Claudio Tamburrino

Deutsche Telekom, CEO sotto inchiesta

Sospettato di corruzione da un tribunale tedesco. Coinvolte le unità ungherese, macedone e montenegrina della telco

Roma - Rene Obermann, CEO di Deutsche Telekom AG, è stato chiamato, insieme ad altre otto persone, dal tribunale di Bonn per rispondere alle accuse di corruzione perpetrata in Europa centrale ed orientale.

Mark Nierwetberg, portavoce della telco, ha dichiarato che le accuse sarebbero tutte infondate.

I fatti risalgono al periodo 2000-2005, anni in cui Obermann non era CEO ma vertice dell'unità T-Mobile International, e riguardano il pagamento dei dividendi all'unità macedone della compagnia: secondo il procuratore, Obermann avrebbe cercato di sfruttare quest'arma per mantenere chiuso il mercato delle telecomunicazioni nel paese. Inoltre le autorità vogliono verificare se fosse stato al corrente di alcuni contratti ritenuti sospetti.
A questi fatti si è interessata anche l'unità ungherese della compagnia, che ha commissionato un'indagine indipendente su alcuni contratti apparentemente falsi (per un valore totale di 31 milioni di euro) utilizzati dalle propaggini montenegrine e macedoni della telco: entrambi paesi alle prese con il dibattito sulla liberalizzazione o meno del mercato delle telecomunicazioni.

Il caso è affrontato anche dalla Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense: da lì in effetti è partito tutto, ma in quella sede Obermann è stato chiamato solo come persona informata dei fatti e mai come sospettato.

Proprio l'indagine SEC e la sua richiesta di collaborazione inviata alle autorità di Bonn, però, ha messo la pulce nell'orecchio ai tedeschi. Insieme a Bonn, nel frattempo, si sono mosse anche le autorità macedoni, che hanno denunciato quattro persone nel 2008 (tra cui un impiegato della telco) e quelle ungheresi.

Claudio Tamburrino
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