Claudio Tamburrino

TechCrunch passa a AOL

L'annuncio arriva da Tim Armstrong e Michael Arrington: il network punta a rimpolpare i suoi contenuti, il blog ad entrare in un circuito importante. E il borsellino di AOL si apre anche per altri affari

Roma - AOL ha acquistato il blog TechCrunch e i siti ad esso collegati (MobileCruch, CrunchGear, TechCrunchIT, GreenTech, TechCrunchTV e Crunchbase).

Annunciato dal palco di uno degli eventi organizzati dalla testata, la conferenza Disrupt sull'innovazione tecnologica ritenuta al momento più rilevante, il blog fondato nel 2005 da Michael Arrington andrà così ad unirsi al network tecnologico creato da AOL (che comprende, tra gli altri, Engadget, Switched e TUAW) mantenendo al contempo, si legge nell'annuncio, la propria indipendenza editoriale.

Il network di siti tecnologici AOL risulta essere, grazie a circa 107 milioni di visitatori unici al mese, nei primi cinque posti della classifica del settore effettuata da comScore Media Metrix (con i dati relativi ad agosto 2010), primeggiando per quanto riguarda la media di tempo trascorso sulle proprie pagine e le visite per utente. Con l'acquisto di TechCrunch (e i suoi, secondo statistiche autoprodotte, 9,2 milioni di visitatori unici) naturalmente, la posizione del circuito AOL sarà sempre più centrale nel mondo dell'informazione tecnologica.
A esso, sempre in questi giorni, il gruppo ha affiancato l'acquisto del portale di video 5min Media, definito "il pezzo mancante" nel circuito offerto dalla piattaforma finora sviluppata, e Thing Labs, startup sviluppatrice dell'applicazione online Brizzly, un client web based per Facebook e Twitter. Tutte e tre gli acquisti non dovrebbero essere costati molto a AOL, si parla non ufficialmente di 65 milioni di dollari per 5min, 30 milioni per TechCrunch e ancora meno per l'ultima: tuttavia potrebbero avere un valore altamente strategico per il network che nell'ultimo quarto ha visto gli abbonamenti e gli introiti pubblicitari calare entrambi di circa il 27 per cento.

TechCrunh per le notizie, 5min per la completezza dell'offerta di contenuti video (che avrebbero attirato, secondo le stime dell'acquirente, circa 20 milioni di visitatori unici solo nel mese di agosto), e Brizzly per la distribuzione, insomma, rappresenterebbero tre tasselli per rimpolpare l'offerta AOL agli occhi degli inserzionisti negli ultimi tempi meno affezionati che in passato: stesso sforzo per accumulare contenuti era stato fatto, per esempio, puntando a AllThingsDigital (i cui redattori Kara Swisher e Walt Mossberg hanno però espresso l'intenzione di rimanere con l'attuale editore Dow Jones-News Corp) e, si vociferava, a Mashable.

Tim Armstrong, CEO di AOL, ha voluto proprio sottolineare quanto questo possa essere strategico nel momento in cui ci si rapporta con gli operatori dell'advertising: "La rete tecnologica creata da AOL è sempre più un must per gli inserzionisti che vogliono associare la loro marca alla tecnologia leader nel settore e al suo pubblico".

La nuova acquisizione, d'altronde, segue di pochi giorni l'annuncio di un nuovo formato pubblicitario offerto sulle proprie pagine, e che punta a rendere i messaggi promozionali più efficaci tramite l'utilizzo di diversi strumenti multimediali e una diversa gestione degli spazi offerte sulle pagine.

L'acquisita, da parte sua, punta proprio della possibilità di collaborare con queste importanti risorse (finanziarie e di rete) contando di mantenere la propria indipendenza. Michael Arrington, il fondatore e volto di TechCrunch, ha dichiarato: "Non vedo l'ora di lavorare con quelli di AOL in modo da continuare a costruire la nostra reputazione di giornalismo informatico indipendente".

I termini dell'accordo non sono stati divulgati, ma gli osservatori hanno già dato il via alla valutazione dell'affare: la spina nel fianco per Armstrong sembra essere proprio Michael Arrington, fondatore di TechCrunch e ancora identificato con la sua creatura. La sua carismatica figura non viene ricordata con simpatia da parecchi adetti ai lavori (tanto che anche in quest'occasione ha attirato parole di fuoco da parte dell'ex socio Jason Calacanis), ma rappresenta di fatto (e nonostante gli sforzi effettuati negli ultimi anni dai suoi colleghi) il valore aggiunto del blog e un punto di riferimento per gli imprenditori della Silicon Valley che vogliono cercare un referente nel mondo della comunicazione.

AOL dovrà dunque operare per trattenerlo e al contempo stemperare le sue irruenze. E il blogger ha già riferito che "ho la strana sensazione che rimarrò qui almeno per altri tre anni grazie ad una serie di incentivi".

Claudio Tamburrino
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