Claudio Tamburrino

Assinform: IT Italia in ripresa, nonostante tutto

Crisi, problemi di dimensioni e assenza di incentivi: ma le aziende italiane qualche cosa stanno riguadagnando. Le anticipazioni del rapporto annuale

Roma - Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, ha presentato le anticipazione dei dati sull'andamento dei settori IT e TLC nel primo semestre 2010: settori che hanno rispettivamente segnato un meno 2,5 per cento e un meno 2,3 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2009.

"Per l'IT - ha detto il presidente - l'emergenza non è finita, anche se si riscontra un'inversione di tendenza" che vede l'attenuazione del calo di mercato. Con il -2,5 per cento segnato a fine giugno 2010, infatti, il settore IT italiano ha recuperato oltre 6 punti percentuali rispetto al meno 9 per cento registrato a fine giugno 2009.

Il recupero ha interessato tutte le componenti informatiche, dall'hardware, al software, ai servizi, ma con notevoli differenziazioni e prospettive. Tra i dati più positivi, dopo il ritorno di investimenti nel settore registrato nelle statistiche di maggio, la crescita della domanda di PC e server da parte delle imprese: il dato ha registrato un più 10,3 per cento rispetto al 2009 (anno particolarmente buio con un meno 2,5) e che rappresenta, secondo Assinform, "l'avvio di processi di rinnovamento delle tecnologie aziendali, di maggior informatizzazione delle imprese italiane, di investimenti in infrastrutture innovative. Processi che la crisi aveva quasi del tutto bloccato e che oggi appaiono sempre più indispensabili a quelle imprese che intendono affrontare la ripresa dei mercati".
Sul fronte dell'occupazione, invece, non emerge ancora alcuna previsione di ripresa: "Continua l'emorragia dei consulenti - spiega Angelucci - soprattutto da parte delle grandi imprese, sebbene in leggera attenuazione. Per i dipendenti sparisce la fascia di valutazione molto peggiorato, ma il 15 per cento delle imprese continua a considerare la situazione in peggioramento, tendenza che nelle medie arriva al 33 per cento e nelle grandi al 21".

D'altronde, il bilancio di fine giugno 2010 è ancora in rosso e il trend negativo penalizzerà il settore fino alla fine dell'anno. A preoccupare sono proprio le previsioni future e soprattutto le "iniziative da prendere ora affinché le grandi potenzialità dell'IT, quarto settore industriale italiano con oltre 380mila addetti, motore dell'innovazione e di occupazione qualificata, possano essere colte dal Paese, per avviare una fase di crescita competitiva nel 2011". Insomma, un treno che non si può nuovamente perdere.

L'informatica italiana, spiega Assinform, continua a patire gli effetti della crisi, della totale assenza di una politica per l'innovazione e del clima di incertezza che vive il Paese. E, nonostante tutto, "molte imprese, soprattutto quelle esposte alla competizione internazionale, non hanno gettato la spugna e stanno tornando a investire nelle tecnologie informatiche e nell'innovazione dei processi" e, da un'altra indagine condotta a luglio su un campione di imprese associate, emerge un minimo di "fiducia in più" in una prossima ripresa economica: si parla di previsioni di crescita dei fatturati per il 43 per cento delle imprese partecipanti (contro il 24 di luglio 2009), anche se per le PMI si prevede comunque un calo degli ordinativi e degli utili.

Piccole e medie imprese, ossatura della nostra economia, che però non possono fare da sole: sarebbero necessari, continua Angelucci, "atti di coraggio da parte delle istituzioni, del Governo, della classe politica tutta, per introdurre nuove regole e condizioni quadro capaci di creare un clima che premi l'innovazione a tutti i livelli. Per questo occorrono provvedimenti di politica industriale stabili, che agiscano sul fronte del credito fiscale e degli incentivi, accompagnati da misure che facilitino l'accesso a finanziamenti bancari".

Come già fatto in passato, Assinform è tornata sulle misure da intraprendere affinché il settore, almeno, non sia ostacolato: sostenere la domanda IT, "premiando le aziende italiane che usano la leva tecnologica per migliorare la propria efficienza/produttività", favorire fusioni e acquisizioni aziendali con un programma straordinario di ammortizzatori fiscali e "spostare le addizionali dall'Irap sull'Ire per stemperare il peso sull'occupazione di questa tassa, particolarmente iniqua per un settore ad alto utilizzo di risorse professionali qualificate quale l'IT". Infine, andrebbero cambiate le regole delle gare: "I servizi informatici non possono essere acquistati al massimo ribasso, ma per la loro qualità, nell'ambito di un giusto rapporto costi/benefici".

Claudio Tamburrino
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139 Commenti alla Notizia Assinform: IT Italia in ripresa, nonostante tutto
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  • Si rilavoricchia questo autunno...

    ...Ma i fornitori sono sempre i soliti, TLC, Banche, Big Pharma.

    Possibile che a parte queste categorie, non ci sia sviluppo dell'IT e necessità nel 2010?

