Roberto Pulito

Intel e l'apprendista cellulare

Telefonini che consigliano attività in base al contesto e smartphone che apprendono da soli, fino a superare il maestro. Un futuro tascabile che può diventare invadente

Roma - Al recente IDF di San Francisco si è parlato tanto di computer ed elettrodomestici in grado di anticipare le reali esigenze dell'utente, grazie al riconoscimento del contesto e ad una maggiore interconnessione tra uomo e macchina.

Anche Pandora, Netflix e Google stanno lavorando per proporre soluzioni context-aware di questo tipo ed è ovvio che applicando una tecnologia fatta di algoritmi, sensori e archivi di dati ad un prodotto portatile che vive perennemente nelle tasche dell'utente, come lo smartphone, si potrebbe raggiungere un livello di utilità spaventoso. Quasi invadente.
Parlare di cellulare che legge nella mente non è però del tutto corretto. In questo caso specifico non si tratterebbe infatti di spiare gli impulsi elettrici provenienti dal cervello e tradurli in un linguaggio comprensibile per il calcolatore ma piuttosto di raccogliere ed elaborare preferenze e informazioni, per compilare un profilo globale dell'utente.

Fino ad oggi, del resto, le coordinate del GPS non hanno aiutato il dispositivo a capire qualcosa del suo proprietario, escludendo l'ubicazione della sua abitazione. E la rubrica interna si è limitata prevalentemente a ricordare gli appuntamenti con appositi promemoria. Ma lo smartphone di domani potrebbe anche consigliare delle alternative rispetto ai progetti iniziali del suo padrone, basandosi sulle preferenze registrate.
Combinando le informazioni dei sensori di movimento, con l'orario e la luce ambientale, il sistema incorporato nel telefono potrebbe ad esempio stabilire se l'utente sta riposando o se ancora è in giro in piena notte. Arrivando ad offrire suggerimenti per la serata.

Se il sabato sera è registrato in agenda come la "serata del pub", il modulo GPS potrebbe magari richiamare la ricerca online per suggerire il locale più indicato, rispetto ai nostri gusti, oppure consigliarci di partire un po' prima da casa, se l'appuntamento fissato si trova in una zona troppo distante o trafficata della città. Le possibilità di automatismo appaiono effettivamente infinite.

Durante l'IDF, Intel ha mostrato anche il prototipo di un PVA (Personal Vacation Assistant) portatile che, basandosi sulle preferenze di viaggio personali, con luoghi preferiti registrati e esperienze precedenti giudicate, può offrire diversi spunti interessanti ai turisti.

Qualcosa si era già visto, in questo senso, ma durante la convention il discorso relativo agli input è stato allargato a tutte le informazioni utili che riguardano habitat e abitudini. Solo così i dispositivi del futuro potranno arrivare a leggere, davvero, nelle nostre intenzioni.

Roberto Pulito
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4 Commenti alla Notizia Intel e l'apprendista cellulare
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  • Non colgo la rivelazione della notizia... cioè non s'è parlato di tecnologie innovative, ma di profiling associato a connessione ad internet sempre attiva.
    E' sufficiente un software che sfrutta capacità hardware esistenti da un anno su qualunque smartphone... pensavo di trovare notizione più succoseCon la lingua fuori
  • che ci osserva, ci monitorizza, riferendo tutto col suo VERO padrone (google, nokia, etc) spifferandogli i nostri gusti, le noste abitudini, dove andiamo, quando andiamo e con chi (i cellulari si parleranno tra loro, ovvio, per "allinearsi" e meglio "servirci", certo). E tutti i nostri dati finiranno in un grande database, ma saremo confortati dal fatto che lo fanno "per il nostro bene".

    No grazie, preferisco spegnerlo.
    non+autenticato
  • Ma no dai, basta bloccare il bluetooth e non avere la Wlan attiva...e distruggere il telefono alla fine della sua vita utile. Così avrai comunque il servizio, ma senza essere spiato.

    A me preoccupa di più l'advertising mirato, non la schedatura che può essere in qualche modo evitata.
    non+autenticato
  • basta un po' d'attenzione nel leggere che i dati verranno salvati in forma anonima, quando si usufruisce di qualsiasi servizio la licenza parla chiaro. D'altro canto se mi spia lo stato allora viola la mia privacy, finché google guarda cosa cerco col suo motore/nokia legge i miei messaggi non mi frega gran che, non vedo cosa ci sia così tanto da proteggere se una grande azienda sa che in qualche parte del globo qualcuno ha cercato "molotov" sul suo motore/qualcuno ha scritto alla sua amante "ieri notte è stato bellissimo"...