SCO si prepari alla guerra dei big

Sun e HP sostengono di essere al riparo dalle minacce legali lanciate da SCO alle aziende che utilizzano Linux e confermano la propria intenzione di continuare a vendere server Linux. Red Hat avverte: ci difenderemo con i denti

Roma - Le minacce legali di SCO Group nei confronti delle aziende che utilizzano Linux non sembrano preoccupare Sun e HP. E questo nonostante i due colossi abbiano anche sistemi basati su Linux quando si viene ai server.

Il CEO di Sun, Scott McNealey, ha affermato che una decina d'anni fa la sua azienda ha pagato "fior di quattrini" per ottenere da SCO le proprietÓ intellettuali necessarie per commercializzare il proprio sistema operativo Unix Solaris: questo, secondo McNealey, metterebbe Sun al riparo da qualsiasi azione legale.

Non Ŕ tuttavia chiaro, secondo alcuni analisti, se Sun sia "coperta" anche per quanto riguarda l'uso, in alcuni suoi modelli di server x86, di una versione di Linux. Fra l'altro Ŕ proprio notizia di oggi l'accordo che porterÓ Sun a installare su alcuni suoi server low-end il sistema operativo Red Hat Linux.
Quest'ultima ha pi¨ volte ribadito l'infondatezza delle accuse rivolte da SCO a Linux e, attraverso una lettera aperta, il chairman dell'azienda dal cappello rosso, Matthew Szulik, ha puntato il dito su quelle aziende che utilizzano i tribunali per affossare il libero mercato e, pur senza citare espressamente SCO, ha affermato di volersi difendere energicamente da qualsiasi accusa le potrÓ essere rivolta in futuro riguardo la violazione di proprietÓ intellettuali.

HP, che come Sun figura fra le 1.500 aziende che la scorsa settimana hanno ricevuto la famosa lettera in cui SCO descrive Linux come un figlio illegittimo di Unix, afferma di non essere preoccupata per i proclami di SCO. Sebbene HP sostenga che il 15% dei propri server ProLiant vengono venduti con Linux preinstallato, il colosso si dice ignaro del fatto che Linux, di per sÚ, violi il copyright di SCO: HP ritiene che le rivendicazioni di quest'ultima riguardino alcuni comportamenti di IBM e non si applichino alla generalitÓ delle aziende che usano Linux.

Quella di HP Ŕ una posizione che potrebbe portarla dritta contro SCO, visto che la "padrona" di Unix nella sua lettera sostiene espressamente che tutti coloro che utilizzano Linux stanno potenzialmente violando le sue proprietÓ intellettuali.

L'Open Source Initiative (OSI), un'organizzazione non profit che certifica il software open source e approva le licenze che si rifanno al modello aperto, ha giÓ fatto conoscere la sua opinione in merito alle rivendicazioni di SCO in questo documento, che viene costantemente aggiornato.

Ad arroventare ancor pi¨ il dibattito Ŕ arrivata ieri la notizia secondo cui Microsoft ha preso in licenza da SCO la tecnologia di Unix: sebbene il big di Redmond l'abbia definita una semplice mossa precauzionale (l'azienda ha infatti sviluppato alcuni software che permettono l'interoperabilitÓ fra Windows e Unix), la comunitÓ di Linux ha bollato l'accordo come un esplicito sostegno a quella che sempre pi¨ spesso viene definita "la crociata di SCO contro Linux".
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