Claudio Tamburrino

E-Reader, le novità di Kobo

Annunciato per ottobre il nuovo dispositivo. E per il tablet di RIM un'applicazione di base per accedere al suo negozio online. Kindle e Nook sono avvertite, Borders fa sul serio

Roma - Atteso per ottobre, ma già disponibile per in pre-ordine, il nuovo modello di e-reader Kobo: 140 dollari per un dispositivo che si dota di WiFi, di una maggiore durata di batteria e uno schermo giudicato migliore.

Borders aveva lanciato Kobo con l'idea di puntare al mercato di massa grazie ad un prezzo competitivo (era l'unico in quel momento a costare meno di 150 dollari): ma era stata travolta dall'asta al ribasso del settore innescata da Barnes&Noble, che a sua volta aveva cercato di rincorrere con offerte speciali e scendendo ufficialmente sotto soglia 100 dollari con il modello Aluratek.

Il nuovo dispositivo, che dall'aspetto non si discosta molto dal modello precedente della linea, è disponibile ora in tre colori (bianco, grigio e lavanda), supporta sia ePub che PDF, ha un processore che permette di ridurre notevolmente il tempo che occorre a girare una pagina, dizionario inglese precaricato, uno schermo eInk Sharper da 6 pollici e un peso di 200 grammi. In più viene distribuito con 100 classici inclusi (con dichiarati 1,5 milioni di libri a disposizione nel Borders eBook store).
La maggiore novità, tuttavia, è la connessione WiFi che mette a pari questo apparecchio con gli altri dispositivi della medesima fascia di mercato.

Soprattutto, Borders sembra decisa a non lasciare nulla di intentato per recuperare terreno nel settore: mentre Amazon, per esempio, ha solo dichiarato che svilupperà un'app Kindle appena uscirà il nuovo tablet PlayBook di RIM, Kobo ha annunciato, con un coup de theatre, che approderà sul nuovo dispositivo già dal giorno stesso del suo esordio, con un'applicazione precaricata di default. E ha anticipato un 'offerta che strizza l'occhio a funzionalità social integrate con BlackBerry Messenger e la sua nuova piattaforma: la direzione in cui si stanno tra l'altro muovendo diversi operatori del settore con l'idea di sfruttare le capacità di rete del social network (mai così diffusi) con le caratteristiche del mercato dei libri, fatto di consigli di amici. Un po' come Apple sta cercando di fare con iTunes Ping, o come fa per esempio la comunità di Anobii.

Claudio Tamburrino
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