    Senza contare che per esempio tra le Big Pharma la Glaxo a Verona ha chiuso tutto ed aveva già de-localizzato quasi tutto l'IT in India.

    Intesa-Sanpaolo si dice che chiuda il data center storico di Parma accorpando su Milano e Torino...

    Per cui a livello complessivo c'è una contrazione anche tra i grandi fornitori di lavoro nel settore IT.

    Tempo fa ero presso una PMI per una consulenza spot, sacchificio molto automatizzato che ha di recente investito in nuove macchine robotizzate per incrementare la produttività.
    Ma è mai possibile che stiano ancora pensando se sia il caso o no di prendere un informatico fisso in azienda per seguire un po' l'integrazione col CNC piuttosto che le statistiche del gestionale Oracle-based?

    Possibile che la PMI italiana consideri ancora la figura dell'informatico non ancora necessaria come il commerciale, il contabile e gli altri lustra-scarpe?
    iRoby
    9147
  • Ho datto tutto. A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: rotfl
    > Ho datto tutto. A bocca aperta

    Errata corrige: ho detto tutto. A bocca storta
    non+autenticato
  • Dall'articolo sembra di capire, da alcuni passaggi in grassetto, di una situazione tutto sommato "positiva". Il titolo, che parla di ripresa, sembra avallare questa interpretazione.
    Permettetemi di esplicitare alcuni concetti: il 2009 ha visto un crollo dell'IT in Italia. Nel 2010 abbiamo un ulteriore calo rispetto al già drammatico 2009. In totale, rispetto al 2008 il calo è di circa 1.100.000.000,00 euro. I minori cali del 2010 rispetto al 2009 ed addirittura i timidi incrementi in alcuni settori sono "stati generati sul segmento delle medie e grandi imprese e dalla PA: le piccole imprese sono rimaste ferme, evitando investimenti in innovazione tecnologica. " (citato dal sito del Sole 24ore).

    Con tutto il rispetto per chi ha scritto l'articolo: la ripresa, nell'IT italiano, non si vede nemmeno da lontano (ed ho fatto pure la rima).
  • ma poi dove starebbe tutta questa "innovazione". Sento sempre parlare di innovazione ma vedo sempre le solite cose, solo più colorate
    non+autenticato
  • lo sviluppo non esiste se si va al ribasso..

    la qualità del prodotto va di pari passo con il prezzo..

    meno costa e piu fa schifo..


    il problema e che gli imprenditori hanno le pezze al C. e vogliono risparmiare, naturalmente però alzando i loro premi annuali.
    non+autenticato
  • boh a mio parere per una categoria di gente che fa i software aggratissè (per non dire open source e non farmi rispondere open!=gratis...) e si vanta di questo si sta ancora troppo bene.

    Son più furbi i commerciali
    non+autenticato
  • chi ha detto che la categoria fa i "sw a gratis".

    C'è la comunità open, alla quale non frega niente ne di te ne del cash ne del papa.

    C'è la comunità di persone che lavorano per mantenere una famiglia che incece pensa al profitto.

    L'imprenditore pensa a spendere poco e si attacca al tram..
    non+autenticato
  • la comunità open fa comunque parte della categoria informatica.

    Chiaramente non tutti si danno la zappa sui piedi ma in un sistema simile mi stupisco che le cose vadano ancora così bene
    non+autenticato
  • la varietà di soluzioni rende il mercato estremamente competitivo.

    Da la possibilità di non spedere un soldo adottando sw con licenza libera.

    Da anche la possibiltà di spendere molto e avere sw di maggior qualità e con assistenza infinita.

    Esiste però una scelta, è questo l'importante.
    non+autenticato
  • > Esiste però una scelta, è questo l'importante.

    non direi. E' diventato un sistema che ha abbassato di molto il livello di competenza rispetto a prima. Chiaramente ci si svende di più (e pochi son disposti ad investire in qualcosa diverso dalla consulenza)
    non+autenticato
  • Si svende di più perché il settore è in saturazione d'impiego
  • esatto!! sempre meno aziende vogliono fare lo sforzo di produrre software (tanto poi esiste spesso la versione aggratissè) e si buttano tutti sulla consulenza (saturandola)
    non+autenticato
  • Ma anche no (o per meglio dire "non solo") indipendentemente dal fatto che ci sia o meno software gratuito, c'è comunque un'offerta spropositata di informatici a dispetto di quanta domanda ci sia nel campo IT italiano, il resto è solo un effetto a catena
  • L'articolo del "Sole" sull'argomento inizia con


    > Anche a volerli cercare, si fa fatica a trovare segnali
    > di ottimismo negli ultimi dati sull'andamento del mercato
    > Ict in Italia nei primi sei mesi dell'anno, così come
    > anticipati questa mattina in Assinform dal presidente
    > dell'associazione Paolo Angelucci e da Giancarlo Capitani
    > di Netconsulting.

    ma a PI ci sono riusciti!

