Alfonso Maruccia

La guerra tecnologica

Ricercatori, autoritÓ e businessman lavorano per implementare ritrovati hi-tech ai limiti della fantascienza. Per combattere il terrorismo o vincere le battaglie

Roma - La minaccia del terrorismo la si combatte anche con la tecnologia, sia che si tratti di nuove tecnologie di riconoscimento per le telecamere a circuito chiuso (CCTV) che della manipolazione e la "lettura" del pensiero. Per quanto riguarda il primo caso, un progetto europeo noto come SUBITO ha l'obiettivo di fornire alle CCTV la capacità di riconoscere i bagagli incustoditi per sventare potenziali attacchi a luoghi pubblici e infrastrutture.

Nell'ambito del progetto (a cui partecipano varie organizzazioni e istituzioni europee con i fondi della Commissione di Bruxelles), la finlandese VTT ha realizzato un software in grado appunto di riconoscere valige e borse abbandonati all'interno dello spazio tenuto sotto controllo dalle telecamere. Una volta individuati i bagagli sospetti, il programma è in grado di identificare, localizzare e tracciare le persone responsabili del loro abbandono.

VTT garantisce il rispetto della privacy e la convenienza del suo software, implementabile nei sistemi CCTV già installati e quindi senza la necessità di rinnovi o installazioni ex-novo. La consapevolezza, da parte di avventori e passanti, di venire tracciati oltre a essere controllati dagli obiettivi sempre puntati delle CCTV dovrebbe augurabilmente servire da deterrente per qualunque terrorista o "genio del male" in circolazione.
Lo stesso genio del male potrebbe invece farla franca con un'altra tecnologia a cui lavorano i ricercatori - questa volta statunitensi - ovvero l'interpretazione delle onde cerebrali durante gli interrogatori di sospetti. In questo caso, la scarsità di informazioni a disposizione di interrogato e interrogante ancora rappresentano un ostacolo difficile da superare per l'applicazione pratica dell'interpretazione degli impulsi elettrici del cervello.

Laddove il DARPA è convinto di poter mettere a frutto la manipolazione del cervello è invece nel controllo delle menti dei soldati in situazioni di stress sul campo di battaglia. L'agenzia del Pentagono ha dato mandato - e fornito i fondi - al neuroscienziato William Tyler per realizzare un elmetto in grado di stimolare il cervello dall'esterno con le onde ultrasoniche. Tra gli obiettivi in questo caso non c'è il "banale" controllo del pensiero, quanto piuttosto la mitigazione degli effetti metabolici dei traumi cerebrali, la riduzione di stress, ansietà e dolore.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia La guerra tecnologica
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  • Boh, chissà perché quando ci penso, penso solamente che blocchi il trauma/stress sul campo di battaglia e poi ti riviene fuori il doppio più forte come postumo...
    Il fisico ha bisogno di sfogare lo stess, reprimerlo è solamente rimadare l'inevitabile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marsh
    > Boh, chissà perché quando ci penso, penso
    > solamente che blocchi il trauma/stress
    > sul campo di battaglia e poi ti riviene
    > fuori il doppio più forte come postumo...

    Però intanto hai carne da macello che non si ribella ad un ordine da lemming...

    --
    Saluti, Kap
  • - Scritto da: Lord Kap
    > - Scritto da: Marsh
    > > Boh, chissà perché quando ci penso, penso
    > > solamente che blocchi il trauma/stress
    > > sul campo di battaglia e poi ti riviene
    > > fuori il doppio più forte come postumo...
    >
    > Però intanto hai carne da macello che non si
    > ribella ad un ordine da
    > lemming...
    >
    > --
    > Saluti, Kap

    parlate del caschetto o della TV
  • - Scritto da: lordream
    > - Scritto da: Lord Kap
    > > - Scritto da: Marsh
    > > > Boh, chissà perché quando ci penso, penso
    > > > solamente che blocchi il trauma/stress
    > > > sul campo di battaglia e poi ti riviene
    > > > fuori il doppio più forte come postumo...
    > > Però intanto hai carne da macello che non si
    > > ribella ad un ordine da lemming...
    > parlate del caschetto o della TV

    Beh, al primo sembra molto più difficile ribellarsi.

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    Saluti, Kap