari la GDF combatte il crimine organizzato che porta poveri cristi a vendere copie "contraffate" nelle strade.
    Sgabbio
    26178
  • Come da titolo, secondo me stanno iniziando ad uccidere la rete lentamente con queste storie...
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Come da titolo, secondo me stanno iniziando ad
    > uccidere la rete lentamente con queste
    > storie...

    Se intendi la "rete dei pirati", si è così.
  • Te hai sempre una visione troppo limitata della questione, come sempre...
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Te hai sempre una visione troppo limitata della
    > questione, come
    > sempre...

    Semmai tendenziosaCon la lingua fuori

    Ad ogni modo, per me il commento che hai fatto è privo di significato e vuoto, anzi banale.

    Il dibattito sulla responsabilità degli intermediari (direttiva e-commerce) è molto importante proprio per la "libertà" della rete e, soprattutto, per chi lo utilizza. Il non responsabilizzare gli ISP non è sinonimo di libertà. Le misure poi vanno equlibrate.
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > Te hai sempre una visione troppo limitata della
    > > questione, come
    > > sempre...
    >
    > Semmai tendenziosaCon la lingua fuori
    >
    > Ad ogni modo, per me il commento che hai fatto è
    > privo di significato e vuoto, anzi
    > banale.
    >
    > Il dibattito sulla responsabilità degli
    > intermediari (direttiva e-commerce) è molto
    > importante proprio per la "libertà" della rete e,
    > soprattutto, per chi lo utilizza. Il non
    > responsabilizzare gli ISP non è sinonimo di
    > libertà. Le misure poi vanno
    > equlibrate.

    Potremmo responsabilizzare gli ISP solo quando saranno responsabilizzati anche i gestori delle autostrade, i gestori di telefonia fissa, i gestori delle poste italiane, i corrieri, gli spedizionieri, gli attacchini e chiunque altro svolga un servizio di trasferimento di qualcosa da un posto ad un altro posto.
  • E perché solo trasferimento? Se io scrivo "ThEnOra è uno str***O" sul muro di casa tua è giusto che tu sia condannato per diffamazione. Non mettiamo limiti alla nostra fantasia.
  • HAHAHA Bhe dai, potevi dire TheNora Puzza, sarebbe stato divertente e non offensivo per luiA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • IO? ╚ scritto sotto la casa di panda rossa, quindi prenditela con lui!
    Occhiolino
  • :DA bocca aperta SI SI Capito cosa intendevi direA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: advange
    > IO? ╚ scritto sotto la casa di panda rossa,
    > quindi prenditela con
    > lui!
    > Occhiolino

    Quale casa di panda rossa? Al massimo il box.
  • ╚ inutile che cerchi di nasconderti: la responsabilità è tua e solo tua!