    Accettare l'analisi della situazione del presidente di Assinform, una visione per cui il settore si stia riprendendo visto che ora "perde solo il 2.5% all'anno", è veramente velleitario. Rimaniamo in piena recessione nel settore informatico. Per non parlare del vantaggio comparato con altre nazioni Europee.
    non+autenticato
  • > Accettare l'analisi della situazione del
    > presidente di Assinform, una visione per cui il
    > settore si stia riprendendo visto che ora "perde
    > solo il 2.5% all'anno", è veramente velleitario.
    > Rimaniamo in piena recessione nel settore
    > informatico. Per non parlare del vantaggio
    > comparato con altre nazioni
    > Europee.

    Ringrazia gli strimpellari, i clown ed i battitasti-raccontastorie informatici. Gente che sta su FB tutto il giorno e poi vuole essere pagata in netto 1900 al mese.
    non+autenticato
  • dov'è che pagano cosi!!! ??? Fantasma
    non+autenticato
  • - Scritto da: remake
    > dov'è che pagano cosi!!! ??? Fantasma

    dappertutto, se conosci il tuo lavoro.
  • Uuhh a me 2200 netto in busta facendo part-time e se fosse full anche 3200-3400 netto in busta... Solita città Milano, solito sbattimento, solite aziende TLC, Big Pharma o banche.

    E solito caporalato legalizzato (body renting).
    iRoby
    9147
  • - Scritto da: iRoby
    > Uuhh a me 2200 netto in busta facendo part-time e
    > se fosse full anche 3200-3400 netto in busta...
    > Solita città Milano,

    Preferisco guadagnare meno ma stare bello lontano da Milano.
    Preferisco vivere.
  • - Scritto da: iRoby
    > Uuhh a me 2200 netto in busta facendo part-time e
    > se fosse full anche 3200-3400 netto in busta...
    > Solita città Milano, solito sbattimento, solite
    > aziende TLC, Big Pharma o
    > banche.
    >
    > E solito caporalato legalizzato (body renting).

    Gli sviluppatori java con un po' di seniority (diciamo 4-5 anni) arrivano anche a 4000 netti mensili, specie in ambiti sofisticati e "mission critical". Naturalmente parliamo di laureati (ingegneri) con voti alti ed anni di esperienza in fior di multinazionali, non di smanettoni.

    Questo a dimostrazione che i milleuristi sfigati che albergano sui forum di PI possono incolpare solo se stessi, evidentemente valgono poco.
    non+autenticato
  • Forse sarebbe meglio anche specificare il tipo di contratto, perchè 4000 netti mensili a progetto o a partita IVA scendono tranquillamente a 2000 come dipendente
    guast
    1319
  • si devono anche considerare le ore di lavoro. C'è gente a partita iva che lavora anche sabato e domenica
    non+autenticato
  • - Scritto da: guast
    > Forse sarebbe meglio anche specificare il tipo di
    > contratto, perchè 4000 netti mensili a progetto o
    > a partita IVA scendono tranquillamente a 2000
    > come
    > dipendente

    A casa mia "netti" significa proprio l'opposto di "lordi", indipendentemente dal contratto. E comunque sono generalmente assunti a tempo indeterminato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Real Gordon
    > - Scritto da: guast
    > > Forse sarebbe meglio anche specificare il tipo
    > di
    > > contratto, perchè 4000 netti mensili a progetto
    > o
    > > a partita IVA scendono tranquillamente a 2000
    > > come
    > > dipendente
    >
    > A casa mia "netti" significa proprio l'opposto di
    > "lordi", indipendentemente dal contratto. E
    > comunque sono generalmente assunti a tempo
    > indeterminato.

    Nessuna azienda pagherebbe così tanto qualcuno a tempo indeterminato.
    Non ha senso. Parli ma non conosci.
  • I servizi/stipendi/sviluppi informatici sono sottovalutati.
    Nessuna azienda riuscirebbe ad arrivare a fine mese senza un supporto di questo genere.

    Non lo vogliono capire!

    Al primo black out serio lo capiranno!

    Saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: remake
    > I servizi/stipendi/sviluppi informatici sono
    > sottovalutati.
    > Nessuna azienda riuscirebbe ad arrivare a fine
    > mese senza un supporto di questo
    > genere.
    >
    > Non lo vogliono capire!
    >
    > Al primo black out serio lo capiranno!
    >
    > Saluti

    In italia non c'è ricambio generazionale. I vecchi imprenditori vedono l'informatica come un giocattolo inutile, una moda passeggera. Così facendo però, si ciullano tutto l'export. Di certo la concorrenza oltre oceano non attende gli Italiani. Vedono cosa viene prodotto, lo studiano e lo riproducono, solo che, appoggiandosi all'IT per automatizzare processi ed aumentare la propria visibilità, alla fine guadagnano una marea di "terreno" in aree ove adesso l'attenzione sia delle grandi aziende, sia del singolo compratore con Paypal, vanno a parare.
    non+autenticato
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