Editoriale 6/3/2000

Nei prossimi anni potremo assistere al boom dei "piccoli computer": notebook, handheld, cellulari tuttofare. Sarà questa la morte del PC? Ed Apple, che ruolo avrà?

Da qualche tempo la moda è quella di profetizzare, per gli anni a venire, la morte del PC a favore dei computer ?mobile?, siano essi notebook, subnotebook o handheld. Ultimamente un?altra corrente di pensiero sostiene - per puro spirito di contraddizione? - addirittura il contrario: la rapida diffusione delle info appliance sosterrà la crescita dei personal computer, macchine indispensabili per il lavoro di tutti i giorni e per l?interazione con i ?fratellini più piccoli?, meno dotati sia in termini hardware che software.
Chiunque abbia ragione, una cosa è certa: i computer portatili, dai laptop ai palmari, conosceranno nei prossimi anni un boom incredibile, incoraggiato soprattutto dall?integrazione fra PDA e telefonia cellulare e dal drastico calo dei prezzi dei PC portatili.
Per rendersi conto di questo basta sfogliare una qualsiasi rivista cartacea del settore: dove una volta stavano in bella mostra sobri PC a torre, oggi troviamo notebook di ogni sorta e dimensione, un buon numero di palmari e qualche cellulare WAP. Senza contare che le marche di notebook sono quintuplicate rispetto a poco tempo fa, e sono approdati sul mercato anche i primi ?assemblati?, dove la marca non si paga. Tutto questo ricorda la nascita, nella metà degli anni ?80, dei PC-IBM compatibili, rigorosamente made in Taiwan, un fenomeno che portò al rapido successo dell?architettura aperta proposta da IBM, un?architettura che ancora oggi, seppur con qualche modifica, sta alla base del nostro PC.
Ma che la storia ami ripetersi, Apple sembra volerlo ignorare. Questa volta gli andrà meglio?
Alessandro Del Rosso
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