A Bing piace Facebook. E i suoi dati

A Bing piace Facebook. E i suoi dati

Si vocifera di una partnership sempre più stretta fra Microsoft e Facebook, con la prima presumibilmente impegnata a spremere i dati anonimizzati della seconda per migliorare il suo motore di ricerca web
Si vocifera di una partnership sempre più stretta fra Microsoft e Facebook, con la prima presumibilmente impegnata a spremere i dati anonimizzati della seconda per migliorare il suo motore di ricerca web

Microsoft Bing, il motore di ricerca che ha recentemente conquistato il secondo posto nella classifica degli engine più usati negli States superando di poco il concorrente-partner Yahoo! – e che presto avrà tutta una serie di novità tecnologiche da sfoggiare, è alla caccia dei dati contenuti nel colossale database di Facebook. L’obiettivo? Migliorare il motore di ricerca fornendo risultati maggiormente rappresentativi dell’interesse dei netizen.

Stando alle solite fonti anonime ma ben informate sui fatti, Microsoft sarebbe in particolare interessata ad avere accesso ai post messi in evidenza dagli utenti Facebook con l’apposita funzionalità “Mi piace” presente in calce a ogni aggiornamento di stato. L’idea sarebbe quella di identificare le pagine web più apprezzate per poi tarare il motore di ricerca rendendolo più “social” di quanto non lo sia fin’ora.

Qualora la nuova collaborazione con Facebook dovesse andare in porto, in futuro Bing potrebbe avere dalla sua una cartuccia molto importante da sparare contro lo strapotere di Google grazie a un motore di ricerca maggiormente raffinato rispetto a un “banale” crawler che se ne va in giro a classificare il web seguendo i link e le informazioni SEO nascoste all’interno del codice HTML.

L’eventuale partnership tra Microsoft e Facebook potrebbe segnare una nuova tappa nella crescente convergenza di interessi per le due società, che hanno un nemico in comune (Google) e collaborano da tempo su molteplici fronti della web economy . Resta da chiarire quali saranno le modalità di gestione del dovuto rispetto alla privacy degli utenti di Facebook e di quei post identificati come privati o diretti solo a una ristretta cerchia di amici.

Alfonso Maruccia

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Pubblicato il
16 set 2010
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